Agricoltura - 05 marzo 2026, 16:33

Alessia e Gabriele Bracco del Gat Dus di Farigliano a Studio Aperto Mag su Italia 1

Domani alle 18.55 attraverso un reportage realizzato dal giornalista Marco Ottavio Graziano

Alessia e Gabriele Bracco del Gat Dus di Farigliano a Studio Aperto Mag su Italia 1

I fratelli Alessia e Gabriele Bracco, titolari dell’azienda agricola Gat Dus di Farigliano, saranno protagonisti domani, venerdì 6 marzo alle 18.55, del programma di approfondimento di Italia 1, Studio Aperto Mag, grazie a un reportage realizzato dal giornalista Marco Ottavio Graziano.

L’attività della loro azienda verrà raccontata da vicino attraverso la visita al noccioleto, all’apiario e al laboratorio artigianale dove nasce una delle specialità più caratteristiche della produzione: la cugnà, tradizionale marmellata piemontese a base di mosto d’uva e frutta.

Una scelta di vita, quella dei due giovani imprenditori agricoli, nata dalla passione familiare per la natura e per l’apicoltura.

«La nostra storia – spiega Alessia Bracco, 29 anni, diplomata magistrale e titolare dell’azienda insieme al fratello Gabriele Bracco, 23 anni, diplomato ragioniere – è iniziata quasi per caso grazie a mio padre Aldo. Nel 1996, durante uno dei suoi allenamenti in bicicletta tra le colline delle Langhe, si imbatté in uno sciame di api e da quell’incontro inatteso nacque presto una passione».

L’anno successivo, papà Aldo diede vita alle prime quattro famiglie di api allevate in casa Bracco. Con il tempo l’hobby coinvolse tutta la famiglia, compresa la madre Liliana, fino ad arrivare a importanti riconoscimenti nel settore apistico: nel 2003 una Goccia d’Oro e nel 2004 due Gocce al Premio Giulio Piana.

Negli anni la passione è passata alla nuova generazione. Alessia e Gabriele hanno scelto di dedicarsi completamente alla natura e alla trasformazione dei prodotti del territorio, ampliando l’attività con la coltivazione di un noccioleto e con la produzione di dolci tipici delle Langhe, tra cui la tradizionale torta di nocciole senza farina, insieme a biscotti e altre specialità realizzate con miele e nocciole.

Tra le produzioni più rappresentative dell’azienda c’è la cugnà, una marmellata antica della tradizione contadina langarola. La preparazione prevede una lunga lavorazione: il mosto di Dolcetto di Dogliani viene cotto per circa 24 ore insieme a mele cotogne e pere Madernassa raccolte a mano, prima di essere arricchito con nocciole tostate che ne esaltano il sapore.

«La cugnà – racconta Alessia – è tradizione pura: profuma di vino, di frutta e di nocciola. È il profumo della nostra terra e dei suoi frutti migliori». Un prodotto oggi sempre più presente nella ristorazione piemontese, servito con bolliti, formaggi, polenta oppure, come un tempo, semplicemente su una fetta di pane.

Durante il servizio le telecamere hanno visitato anche il “boschetto” dell’azienda, un’area che i fratelli Bracco hanno scelto di mantenere volutamente non coltivata. Una decisione simbolica ma concreta, spiegano, per “restituire” alla natura parte dell’ossigeno e dell’equilibrio ambientale che ogni attività agricola inevitabilmente utilizza.

Un’esperienza che viene salutata con apprezzamento dal direttore provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, Igor Varrone: «I fratelli Bracco rappresentano un esempio molto positivo di nuova agricoltura – sottolinea Varrone –; hanno costruito un progetto di vita che unisce tradizione, innovazione e rispetto per l’ambiente. La loro filosofia di lavoro dimostra come i giovani possano essere protagonisti nella valorizzazione del territorio e delle produzioni tipiche delle Langhe».

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