Boom di ricoveri per bronchioliti da virus sinciziale (RSV) in tutto il Piemonte.
La provincia di Cuneo non fa eccezione, con cinque bambini attualmente ricoverati, come spiega la primaria della Pediatria dell'ospedale Santa Croce e Carle, la dottoressa Eleonora Tappi.

Non sono piccolissimi: hanno cinque mesi, otto, 16, 21 e 24.
Ma nelle scorse settimane ce ne sono stati anche di più piccoli, di cui tre trasferiti in Terapia Intensiva, perché particolarmente gravi. Una bambina di un mese e mezzo, dimessa nella giornata di ieri assieme alla sorellina gemella, un bambino di 9 giorni e un altro di un mese, nato prematuro.
Anche quest'anno il virus sinciziale sta riempiendo le pediatrie. "Non facciamo in tempo a dimettere un bambino, che ne abbiamo subito un altro da ricoverare", ammette la dottoressa.
Siamo infatti ancora nel picco dei casi, normalmente tra dicembre e febbraio, con una fine d’epidemia in primavera.
In tutta la regione Piemonte, così come nel resto d’Italia, questo virus rappresenta una delle principali cause di ricovero ospedaliero nei bambini sotto l’anno di età.
Nel 2023, secondo i dati regionali, il RSV è stato responsabile di oltre 1.000 ricoveri e oltre 1.500 accessi in pronto soccorso tra i più piccoli.
Anche nel cuneese, i numeri degli anni precedenti riflettevano questo trend, con un’incidenza simile alla media regionale.
Qual è la cura?
"Gli antibiotici non servono, se non nei casi in cui il virus evolve in polmonite. La terapia consiste in somministrazione di ossigeno umidificato ad alto flusso attraverso cannule nasali speciali. In qualche caso si procede con aerosol e, quando serve, si dà un supporto per l'alimentazione, difficile in condizioni di difficoltà respiratoria, tosse forte e catarro, tipici sintomi di questo virus. Alcuni prematuri, se in condizioni particolarmente severe, vengono trasferiti in Terapia intensiva neonatale", spiega ancora la Tappi.
"Non sono preoccupata per questi numeri, perché siamo fortunatamente in grado di curare al meglio questi bambini", tiene a sottolineare.
Come a dire che non c'è alcuna emergenza, perché questo virus si cura. E per combatterlo, adesso c'è un'arma in più.
Dal novembre 2024, infatti, il Piemonte ha avviato una campagna di immunizzazione gratuita e su base volontaria con anticorpi monoclonali rivolta ai bambini sotto l’anno di vita.
Questa forma di profilassi viene definita passiva: non è un classico vaccino, ma fornisce protezione temporanea attraverso anticorpi pronti che neutralizzano il virus e riducono il rischio di infezione severa.
E' indicata in particolare per neonati con fattori di rischio specifici: prematuri, bambini con cardiopatie congenite o malattie polmonari croniche, e quelli con sistemi immunitari compromessi.
"L'avvio della campagna di profilassi - spiega ancora la Tappi - ha fatto sì che nella stagione 2024–2025 la circolazione del virus e l’impatto sanitario fossero nettamente inferiori rispetto agli anni precedenti. Questo probabilmente spiega anche perché quest'anno abbiamo bambini più grandi, anche di due anni. Non hanno preso il virus lo scorso anno perché protetti, ma lo hanno preso quest'anno, perché dopo l'anno la profilassi non c'è. Sono comunque più forti e a minor rischio rispetto ai lattanti".
Ancora qualche settimana e il picco delle infezioni dovrebbe scendere. Nel frattempo, il reparto di Pediatria di Cuneo sta gestendo al meglio i numerosi piccoli pazienti presenti. Nei casi più gravi, c'è lo straordinario supporto della Terapia intensiva neonatale.
Nonostante il virus respiratorio sinciziale possa suscitare preoccupazione e paura, soprattutto nei genitori di bambini piccoli o piccolissimi, come ha evidenziato la dottoressa Tappi, la malattia è nella maggior parte dei casi gestibile e curabile, grazie alla profilassi e alle cure ospedaliere.





