Attualità - 26 marzo 2026, 19:19

Castanicoltura e abbruciamenti, dopo Provincia e Comune di Cuneo il tema arriva in Regione

La proposta del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Claudio Sacchetto per l'individuazione della nuova area pedemontana. Punta a rivedere la classificazione territoriale per norme più aderenti anche alla realtà cuneese e alla gestione dei boschi

Immagine di repertorio

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Mentre il tema della tutela della castanicoltura con relativa normativa regionale sugli abbruciamenti utili alla “pulizia” dei boschi ha tenuto banco prima in Consiglio provinciale e dopo in quello Comunale ora il dibattito si sposta in Regione.

In entrambe le sessioni si proponeva di promuovere e sostenere la costituzione di un comitato dei castanicoltori avanzata chiedendo ai rispettivi presidente e sindaco di farsi portavoce con l'ente regionale. A questo si è inoltre aggiunto la revisione della classificazione delle aree per gli abbruciamenti, che rispondo a specifica norma sulla qualità dell'aria.

Va in questa direzione l'ordine del giorno presentato in Consiglio regionale dal primo firmatario Claudio Sacchetto di Fratelli d’Italia, insieme ad altri colleghi tra cui la cuneese Federica Barbero, che si discuterà nella seduta di martedì 31 marzo a partire dalle 10.

Una nuova classificazione della fascia pedemontana piemontese come area intermedia tra pianura e montagna, con l’obiettivo di rendere più coerenti le norme sulla qualità dell’aria e sulla gestione degli abbruciamenti dei residui vegetali. 

Il tema interessa da vicino anche il territorio della provincia di Cuneo, caratterizzato da un’ampia fascia pedemontana tra Alpi e pianura, dove la gestione dei residui vegetali rappresenta un aspetto rilevante per l’attività agricola e la manutenzione del territorio.

Il documento propone di individuare formalmente la zona pedemontana come area a “gradiente di concentrazione intermedia” tra rilievi e pianura, riconoscendone le specificità orografiche e meteoclimatiche. Una distinzione che, secondo i promotori, consentirebbe di adottare misure più adeguate alle reali condizioni di dispersione degli inquinanti atmosferici.

Attualmente la normativa regionale sulla qualità dell’aria suddivide il territorio principalmente tra pianura, collina e montagna, con conseguente applicazione di limitazioni differenziate, tra cui quelle relative agli abbruciamenti dei residui vegetali. Tuttavia, secondo quanto evidenziato nell’ordine del giorno, la fascia pedemontana presenta caratteristiche ambientali specifiche che la distinguono sia dalla pianura chiusa sia dalle aree montane propriamente dette.

L’atto impegna la Giunta regionale a introdurre, con il supporto di Arpa Piemonte, una nuova classificazione territoriale basata su criteri orografici, meteoclimatici e di dispersione degli inquinanti. L’obiettivo è arrivare a misure più proporzionate, che tengano conto delle differenti condizioni ambientali e possano consentire, in condizioni controllate e nel rispetto dei limiti di legge, una gestione più flessibile degli abbruciamenti agricoli, pratica ritenuta utile anche per la prevenzione del rischio idrogeologico e degli incendi boschivi.

Nel testo viene inoltre portato ad esempio come altre regioni italiane, tra cui il Veneto, abbiano già introdotto una specifica classificazione per la fascia pedemontana nell’ambito della zonizzazione della qualità dell’aria, adottando misure differenziate rispetto alle aree di pianura.

L’ordine del giorno chiede infine alla Giunta regionale di procedere con gli atti necessari entro la finestra autunnale di deroga prevista per gli abbruciamenti, così da rendere operative eventuali modifiche già nel corso dell’anno.

Sara Aschero

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