Non sono semplici angoli di bosco, ma veri e propri "scrigni genetici" capaci di garantire la sopravvivenza delle foreste di domani. La Regione Piemonte ha approvato l’aggiornamento del Registro regionale dei materiali di base per la vivaistica forestale (D.D. n. 162 del 18 marzo 2026): una mappa strategica di 142 popolamenti da seme selezionati per la loro qualità, resilienza e adattabilità.
In un’epoca segnata dai cambiamenti climatici, piantare un albero non basta: occorre piantare l’albero "giusto". Conservare la variabilità genetica, infatti, significa garantire che i boschi del futuro siano composti da specie autoctone, capaci di adattarsi ai cambiamenti ambientali e di mantenere l’equilibrio ecologico del territorio. L'aggiornamento del Registro trasforma i boschi piemontesi in una rete di serbatoi naturali dove raccogliere semi autoctoni di altissima qualità.
"I boschi da seme sono i pilastri della biodiversità forestale piemontese - dichiara l'assessore alla Montagna e alle Foreste, Marco Gallo -. Attraverso la valorizzazione di queste risorse genetiche locali, un lavoro d'eccellenza avviato fin dagli anni Novanta in collaborazione con IPLA spa, garantiamo che le foreste di domani siano geneticamente adatte ai nostri ambienti. Solo così potremo rispondere con efficacia alle sfide del cambiamento climatico".
Il Registro oggi conta 368 materiali di base (MB) tra specie arboree e arbustive. La novità rilevante riguarda il salto di qualità per la filiera: 16 materiali sono stati elevati alla categoria di "Selezionato", a dimostrazione di un patrimonio forestale che può esprimere una crescente qualità.
Il sistema include oggi 142 popolamenti selezionati (boschi naturali sottoposti a rigorosi controlli ecologici); tra cui 9 arboreti da seme, oltre a 75 cloni di pioppo quali materiali “controllati”, eccellenza della pioppicoltura piemontese.
Il Registro è il cuore della tracciabilità: secondo le direttive europee, la produzione, il commercio e l’utilizzo delle piante forestali devono garantire per ogni lotto il materiale di base d’origine, a tutela della biodiversità genetica e delle capacità di adattamento: una piantina nata da un seme raccolto in una valle alpina ha infatti molte più probabilità di sopravvivere in quell'ambiente rispetto a una proveniente da contesti diversi.
"Per garantire il successo dei rimboschimenti, ma anche per creare nuove foreste urbane che aiutino a rinfrescare le nostre città, è fondamentale partire in vivaio da materiali di base di qualità - prosegue l’assessore Gallo -. Non è sufficiente selezionare la specie corretta: occorre che le piantine mantengano il più possibile la ricchezza genetica boschi d’origine, attraverso la corretta raccolta e conservazione dei semi. Con questo aggiornamento forniamo uno strumento operativo fondamentale alla filiera vivaistica pubblica e privata, garantendo che ogni nuovo intervento abbia le migliori possibilità da punto di vista genetico per essere idoneo e duraturo".
La Regione Piemonte, attraverso l'attivazione degli interventi del CSR 2023-2027, sostiene la gestione dei popolamenti da seme attraverso il finanziamento di disciplinari e interventi mirati di gestione forestale, volti a preservare e incrementare la produzione di frutti e semi.
La gestione di queste "riserve genetiche" non è infatti un segreto per pochi addetti ai lavori. La localizzazione geografica e i dettagli tecnici di ogni bosco da seme sono consultabili pubblicamente attraverso il Sistema di Conoscenze Ambientali (SCA) della Regione Piemonte. Un modo per rendere i cittadini e i proprietari forestali partecipi della custodia di un patrimonio che appartiene a tutti.





