Prosegue al Villaggio Narrante in Fontanafredda, in via Alba 15 a Serralunga d’Alba, la XVI edizione del Laboratorio di Resistenza Permanente promosso dalla Fondazione E. di Mirafiore, quest’anno dedicato al tema #PARTECIPAZIONE. Venerdì 27 febbraio alle ore 19 sarà ospite la giornalista e scrittrice Elvira Serra, protagonista dell’incontro dal titolo “Storia di una vocazione (a raccontare le vite degli altri)”.
La serata si concentrerà sul significato profondo del raccontare: una riflessione sul mestiere del giornalista e dello scrittore, sulla responsabilità di trasformare in parole le esperienze, le fragilità e le svolte esistenziali altrui. Al centro dell’incontro anche l’ultimo romanzo Le voci di Via del silenzio (Solferino), occasione per approfondire il rapporto tra narrazione letteraria e osservazione della realtà.
La storia prende avvio da una scelta radicale: quella di una donna che, dopo una vita trascorsa in prima linea come inviata speciale, decide di entrare in clausura. A seguire questa vicenda è Luca, giovane giornalista radiofonico convinto di poter trasformare quell’intervista in un podcast di successo. Ma l’incontro con madre Maria Benedetta – al secolo Giulia Belgioioso – sull’isola di San Giulio si rivela ben altro: un confronto serrato che scava nel passato della monaca e, insieme, nelle ambizioni e nei dubbi del cronista. Serra costruisce così un dialogo che va oltre la trama narrativa e diventa riflessione sul peso delle scelte, sul valore delle rinunce, sulla ricerca di senso che attraversa ogni esistenza. Con una scrittura limpida e affilata, Serra mette in scena due percorsi solo apparentemente lontani, uniti dalla stessa urgenza: capire chi siamo quando il rumore del mondo si fa troppo forte.
Nata a Nuoro nel 1972, Elvira Serra è una delle firme storiche del Corriere della Sera, dove si occupa di cronaca e costume, firma interviste e cura la rubrica “Polaroid”. Scrive per “La ventisettesima ora” e collabora con settimanali nazionali. Dopo Le stelle di Capo Gelsomino e Tutto da vivere, torna con un romanzo che conferma la sua capacità di osservare i passaggi decisivi dell’esistenza, quelli in cui una vita cambia direzione.





