Economia - 23 febbraio 2026, 15:55

Inlab Solutions, Inalpi e Ospedale San Luigi di Orbassano: prosegue il progetto per una nutrizione clinica innovativa

Il progetto riguarda in particolare pazienti affetti da fibrosi cistica, oncologici e nefrologici, ambiti nei quali le problematiche legate alla specifica patologia rendono l’alimentazione un fattore estremamente complesso

Inlab Solutions, Inalpi e Ospedale San Luigi di Orbassano:  prosegue il progetto per una nutrizione clinica innovativa

Martedì 17 e mercoledì 18 febbraio si è svolto, a Torino, presso l’NH Carlina, il convegno organizzato da Fondazione ATLAS Italia, ente nato per consolidare la collaborazione tra l’oncologia clinica e l’anatomia patologica che coinvolge oltre 80 centri in tutta Italia. ATLAS Italia è impegnata nello sviluppo di un percorso che consenta la raccolta e condivisione di dati relativi a pazienti oncologici, avendo come principale obbiettivo quello di migliorare l’accesso alle cure per ogni paziente, renderne omogeneo l’approccio sul territorio nazionale, offrire dati dinamici e aggiornati sulla patologia attraverso la creazione di reti collaborative, progetti di ricerca indipendente.

In questo contesto è stato dato rilievo – e spazio al racconto - al progetto sperimentale, presentato nel dicembre 2024, condotto in collaborazione fra il centro R&D Inalpi – InLab Solutions e l’Azienda Ospedaliera San Luigi Gonzaga di Orbassano.

Marco Tinivella, Responsabile della struttura di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano ha così descritto la nascita del progetto: “Siamo consapevoli delle difficoltà, in alcune situazioni patologiche, a mantenere un'adeguata alimentazione e, per questa ragione, abbiamo immaginato la possibilità di mettere a disposizione dei pazienti un alimento che migliorasse questa condizione. Un alimento che sia gradito e piacevole e quindi facile da assumere, ben tollerato, adeguato sotto il profilo nutrizionale, integrato con micronutrienti utili nelle singole patologie ma, soprattutto, con un favorevole risvolto positivo per l'aspetto psicologico di restituire a queste persone la possibilità di mangiare in modo normale, sperando così di migliorare la loro qualità della vita”.
Un progetto che si sta sviluppando e che sta diventando realtà come raccontato da Jean Pierre Studer – AD InLab Solutions
Inlab Solutions è la costola scientifica di Inalpi e rappresenta il centro di competenza tecnico-scientifico a supporto dell’intero gruppo. Il nostro ruolo è quello di integrare rigore scientifico, controllo analitico e capacità industriale, trasformando l’innovazione in soluzioni concrete, sicure e validate” – Studer prosegue – “Questa collaborazione rappresenta, a nostro avviso, un esempio concreto e virtuoso di integrazione tra industria alimentare ed ente ospedaliero. Un dialogo continuo tra chi conosce profondamente la patologia e il paziente e chi possiede le competenze tecnologiche, produttive e analitiche per trasformare un’esigenza clinica in un alimento sicuro, efficace e realmente fruibile. Il nostro obiettivo non è semplicemente formulare prodotti nutrizionalmente adeguati. Il nostro obiettivo è sviluppare alimenti che diventino parte integrante del percorso terapeutico, migliorando l’aderenza nutrizionale e, di conseguenza, la qualità della vita del paziente”.

Il progetto riguarda in particolare pazienti affetti da fibrosi cistica, oncologici e nefrologici, ambiti nei quali le problematiche legate alla specifica patologia rendono l’alimentazione un fattore estremamente complesso. Nel caso di pazienti oncologici per esempio, l’alterazione del gusto, disfagia, anoressia e stanchezza rendono spesso difficile un apporto calorico e proteico adeguato. Il punto centrale del progetto non è quindi solo la componente nutrizionale, per quanto elemento fondamentale, ma anche la messa a punto di un prodotto facilmente deglutibile, con una palatabilità che contrasti l’alterazione del gusto e qualità organolettiche che ne facciano un alimento anche buono.


Noi crediamo che nutrire i pazienti con un cibo sano, equilibrato, ma soprattutto buono e appetibile, possa essere un aiuto concreto nel percorso di cura” – conclude Jean Pierre Studer – “L’obiettivo è quello di coniugare rigore scientifico, sicurezza alimentare, qualità nutrizionale e piacere sensoriale, un traguardo che farà dell’alimento a fini medici speciali non solo un supporto ma lo trasformerà in una parte integrante della terapia. Ed è per questo che consideriamo questa collaborazione non solo un progetto industriale, ma un progetto di valore sanitario e sociale”.

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