Attualità - 30 marzo 2026, 10:17

A Moretta la 69ª assemblea Avis: 13mila i donatori attivi in provincia, nel 2025 donazioni complessive attestate a 22.770

Dal presidente provinciale Valentino Piacenza un appello forte all’unità e alla corresponsabilità: “Solo uniti si possono affrontare le nuove sfide”. Tra le priorità indicate, il ricambio generazionale, la promozione della donazione di plasma e la necessità di una grande campagna di sensibilizzazione condivisa con le istituzioni

A Moretta la 69ª assemblea Avis: 13mila i donatori attivi in provincia, nel 2025 donazioni complessive attestate a 22.770

Si è svolta ieri a Moretta la 69ª assemblea provinciale di AVIS Cuneo, un appuntamento molto partecipato che ha riunito volontari, donatori, autorità civili e militari, rappresentanti del sistema trasfusionale e del mondo del volontariato. Un momento di confronto, analisi e programmazione, ma anche di forte intensità civile ed emotiva, reso ancora più significativo dal messaggio scelto per accompagnare i lavori: il sangue si dona, non si versa.

Un tema che il presidente provinciale Valentino Piacenza ha posto fin dall’inizio come chiave di lettura del presente: “Può sembrare un messaggio semplice, ma mai come oggi è di attualità”. In un tempo segnato da guerre, violenze e conflitti, ha ricordato, noi che siamo qua, che invece il sangue lo doniamo, questo aspetto diventa un impegno per noi ancora più responsabile”. Non soltanto, quindi, la responsabilità del gesto concreto della donazione, ma anche quella di custodire e trasmettere valori civili e umani dentro una società attraversata da fragilità e tensioni.

Ad accogliere i delegati è stata la comunità di Moretta, per la prima volta sede dell’assemblea provinciale, proprio nell’anno del 70° anniversario di fondazione dell’AVIS locale. Il sindaco Giovanni Gatti ha espresso con chiarezza il valore di questo doppio appuntamento: Moretta è onorata e orgogliosa di poter ospitare per la prima volta l’assemblea provinciale dell’AVIS”, sottolineando come il senso più autentico dell’associazione stia in una “generosità gratuita per aiutare il prossimo, chiunque egli sia”.

Un pensiero, questo, che è stato il filo conduttore della giornata, perché il dono del sangue è un gesto universale, capace di andare oltre ogni differenza e di tradursi in vita restituita, cura, prossimità, come sottolineato dalla presidente di AVIS Moretta Laura Notario, con uno sguardo capace di unire memoria e rinnovamento.

Cuore dell’assemblea è stata la relazione del presidente di AVIS Provinciale Cuneo, Valentino Piacenza, che ha restituito il quadro dell’attività 2025, tra risultati raggiunti, criticità e prospettive future.

I dati dello scorso anno restituiscono una situazione complessivamente solida, ma che impone attenzione e capacità di visione. Le donazioni complessive si sono attestate a 22.770, con un calo di 333 unità rispetto al 2024; i donatori attivi sono risultati 13.472, in diminuzione di 324, mentre i nuovi donatori sono stati 1.147, con 286 ingressi in meno rispetto all’anno precedente. Numeri che non autorizzano all’allarme, ma che chiedono una lettura lucida e responsabile. Lo ha detto con forza Piacenza: “I dati che seguono non sono semplici cifre su un foglio, ma rappresentano storie di generosità, vite salvate e un sistema sanitario che continua a reggere grazie al braccio teso dei nostri donatori”.

Agli avisini, che continuano a rappresentare una forza decisiva, il presidente ha poi lanciato un appello forte all’unità e alla corresponsabilità: Solo uniti si possono affrontare le nuove sfide”. Tra le priorità indicate, il ricambio generazionale, la promozione della donazione di plasma e la necessità di una grande campagna di sensibilizzazione condivisa con le istituzioni.

Il tema del ricambio generazionale è emerso come uno dei nodi principali del futuro dell’associazione. Su questo fronte si è inserito anche il contributo del presidente di AVIS Piemonte Luca Vannelli, che ha dato profondità associativa alla riflessione. “I giovani non sono solo il futuro, sono il presente”. La tenuta dell’associazione, ha spiegato, dipenderà dalla capacità di aprirsi davvero, di accompagnare la crescita di nuove persone e di lasciare loro spazio reale. Un tema che, nella giornata di Moretta, non è rimasto astratto, ma si è tradotto anche nell’annuncio di un nuovo progetto provinciale di formazione interna, affidato a volontari AVIS chiamati a trasmettere conoscenze e competenze ai consiglieri di primo mandato.

Sul versante istituzionale, il confronto è stato altrettanto concreto. Il vicepresidente del Consiglio regionale Franco Graglia ha assicurato l’impegno della Regione Piemonte a fianco dell’associazione: “Non bisogna mai promettere cose di cui non si è sicuri, ma abbiamo il dovere di promettere sempre l’impegno”, raccogliendo una delle richieste più forti emerse dall’assemblea: trasformare la vicinanza delle istituzioni in interlocuzione stabile e operativa.

La consigliera regionale Federica Barbero ha confermato l’attenzione del Piemonte verso le problematiche territoriali emerse nel dibattito e verso il tema della donazione, definendola “un gesto semplice, coraggioso e soprattutto potente, che non conosce differenza di religione, di età e di colore della pelle”.

Anche il consigliere della Provincia di Cuneo Davide Sannazzaro ha voluto rimarcare la forza comunitaria del dono, ricordando che “nessuno si salva da solo” e riconoscendo nell’esperienza avisina un esempio concreto di solidarietà capace di tradursi ogni giorno in vite salvate.

Pensiero condiviso anche dal professor Giovanni Quaglia, già presidente della Provincia di Cuneo e da sempre vicino al mondo dell’AVIS, che ha rimarcato il valore del dono come fondamento stesso della comunità. “Di fronte a tanto sangue versato, per fortuna c’è tanto sangue donato. – ha affermato – Ed attraverso il dono che si crea la comunità”. Un pensiero che sottolinea, appunto, come l’AVIS sia oggi uno dei presìdi più autentici di solidarietà organizzata.

Dal mondo sanitario sono arrivati contributi decisivi, che hanno ricondotto al rapporto tra dono e cura. La direttrice del SIM di Cuneo Paola Manzini, rivolgendosi ai donatori, ha enfatizzato come, se loro non donassero, non ci sarebbe la materia prima per fornire ai pazienti le cure necessarie. Ha poi evidenziato l’impegno con le scuole e l’incremento dei pomeriggi dedicati alla donazione di plasma, confermando la volontà di proseguire con la “24 Ore del Plasma”, iniziativa distintiva del territorio cuneese.

La direttrice del SIM di Savigliano Silvia Tavera ha ribadito il valore della collaborazione quotidiana fra servizi trasfusionali e volontariato organizzato. “La ricchezza delle sezioni comunali della nostra provincia è che hanno ciascuna una forte identità e una grande fierezza, ma negli anni sono cresciute nella collaborazione fra di loro”, ha osservato, oltre a ricordare il nuovo progetto della trasfusione domiciliare, destinato ai pazienti più fragili: un esempio concreto di come il dono, una volta entrato nel sistema sanitario, diventi prossimità e risposta personalizzata ai bisogni più delicati.

Ma se donare sangue è un gesto fondamentale, da solo non basta. Le associazioni di volontariato si trovano infatti ad affrontare procedure amministrative sempre più lunghe e complesse, tra adempimenti, normative e richieste burocratiche in costante aumento. In questo contesto, diventa essenziale il supporto di realtà come il Centro Servizi per il Volontariato (CSV) della provincia di Cuneo, Società Solidale, che si pongono al fianco delle organizzazioni per accompagnarle e sostenerle nelle difficoltà operative quotidiane.

“Per sostenere davvero il volontariato – ha illustrato la consigliera Krizia Ribotta Giraudonon bastano il riconoscimento simbolico e la gratitudine, servono strumenti, accompagnamento e semplificazione. Il CSV di Cuneo da sempre è al fianco delle associazioni e per le associazioni”. Dietro al terzo settore, infatti, esiste un lavoro sempre più complesso, fatto anche di responsabilità, che difficilmente un giovane vuole assumersi.

Da qui, la necessità, di continuare a fare rete e formazione per affrontare i problemi in modo condiviso, per garantire il ricambio generazionale. Ricambio che diventa urgente nel caso delle donazioni, come testimoniato dal presidente di A.M.A.M.I. Andrea Tetto, che ha dato volto e voce al significato concreto delle donazioni. “Dietro tutti quei numeri, dietro quelle sacche, ci sono dei volti e ci sono delle vite che ripartono”, ha ribadito, ricordando che per molti pazienti il sangue donato non è un dato astratto ma una condizione di possibilità per la propria vita quotidiana. Da qui l’urgenza di dare spazio ai giovani, perché ogni sacca in meno rischia di diventare un’opportunità in meno per qualcuno.

A raccogliere idealmente questo testimone è stato Leonardo Dolce, il più giovane consigliere di AVIS Piemonte, rappresentante del gruppo giovani provinciale. Pur senza nascondere le difficoltà, ha riconosciuto il valore di un percorso che ha saputo creare fiducia e responsabilità: “Abbiamo sempre trovato una spalla nel consiglio provinciale e hanno creduto in noi”. Il suo intervento ha mostrato come il futuro del mondo del volontariato debba necessariamente dalla capacità di coinvolgere i giovani non solo come destinatari di messaggi, ma come protagonisti della vita associativa.

Nel corso dell’assemblea provinciale non poi è mancato il momento della riconoscenza, con la consegna degli Oscar della generosità, destinati a persone che, con il loro esempio e la loro dedizione, hanno dato un contributo straordinario alla storia associativa dei rispettivi territori. Un passaggio che ha voluto valorizzare la testimonianza concreta di chi incarna quotidianamente i valori del dono, della gratuità e del servizio. Perché l’AVIS vive grazie ai numeri, certo, ma soprattutto grazie alla continuità silenziosa dei volontari, sinonimo di comunità, di responsabilità e di speranza. E proprio nel segno del motto che ha accompagnato l’assemblea, l’AVIS provinciale di Cuneo rinnova il suo impegno: il sangue si dona, non si versa.

C. S.

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