Troppe persone nella sua discoteca, ma ai minorenni nessun drink alcolico.
Questo quanto stabilito dal giudice nei confronti del titolare di un locale del Monregalese, finito a processo in tribunale a Cuneo e condannato al pagamento di un’ammenda di 900 euro.
Era il giugno 2022 quando il comando dei vigili del fuoco di Cuneo chiese ai Carabinieri della compagnia di Garessio di compiere un accertamento sull’agibilità e la licenza di spettacolo del titolare, successivamente imputato perché in una serata sarebbero stati serviti alcolici ad alcuni avventori non maggiorenni e nel locale c’erano troppe persone. Assolto dalla prima accusa, il il gestore è stato per condannato per aver superato i limiti di capienza.
Nel corso dell’istruttoria erano stati ascoltati due addetti alla sicurezza, i quali avevano riferito che ai ragazzi veniva dato un braccialetto o apposto un timbro sulla mano per permettere ai baristi di distinguere minorenni da maggiorenni. Una politica che, secondo quanto riferito, era stata sempre condivisa dal gestore. A confermare questa circostanza, anche la barista che aveva lavorato durante quella serata.
Ed era stata proprio nella notte del 25 e 26 giugno che due carabinieri e due finanzieri, tutti in abiti civili, si recarono alla festa organizzata per quella sera per verificare anche il numero di ingressi delle persone all’interno del locale. Come illustrato, gli ingressi comunicati erano più 600, ma la capienza massima era di 300: “La licenza - come spiegato da uno dei militari- poi revocata dal Comune, era regolare e c’erano anche due addetti alla sicurezza”.





