Attualità - 25 febbraio 2026, 06:11

Donazione di organi, all’Asl CN2 un lavoro che coinvolge un’intera rete: “Dietro ogni percorso c’è una macchina complessa e coordinata”

Il punto con Graziano Carlidi, anestesista e referente dell’attività di coordinamento del prelievo d’organo, e con la coordinatrice infermieristica Delphine Herby

La coordinatrice infermieristica Delphine Herby e  il dottor Graziano Carlidi, referente dell’attività di coordinamento del prelievo d’organo

La coordinatrice infermieristica Delphine Herby e il dottor Graziano Carlidi, referente dell’attività di coordinamento del prelievo d’organo

All’ospedale “Michele e Pietro Ferrero” di Verduno, l’Asl CN2 sceglie di raccontare proprio questo: la normalità operativa della donazione di organi e tessuti. A parlarne sono il dottor Graziano Carlidi, referente dell’attività di coordinamento del prelievo d’organo, e la coordinatrice infermieristica Delphine Herby, figura organizzativa centrale nel percorso assistenziale.

“Esiste un lavoro dedito, serio e silenzioso da parte di tutto il personale sanitario, medico e infermieristico”, spiega Carlidi. “È un’attività che si porta avanti ogni giorno e che non riguarda mai una singola persona: è un coordinamento ospedaliero vero e proprio”.

Il sistema, chiarisce, si basa su un lavoro di équipe che permette di individuare i possibili donatori quando si verificano i presupposti clinici e normativi. Medici, infermieri e specialisti operano all’interno di una rete regionale strutturata, con collegamenti costanti con il CRP Piemonte, il Centro Regionale Prelievi, e con il CRT Piemonte, il Centro Regionale Trapianti, che guidano e coordinano le diverse fasi del processo.

Quando il percorso si attiva, entra in funzione una macchina organizzativa complessa, che coinvolge numerosi professionisti tra rianimazione, laboratori, sale operatorie e centri di riferimento regionali. “Parliamo di un sistema che può arrivare a coinvolgere circa 150 persone”, sottolinea Carlidi, evidenziando come ogni passaggio sia regolato da procedure precise e verifiche multiple.

I numeri raccontano una continuità di lavoro nel tempo. Dal 2010 ad oggi l’Asl CN2 ha individuato oltre 35 donatori multiorgano, con prelievi effettuati a Verduno e trapianti realizzati poi a livello nazionale nei centri specializzati. Accanto a questa attività, si distingue anche la donazione di cornee: solo nell’ultimo anno sono stati individuati 42 donatori, consentendo a circa 80 persone di recuperare la vista.

Dati che, secondo i referenti, riflettono una sensibilità radicata nel territorio, costruita attraverso un lavoro costante di informazione. È qui che emerge con forza il ruolo della coordinatrice infermieristica Delphine Herby, che richiama "l’importanza della sensibilizzazione e della formazione come parte integrante dell’attività sanitaria".

Gli operatori dell’Asl CN2 incontrano regolarmente studenti delle scuole superiori, docenti e comunità locali per spiegare cosa significhi realmente la donazione di organi e tessuti. Nell’ultimo anno sono stati coinvolti oltre 1.300 studenti e più di 90 insegnanti, in incontri dedicati non solo agli aspetti clinici, ma anche al valore culturale e umano della scelta.

Un lavoro portato avanti in collaborazione con le principali associazioni di volontariato del territorio, in particolare AIDO e AITF, che affiancano il sistema sanitario nella diffusione di una cultura del dono consapevole.

Parallelamente, l’Asl CN2 investe nella formazione interna del personale. Corsi specifici vengono organizzati ogni anno per medici e infermieri, sia per l’aggiornamento sui protocolli sia per rafforzare le competenze relazionali necessarie ad affrontare momenti estremamente delicati come il dialogo con i familiari.

Proprio il rapporto con le famiglie rappresenta uno degli aspetti più sensibili del percorso. Per questo i referenti insistono sull’importanza di esprimere in vita la propria volontà alla donazione, attraverso le modalità previste — dalla scelta da effettuare nel momento del rinnovo della carta d’identità, all’iscrizione all’AIDO o tramite lo sportello dedicato dell’Azienda Sanitaria — evitando che la decisione debba essere presa dai parenti in un momento di dolore.

In un contesto segnato da notizie che possono generare sfiducia, il messaggio che arriva da Verduno è chiaro: la donazione di organi non è un atto improvvisato, ma il risultato di un sistema sanitario organizzato, regolato e condiviso. “La gente può avere piena fiducia nelle attività sanitarie”, conclude Carlidi. “Dietro ogni donazione c’è un lavoro complesso, coordinato e profondamente responsabile”.

Daniele Vaira

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