Durante le recenti festività natalizie, i Pronto Soccorso piemontesi hanno registrato criticità note e preoccupanti: sovraffollamento, attese prolungate per il ricovero (boarding) e pazienti trattenuti per giorni in spazi non idonei. Una situazione che non sorprende chi lavora nel settore, ma che evidenzia ancora una volta la necessità di una programmazione sanitaria più efficace.
Secondo i dati regionali, le cause principali del sovraffollamento includono il picco influenzale stagionale, la ridotta reperibilità dei medici di base e dei pediatri, la scarsa disponibilità di strutture post-acuzie e la chiusura degli uffici distrettuali nei giorni festivi. In pratica, l’unico reparto a pieno regime resta il Pronto Soccorso, con personale costretto a gestire anche pazienti che non richiedono più cure urgenti.
Esempi virtuosi
Non tutti gli ospedali, però, registrano gli stessi problemi. Strutture come Ciriè, Vercelli, Verduno e l’Azienda Ospedaliera di Cuneo hanno mantenuto un boarding relativamente basso, con un indice inferiore al 22%. Questo ha permesso al personale di concentrarsi sulle emergenze reali, migliorando tempi di attesa e qualità delle cure.
La riduzione del boarding sembra correlata anche alla gestione degli organici: negli ospedali con meno sovraffollamento, il personale è stabile o in crescita, riducendo la dipendenza da cooperative esterne e limitando il burnout dei medici.
Strategie e strumenti
Secondo i medici dell’Anaao Assomed Piemonte, la chiave del successo sta nell’applicazione rigorosa della normativa regionale DGR 6428/2023, che suggerisce percorsi Fast-Track, gestione ambulatoriale dei pazienti non urgenti, ricoveri anche notturni, figure dedicate come il bed manager e la ottimizzazione dei percorsi post-acuzie.
L’equilibrio organizzativo passa anche dal rispetto delle tutele contrattuali e del limite delle eccedenze orarie: sovraccaricare il personale con pazienti già stabilizzati aumenta stress, frustrazione e turnover.
Il futuro
Secondo gli esperti, se la normativa venisse applicata in tutti i presidi, più ospedali potrebbero diventare esempi virtuosi, riducendo il sovraffollamento e migliorando l’efficienza dei servizi. La Regione Piemonte dovrebbe inoltre monitorare costantemente l’applicazione della DGR e attivare piattaforme con dati in tempo reale sul boarding, così da avere un quadro preciso della situazione e intervenire preventivamente.
Roberta Marino, Matteo Traversa, Simone Agostini e Chiara Rivetti dell’Anaao Assomed sottolineano l’urgenza di interventi strutturali: più posti letto, maggiore collaborazione con il territorio e gestione efficace del personale per evitare che l’inverno prossimo si ripeta lo stesso scenario.





