Non un viaggio simbolico, ma l’avvio concreto di un percorso destinato a mettere in relazione territori lontani attraverso lavoro, formazione e qualità delle produzioni. Nel mese di gennaio il Comune di La Morra ha preso parte alla missione di cooperazione internazionale in Guinea “Da Macenta a La Morra: il chicco che sviluppa una filiera etica internazionale del caffè”, progetto coordinato dall’ONG A Proposito di Altri Mondi insieme a Resadel e finanziato dalla Regione Piemonte e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo.
Sette giorni di incontri istituzionali, sopralluoghi e momenti di confronto nel distretto di Macenta, cuore della produzione locale di caffè, hanno permesso di avviare un dialogo operativo tra istituzioni, cooperative agricole e realtà produttive italiane. L’obiettivo è ambizioso: costruire una filiera etica del caffè capace di generare sviluppo economico e sociale, valorizzando il lavoro delle comunità locali e creando relazioni stabili con il territorio piemontese.
A rappresentare l’amministrazione di La Morra, capofila del progetto, sono stati l’assessora alle Politiche sociali Alessandra Arlorio e il consigliere Guido Camia, affiancati dai rappresentanti dei Comuni di Benevagienna e Salmour. Durante la missione, le cooperative guineiane dei produttori di caffè e la torrefazione OriginiCaffè di La Morra hanno iniziato a definire i primi presupposti operativi per la costruzione della filiera.
“Si tratta di un progetto che guarda lontano ma parte da relazioni concrete”, sottolinea la sindaca Marialuisa Ascheri. “Mettiamo in connessione comunità diverse attraverso il lavoro, la formazione e la qualità delle produzioni. Non è assistenzialismo, ma cooperazione tra territori che condividono valori e competenze”.
Il legame tra La Morra e Macenta non è soltanto simbolico: entrambi i territori sono riconosciuti patrimonio Unesco e condividono culture agricole che richiedono conoscenze tecniche, formazione continua e attenzione alla qualità del prodotto. Proprio su questi elementi si sono concentrate le tavole rotonde con prefetti, amministrazioni locali e rappresentanti istituzionali guineiani, insieme agli incontri con gli studenti della scuola Santa Teresa e con i fondatori del club Unesco locale.
Dal confronto è emersa la volontà di arrivare alla firma di una carta d’intenti che individui alcuni punti cardine: sicurezza alimentare, educazione alla cittadinanza globale, rispetto delle differenze culturali e miglioramento delle condizioni di vita delle comunità coinvolte, anche con l’obiettivo di contribuire a contenere le migrazioni forzate attraverso opportunità di sviluppo locale.
Un percorso che si inserisce nel solco della cooperazione decentrata promossa negli anni dalla Regione Piemonte, come ricordato anche durante l’incontro della delegazione con l’ambasciatore d’Italia in Guinea, Tarek Chazli. “Sarà un cammino fatto di piccoli passi – conclude la sindaca Ascheri – ma costruito su relazioni solide e su una visione condivisa di sviluppo sostenibile”.







