Torna in Consiglio comunale ad Alba la vicenda del furto avvenuto nei mesi scorsi alla H Zone, con un’interrogazione presentata dai consiglieri Domenico Boeri e Nadia Gomba (Per Alba Cirio) per fare chiarezza sullo stato degli interventi di ripristino e sull’attivazione del sistema antifurto.
Il tema nasce dalla risposta fornita dall’amministrazione lo scorso novembre, quando era stata annunciata una rapida sistemazione delle inferriate danneggiate e l’installazione della scheda telefonica necessaria al collegamento dell’antifurto con le forze dell’ordine. A distanza di mesi, però, i consiglieri hanno chiesto di sapere perché la Giunta non fosse stata “conseguenziale” agli impegni assunti.
In aula Boeri ha ricordato come alcuni lavori siano stati eseguiti solo recentemente. “So che nei giorni scorsi sono stati ripristinati due cancelli, ma siamo molto in ritardo: il furto risale a settembre”, ha osservato, chiedendo se l’impianto antifurto sia finalmente operativo o se occorra attendere ancora.
Nella replica, l’assessore alla Sicurezza Davide Tibaldi ha respinto l’accusa di inerzia, spiegando che gli uffici tecnici erano stati attivati subito dopo la precedente interrogazione ma che l’iter si è rallentato per problemi tecnici. “Ci sono prove scritte della consequenzialità delle azioni intraprese”, ha affermato, attribuendo i ritardi principalmente alla consegna tardiva delle schede SIM necessarie al sistema di allarme.
Una volta installata la scheda, è però emerso un ulteriore ostacolo: il malfunzionamento della centralina di collegamento con le forze dell’ordine. “Si è tentata una riparazione, ma abbiamo appreso di recente che la centralina deve essere sostituita. Stiamo lavorando per risolvere definitivamente il problema”, ha spiegato Tibaldi.
Per quanto riguarda le inferriate danneggiate, l’assessore ha chiarito che la loro sistemazione è stata inserita nel cantiere attualmente in corso nella zona, legato alla realizzazione di nuovi spogliatoi, servizi igienici e locali per il personale del bar della H Zone.
La replica non ha però convinto Boeri, che ha evidenziato come la richiesta della scheda telefonica risalisse addirittura a febbraio dell’anno precedente. “Se essere conseguenziali significa aspettare un anno o sei mesi, prendiamo atto che questi sono i tempi necessari”, ha commentato, sottolineando come gli interventi siano arrivati solo dopo ripetute sollecitazioni consiliari





