Attualità - 18 marzo 2026, 16:24

Cengio, l'abbassamento della diga ex Acna riaccende lo scontro Liguria-Piemonte. Il sindaco Dotta: "Basta allarmismi"

Alcuni Comuni della vallata piemontese hanno chiesto chiarimenti alla Regione Liguria in merito alla riduzione dello sbarramento, alla sicurezza degli argini e alle misure di mitigazione, sollecitando anche dettagli sui tempi del progetto esecutivo

Cengio, l'abbassamento della diga ex Acna riaccende lo scontro Liguria-Piemonte. Il sindaco Dotta: "Basta allarmismi"

L’ex Acna torna a far discutere Liguria e Piemonte. Al centro della contesa c’è la diga sul fiume Bormida, situata nei pressi degli impianti sportivi di Cengio e costruita negli anni ’30 dall’azienda per alimentare le attività industriali, ormai chiuse dal 1999. A sollevare dubbi sono i Comuni della vicina vallata piemontese, ma non solo: anche alcuni abitanti della frazione di Genepro temono possibili conseguenze derivanti da un intervento autorizzato circa un anno fa.

Il progetto, frutto della risoluzione della vertenza tra Eni Rewind e la Regione Liguria, prevede l’abbassamento dello sbarramento artificiale di un metro e mezzo, con l’obiettivo di ridurre il rischio di esondazioni. Tale proposta però, ha riacceso le preoccupazioni per la vicinanza di una frana attiva sulla sponda sinistra del fiume, che potrebbe innescare smottamenti o modifiche impreviste del corso d’acqua durante piene eccezionali. A creare allarme non sarebbero soltanto i margini fluviali, ma anche alcune aree sensibili a valle, come lo stabilimento stesso e l'Area A1, entrambe comprese nel sito di interesse nazionale di Cengio e Saliceto.

Per ottenere chiarimenti, il Comune di Saliceto avrebbe scritto una lettera al Settore assetto del territorio e difesa del suolo della Regione Liguria, chiedendo dettagli sugli effetti dell’abbassamento della diga su livello e velocità delle acque, sulla stabilità geomorfologica degli argini e sui margini di sicurezza a valle. Nella richiesta si sollecitano inoltre informazioni sulle misure di mitigazione previste e sui tempi del progetto esecutivo, sottolineando la vicinanza dei lavori all’ex stabilimento Acna — a poche centinaia di metri — e al tratto in cui la Bormida entra nel territorio di Saliceto. Anche il Comune di Camerana potrebbe presentare osservazioni analoghe. 

La vertenza tra Eni e Regione Liguria, avviata nel 2022, si è conclusa all’inizio del 2025: la Regione si occuperà delle indagini e della redazione del primo stralcio progettuale, mentre Eni sosterrà i costi dei lavori.

Un precedente studio, effettuato a fine settembre 2018, aveva stimato che le modifiche all’asta del fiume avrebbero avuto effetti limitati, visibili principalmente nell’area sportiva. Tuttavia, residenti e Comuni piemontesi temono che variazioni del corso del fiume possano provocare inondazioni nell’ex stabilimento Acna — mai verificatesi finora — con possibili ripercussioni anche nella vicina vallata. Per tale motivo ritengono che il progetto debba essere condiviso e valutato anche dalla Regione Piemonte e dalla Provincia competente, oltre a essere sottoposto all’esame del Ministero dell’Ambiente, in quanto responsabile del sito di interesse nazionale (SIN).

"Credo sia arrivato il momento di smettere di osteggiare a prescindere ogni iniziativa che richiami in qualche modo l’Acna. Il Comune di Cengio, nel rispetto dei territori confinanti, ha il diritto di proporre soluzioni alternative per il bene della sua comunità", commenta il sindaco, Francesco Dotta

"Da anni cerchiamo soluzioni per quanto riguarda questo sbarramento, che non viene soggetto a manutenzione da trenta o quarant’anni e che crea enormi problemi al paese ogni volta che piove, con l’area sportiva spesso soggetta a inondazioni e impossibilitata a potenziarsi. Sono otto anni che chiediamo a Eni e alla Regione, proponendo anche soluzioni come l’abbassamento della diga, di risolvere questa situazione. Nei giorni scorsi, su incarico della Regione, i tecnici della Techgea di Grugliasco sono venuti a effettuare i rilievi necessari per la redazione del progetto esecutivo. Mi aspettavo qualche reazione". 

"Abbassando lo sbarramento, il volume dell’acqua resterà invariato e il corso del fiume non subirà modifiche. La velocità dell’acqua aumenterà localmente, ma verrà rallentata dalle curve e dalle anse. Non ci sono quindi problemi – conclude Dotta – e penso sia arrivato il momento di porre fine agli allarmismi".

Graziano De Valle

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