Attualità - 24 febbraio 2026, 12:51

A Bossolasco l'ultimo focus group della Fondazione Don Gianolio su lavoro e sviluppo territoriale [FOTO]

Giovedì 19 febbraio amministratori, imprese e terzo settore si sono confrontati sulle sfide delle aree interne dell'Alta Langa per costruire una visione condivisa di futuro tra Alba, Langhe e Roero

A Bossolasco l'ultimo focus group della Fondazione Don Gianolio su lavoro e sviluppo territoriale [FOTO]

Si è svolto giovedì 19 febbraio, presso la sede comunale di Bossolasco, il quinto e ultimo focus group del ciclo "Lavoro senza confini: rapporto virtuoso fra lavoro e sviluppo?", promosso dalla Fondazione Don Gianolio ETS con il contributo di Fondazione CRC e la collaborazione tecnica del Consorzio AASTER.

Il ciclo di incontri, articolato in cinque appuntamenti tra gennaio e febbraio 2026 in diversi comuni del territorio, nasce a partire dagli esiti della ricerca sociologica "Ricordare il futuro" e si è posto l'obiettivo di avviare un confronto strutturato tra amministratori locali, imprese, enti del terzo settore, associazioni di categoria e rappresentanze sindacali. Al centro del dibattito il rapporto tra lavoro, attrattività e coesione territoriale, con l'intento di contribuire alla costruzione di una visione condivisa di futuro per Alba, Langhe e Roero.

L'incontro di Bossolasco, moderato dal sociologo Salvatore Cominu del Consorzio AASTER, autore della ricerca insieme ad Aldo Bonomi, ha posto l'attenzione sulle sfide specifiche delle aree interne, tra carenza di capitale umano, qualità dei servizi e sostenibilità dello sviluppo.

Ad aprire i lavori è stato Olindo Cervella, presidente della Fondazione Don Gianolio, che ha ricordato la genesi dell'ente, nato tre anni fa "dal debito morale e dalla responsabilità verso il territorio", con l'obiettivo di sostenere chi dimostra impegno nello studio e nel lavoro. "La fondazione cerca di aiutare non solo chi ha bisogno ma chi ha voglia di fare", ha affermato, sottolineando come siano già oltre cinquanta le borse di studio erogate e come l'azione della Fondazione si fondi non su logiche assistenzialistiche, ma su un investimento mirato sulle persone motivate.

A seguire, Salvatore Cominu ha collocato il dibattito in un quadro più ampio di trasformazione. Dopo una fase di sviluppo straordinario trainato dal capitale sociale e dalla cultura del lavoro, oggi emergono infatti criticità strutturali. "Il Piemonte da vent'anni non è tra le regioni trainanti", ha osservato, richiamando un rallentamento che si intreccia con la carenza di forza lavoro e la riduzione della popolazione in età attiva. "Non si trova manodopera", ha aggiunto, indicando la necessità di un'agenda condivisa sui "beni fondamentali": mobilità, servizi, formazione, abitare.

Il sindaco di Bossolasco, Franco Grosso, ha raccontato le difficoltà quotidiane nella gestione dei servizi essenziali nei piccoli comuni dell'Unione Montana. Costi elevati per scuole, trasporto scolastico e personale mettono a dura prova bilanci già limitati. "Per salvare questi territori ci deve essere un sostegno", ha dichiarato, ricordando come l'Alta Langa venga spesso percepita come "la Langa povera", ma rappresenti in realtà un presidio fondamentale di identità e qualità della vita.

Sulla stessa linea Davide Carlo Falletto, sindaco di Serravalle Langhe e presidente dell'Unione Montana Alta Langa, che ha evidenziato come molte soluzioni siano note, ma richiedano programmazione efficace e tempi certi. Le aree interne, ha ricordato, hanno spesso beneficiato di analisi corrette ma di interventi attuati con ritardi tali da renderli parzialmente inefficaci. "Parlarne è già un punto di partenza, ma serve un passo in più: dare soluzioni concrete", ha sottolineato, richiamando la necessità di una collaborazione strutturata tra pubblico e privato.

Dal mondo produttivo sono arrivati segnali forti di responsabilità e radicamento. Paola Veglio, amministratrice delegata di Brovind Vibratori S.p.A., ha raccontato la scelta di investire a Cortemilia nonostante le difficoltà infrastrutturali, sviluppando un modello di impresa attento al welfare aziendale e alla collaborazione con le scuole per ridurre il mismatch tra formazione e lavoro. "Non solo generare profitto ma creare valore, anche dove ci sono dei limiti, che dobbiamo cercare di superare."

Serena Tosa, amministratrice delegata di Tosa Group S.p.A., ha ribadito come il primo obiettivo di un'impresa radicata sul territorio sia trattenere le persone. In un contesto segnato da difficoltà di mobilità, bisogna investire in welfare, flessibilità e formazione. "È una fatica enorme, ma è l'unico modo per restare qui", ha aggiunto, sottolineando il ruolo culturale e sociale dell'impresa.

Marco Bertoluzzo, presidente del Consorzio Socio-Assistenziale Alba-Langhe-Roero, ha richiamato il tema della qualità della vita come leva competitiva. "La questione è: dove oggi è facile vivere?", ha provocatoriamente chiesto, evidenziando come anche nei piccoli centri possano esistere difficoltà, ma come in Alta Langa i legami di comunità rappresentino un elemento distintivo.

Angelo Vero, FNP CISL Cuneo, ha proposto una riflessione sul cambiamento dei valori del lavoro, ricordando lo sviluppo "non programmato" degli anni '70-'90 e la necessità, oggi, di maggiore pianificazione e gestione consapevole del turismo e delle infrastrutture. I giovani, ha osservato, cercano imprese socialmente responsabili e contesti coerenti con i propri valori.

Il dibattito si è poi arricchito degli interventi del pubblico, tra amministratori, imprenditori e rappresentanti del terzo settore, che hanno condiviso esperienze concrete di resistenza e innovazione: dal sostegno alle famiglie e ai servizi educativi, alle difficoltà delle piccole imprese agricole, fino alla necessità di creare condizioni affinché le persone formate sul territorio possano restarvi.

Con l'incontro di Bossolasco si conclude un percorso che ha attraversato Santo Stefano Roero, Alba, Novello, Neive e, infine, l'Alta Langa, coinvolgendo decine di relatori e numerosi attori del territorio. La Fondazione Don Gianolio ringrazia tutti coloro che hanno partecipato e contribuito al dibattito con competenza, passione e senso di responsabilità.

Fondazione Don Gianolio realizzerà un documento di restituzione che raccoglierà le riflessioni emerse nei diversi focus group e le metterà a disposizione della comunità come strumento di lavoro e di dibattito pubblico sul futuro del territorio. Un patrimonio condiviso di idee, proposte e visioni, per continuare a "ricordare il futuro" con la stessa incisività e responsabilità che hanno guidato l'intero percorso.

cs

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