Politica - 23 marzo 2026, 19:03

Referendum giustizia: opposizioni all’attacco del Governo. Cirio: "Rispetto voto elettori primo dovere della politica"

Dal Pd ad Avs:“Sconfitta di Meloni e vittoria della Costituzione”. Esultano Gribaudo e Marro: “Segnale forte dagli elettori e alta partecipazione”. Rifondazione: “No decisivo per l’autonomia della magistratura”

Il governatore Alberto Cirio

Il governatore Alberto Cirio

Si susseguono le reazioni della politica all'esito del referendum costituzionale, che ha visto la bocciatura della riforma promossa dal governo Meloni.

Referendum: Cirio, ‘pieno rispetto voto elettori primo dovere di politica’

"Il referendum è una delle forme più alte di democrazia perché permette ai cittadini di esprimere direttamente il proprio pensiero. Soprattutto quando la partecipazione è così alta. E il primo dovere di chi vuole fare politica seriamente è rispettare il voto degli elettori ed è quello che faremo pur nella convinzione di aver proposto agli italiani una riforma utile al Paese”. Così, in una nota, Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte e vicesegretario nazionale di Forza Italia. “Rispettare la decisione dei cittadini significa rispettare le istituzioni perché le prime istituzioni di un Paese sono i suoi cittadini quando votano", conclude il governatore.

Chiara Gribaudo (PD): “Vittoria del no sconfitta di Meloni”


Le italiane e gli italiani si sono espressi in maniera chiara bocciando sonoramente l’attacco di Giorgia Meloni e della destra alla Costituzione, ai padri e alle madri costituenti e all’indipendenza della Magistratura. È la sconfitta della Presidente del Consiglio che ci aveva messo direttamente la faccia”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla vittoria del no al referendum sulla giustizia.

Il primo dato da sottolineare è una partecipazione al voto molto maggiore rispetto alle attese, un segnale positivo per la nostra democrazia - prosegue la deputata dem - Il secondo è che oggi, con ancora più vigore, si mostra con forza l’alternativa alla destra: una destra che sta governando male, che protegge i vari Delmastro e Santanché, che ha provato ad alterare gli equilibri tra i poteri dello Stato ma è stata bocciata dagli elettori”.

Abbiamo fatto una grandissima campagna referendaria, partendo dalla Segretaria Schlein. Casa per casa, strada per strada, città per città, spiegando le ragioni e provando a mantenere la discussione sui temi, nonostante le bugie e gli attacchi da destra e anche dalla Presidente del Consiglio. Da qui in avanti c’è un vento nuovo che fischia nel Paese” conclude Gribaudo.


Giulia Marro (AVS): “Oggi è una buona giornata, ha vinto la Costituzione e le persone che si sono mobilitate”


 

La vittoria del no al referendum costituzionale è una vittoria delle persone, tantissime, che si sono mobilitate a difesa della Costituzione e una sconfitta di chi voleva modificarla cercando di azzerare il dibattito pubblico e facendo una campagna referendaria che svilisce ogni confronto serio: come Meloni, Salvini e Tajani, che nelle ultime settimane sono stati in prima linea in una campagna elettorale sguaiata e sconclusionata, nel tentativo di recuperare i voti che sapevano di stare perdendo”, commenta Francesca Druetti, Segretaria Nazionale di Possibile. “Ed è un ottimo segnale per una democrazia che ha bisogno della cura di tutte e tutti noi”.

Vogliamo parlare di una riforma della giustizia? Il sistema giudiziario è al collasso. Manca personale, i tribunali sono intasati, le carceri scoppiano. Questi sono i veri problemi dell’Italia, non la neutralità dei magistrati. Nessuno di questi aspetti era preso in carico dalla riforma e le persone lo hanno capito al di là di ogni aspetto tecnico”, aggiunge Giulia Marro, consigliera regionale di AVS che conosce le carceri piemontesi dalle sue numerose visite da quando è entrata in carica. “La tendenza del nostro governo a creare nuovi reati e nuovi processi e nuovi carcerati piuttosto che prendersi la responsabilità di affrontare seriamente i problemi non fa altro che peggiorare la situazione e non tutela la sicurezza di nessuno”. 

Con la vittoria del no stata respinta una pericolosissima testa d’ariete che avrebbe aperto la porta alla lunga mano politica sulla magistratura. I cittadini continueranno ad esser giudicati sulla base di ragione giudiriche e non per il loro orientamento politico” commenta Barbara Giolitti di Sinistra Italiana Cuneo.
Oggi festeggiamo e ringraziamo tutte e tutti per l’impegno a volantinare, attacchinare, dibattere del referendum in ogni sede. Da domani continuiamo a insistere per un paese più giusto, a costruire una comunità che si impegni quotidianamente per i diritti sociali e civili, a spingere su quei temi che il governo volutamente ignora, a fare opposizione a chi vuole riportarci indietro alle pagine più buie della nostra storia. Per proporre un’alternativa credibile a questo governo nazionale e regionale e a un’idea di società che non ci rappresenta”, concludono Marro, Druetti e Giolitti.


Deambrogio (Rifondazione): “Il No salva l’autonomia della magistratura, ora spazio alle battaglie sociali”

Alberto Deambrogio, segretario regionale di Rifondazione Comunista per il Piemonte e la Valle d’Aosta, accoglie con estremo favore l’esito del referendum costituzionale sulla giustizia, che ha visto la netta affermazione del NO.

«La vittoria del NO è un risultato determinante per battere l’ipotesi del governo – dichiara Deambrogio – un progetto che ci avrebbe spinto rapidamente verso il modello statunitense, dove l'autonomia della magistratura è talmente compressa da non poter sanzionare nemmeno le nefandezze del Presidente.
Abbiamo sventato il rischio di una giustizia asservita al potere politico».

Secondo il segretario regionale, il fattore decisivo è stato il protagonismo sociale: «A fare la differenza è stata la consapevole presenza alle urne di migliaia di persone che, in questi mesi, hanno animato le piazze autunnali contro la guerra, contro il genocidio palestinese e contro le politiche antisociali del governo Meloni. Questa mobilitazione dal basso è stata l’argine necessario per difendere la Costituzione».

Tuttavia, per Rifondazione Comunista, il voto non è un punto di arrivo, ma un nuovo inizio: «Questa disponibilità al conflitto e alla partecipazione ha ora bisogno di tradursi in risultati che incidano sulla dimensione sociale quotidiana. I problemi della vita di tutti i giorni sono oggi ingigantiti da un’economia di guerra che, dall’Iran all’Ucraina, viene pagata quasi esclusivamente dalle classi popolari».

«Occorre lavorare da subito – conclude Deambrogio – per dare una risposta chiara sul terreno dello stop alla guerra, dei diritti sociali del salario, della salute, in continuità con il protagonismo sociale decisivo per salvaguardare la Carta fondamentale, costruendo uno sbocco politico credibile che trasformi questa resistenza democratica e sociale in un’alternativa di società reale».

Redazione

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