Economia - 04 marzo 2026, 06:12

Roero Docg, il punto del Consorzio sul mercato: "Tenuta delle vendite e nuove sfide globali pur nell'incertezza"

Prezzi dello sfuso in lieve flessione, Arneis stabile, strategia triennale attiva su Usa e Canada con masterclass ed eventi stampa: il presidente Massimo Damonte traccia le linee guida

Roero Docg, il punto del Consorzio sul mercato: "Tenuta delle vendite e nuove sfide globali pur nell'incertezza"

Il 2026 del Roero si apre in un contesto internazionale instabile, ma con numeri che, al momento, tengono. A dirlo è Massimo Damonte (nella foto sotto), presidente del Consorzio di Tutela del Roero, che traccia  un primo bilancio dell’anno tra mercato, giacenze e strategie promozionali.

“La situazione è ancora positiva. Non c’è stata crescita, ma c’è stato un mantenimento dei dati ufficiali sulle vendite”, spiega Damonte. In un panorama globale segnato da incertezza geopolitica ed economica, la stabilità diventa già un segnale incoraggiante. “Con il quadro mondiale che abbiamo, è un dato che possiamo definire ottimista”.

Il 2025 si era chiuso con una vendemmia di buona produzione e qualità molto alta, ma con un clima generale prudente. Oggi, a marzo, è ancora presto per elaborare dati consolidati, ma i segnali che arrivano dal ritiro delle fascette e dall’andamento complessivo non indicano criticità strutturali.

Sul fronte prezzi si registra un assestamento. “C’è un lieve calo sullo sfuso. L’Arneis ha assorbito bene questa dinamica, ma dobbiamo capire come evolverà nei prossimi mesi, che saranno decisivi”, sottolinea il presidente.

Il nodo più delicato resta il mercato statunitense. “È quello più complicato in questo momento, perché non si riesce a capire bene cosa succederà negli Stati Uniti”. Tuttavia l’interesse resta vivo: “Proprio in questi giorni i guru americani stanno organizzando molte degustazioni. L’ottimismo da parte loro non manca”. Più stabili appaiono i mercati storici europei e alcune piazze asiatiche come Giappone e Corea.

Anche il mercato interno offre un segnale incoraggiante. “Nei primi due mesi dell’anno, rispetto allo scorso, vedo un dato lievemente positivo. È un elemento molto importante”. Damonte legge la partenza del 2026 con fiducia: “La vedo positiva. Tecnicamente potrebbe essere un’annata migliorativa rispetto all'anno scorso”.

Parallelamente al monitoraggio dei mercati, il Consorzio lavora sul fronte promozionale. In programma due eventi in Piemonte: uno dedicato al mondo Horeca, l’altro rivolto ai consumatori finali. La programmazione sarà definita nel CDA del 10 marzo.

Intanto si chiude il ciclo di quattro appuntamenti stampa in Italia – Napoli, Roma, Bologna e Milano – con l’obiettivo di consolidare il dialogo con gli organi di informazione. “Quando si parla di vini, i primi con cui bisogna parlare sono gli organi di stampa”, osserva Damonte.

Prosegue inoltre il piano triennale su Stati Uniti e Canada, che prevede masterclass, degustazioni, fiere ed eventi per operatori. A gennaio il Consorzio è stato a New York con riscontri positivi. “C’è stata un’ottima accoglienza da parte degli addetti ai lavori”. In calendario altri appuntamenti in Canada e negli Usa, probabilmente Chicago, oltre a incoming sul territorio per portare buyer e professionisti a conoscere direttamente il Roero. “Chi lavora nel mondo del vino deve vedere le realtà del territorio”.

Il quadro resta dunque complesso, ma non negativo. “Dobbiamo essere ottimisti. Le cose che stanno succedendo nel mondo non sono prevedibili e questo clima può rallentare la movimentazione delle persone e dei prodotti. Speriamo si risolva velocemente”, conclude Damonte.

Daniele Vaira

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