Attualità - 10 febbraio 2026, 06:07

Masche, tra suggestione e memoria: "I racconti che interrogano le Langhe"

Un ciclo di incontri promosso dall’associazione culturale L’Arvangia riporta al centro le storie di un immaginario che affonda nella tradizione orale del territorio

Masche, tra suggestione e memoria: "I racconti che interrogano le Langhe"

Sono davvero esistite le Masche o tutto si riduce a una lunga suggestione collettiva? E se anche fossero soltanto racconti, perché continuano a riaffiorare con tanta forza nella memoria delle Langhe? Domande che non cercano una risposta definitiva, ma aprono uno spazio di riflessione in cui storia, tradizione orale e immaginario popolare continuano a intrecciarsi.

È da qui che prende forma Racconti di Masche, il ciclo di incontri promosso dall’associazione culturale L’Arvangia, che tra febbraio e aprile attraverserà diversi centri del territorio. Il primo appuntamento è in programma mercoledì 11 febbraio 2026 a Monforte, nell’ambito delle attività dell’Uni3; seguirà l’incontro di mercoledì 25 marzo 2026 a Rodello, per poi spostarsi mercoledì 15 aprile 2026 a Ricca di Diano. Un’ulteriore tappa è prevista ad Alba, giovedì 12 marzo 2026 alle ore 18, negli spazi del Circolo Montebellina.

Non si tratta di conferenze accademiche né di ricostruzioni folkloristiche, ma di un percorso che restituisce dignità a un patrimonio narrativo stratificato, fatto di testimonianze, ricordi, deformazioni e, talvolta, riscontri drammatici nella vita reale. Le storie di Masche non sono mai univoche: alcune nascono per gioco, altre si amplificano nel tempo, altre ancora affondano in esperienze concrete segnate dalla paura, dall’emarginazione o dal bisogno di spiegare l’inspiegabile.

Come spiega Mario Proglio, dell’associazione L’Arvangia, “abbiamo raccolto e catalogato numerose testimonianze in cui le Masche sono protagoniste, cercando riscontri incrociati quando possibile, ma senza l’ossessione di arrivare a una verità definitiva. L’obiettivo non è dimostrare, ma custodire e raccontare”. Un lavoro che si inserisce nel solco tracciato da Donato Bosca, fondatore dell’associazione, che dedicò buona parte della sua vita allo studio del fenomeno delle Masche nelle Langhe, trasformando il passaparola in racconto scritto.

Il valore del ciclo sta proprio nel metodo: niente forzature interpretative, nessuna spettacolarizzazione del mistero, ma attenzione a ciò che questi racconti rivelano della comunità che li ha prodotti. “Le Masche parlano più di noi che di loro”, osserva ancora Proglio, “perché raccontano paure, rapporti sociali, dinamiche di esclusione e il bisogno umano di dare un nome a ciò che non si comprende”.

d.v.

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