Giovedì 9 aprile, alle ore 21, la Fondazione Ferrero presenterà in Auditorium il libro. Cibaria. Curiosità, stranezze, riti intorno al cibo (Slow Food Editore), scritto da Luigi Ferrando e illustrato da Gabriele Pino.
Non un libro di cucina, né un diario di viaggio ma un racconto curato e raffinato di tutto quelle cose curiose, strane e meravigliose che hanno a che fare con il cibo e le cibarie in generale. Una pagina dopo l’altra ci si sposta intorno al mondo attraverso ciò che nel mondo si cucina, percorrendo culture tra loro lontane e località a volte esotiche a volte familiari. Luigi Ferrando ha scelto quaranta cibi che vanno dal sashimi di fugu giapponese al granchio di Stalin; dall’haggis scozzese (stomaco di pecora ripieno delle sue frattaglie) al caviale del cowboy (il Rocky Mountain oyster), dal miele dell’Himalaya alle mandorle dell’Afghanistan, dalla carne di alligatore all’aceto balsamico, dai nidi di salangana della Thailandia ai mochi giapponesi. Quaranta cibi che consentono di raccontare storie curiose e affascinanti.
"Questo viaggio tra i cibi del mondo - scrive Luigi Ferrando - non può che lasciare stupiti. Quasi nessun alimento è semplicemente un cibo, come potrebbe esserlo il pane quotidiano. Più spesso si tratta di manifestazioni culturali complesse, con radici profonde e ramificate». Esistono cibi identitari, cibi rari, cibi pericolosi «ma ciò che li accomuna – scrive ancora Ferrando - è che, oltre al sapore, raccontano. Sono metafore dei loro luoghi d'origine, chiavi di lettura per interpretare concetti nuovi, spesso profondamente filosofici".
Luigi Ferrando (1973) è un architetto torinese, si è laureato al Politecnico di Torino, dove ha sviluppato un interesse costante per la tecnologia dei materiali, ambito che oggi insegna presso l’Istituto Europeo di Design. Appassionato collezionista, nel tempo ha raccolto pietre, marmi, carte, ma anche spezie, sali e oggetti legati alla cultura del cibo, guidato da una curiosità per l’origine e l’essenza delle cose. Viaggiatore attento, affianca alla visita di luoghi e musei l’esplorazione di caseifici, forni, mulini e sorgenti, leggendo il cibo come espressione geografica e culturale. Convinto che il cibo sia una chiave di accesso alle persone e alle relazioni, ne osserva il valore antropologico come gesto di accoglienza e occasione di dialogo. Accanto all’attività progettuale e didattica, si dedica alla scrittura. Nel suo lavoro affianca al sapere tecnico una costante attenzione per gli aspetti culturali e sensoriali della materia, accompagnando gli studenti a leggere il mondo reale nella sua complessità.
Gabriele Pino lavora come illustratore e comunicatore visivo: collabora con case editrici, giornali e aziende, con la televisione e il teatro. Si definisce esploratore, realizza laboratori di disegno nelle scuole, in associazioni e durante i Festival di illustrazione e non solo. È docente di disegno allo IED di Torino e collabora con Centro Educativo Filò. Viaggia nella provincia italiana e nel mondo, principalmente nelle zone rurali, alla ricerca delle creature fantastiche della tradizione orale che raccoglie nel suo progetto vissuto, scritto e illustrato: “Il Bestiario d'Italia”. Realizza anche opere e piccoli bestiari per enti, associazioni e comuni che si occupano di tutela e lettura del territorio. È cresciuto a Moncrivello e a Cigliano ed è proprio qui che, circondato da Masche, Babau, folletti, Om Servaj, Fate Melusine e Pe’ d’Oca, ha sviluppato la sua passione per le creature fantastiche (www.gabrielepino.it).
Dialogherà con autore ed illustratore la giornalista e “Cantastorie di formaggi” (The Cheese Storyteller) Maria Cristina Crucitti.
Ingresso libero. A seguire Barbaresco e cioccolato.





