Egregio Direttore,
il Bilancio di previsione della Regione Piemonte, approvato la scorsa settimana dal Consiglio regionale, conferma la linea di rigore e responsabilità consolidando la stabilità dei conti, confermando il sostegno alle imprese, ai territori e alle famiglie garantendo i servizi essenziali.
È utile sottolineare che dal 2019, da quando cioè il centrodestra governa la Regione, la Corte dei Conti abbia sempre parificato senza eccezioni i bilanci del Piemonte, dato tecnico ma fondamentale per capire la correttezza delle politiche fiscali regionali, a questo si aggiunga il parere favorevole dei revisori dei conti, tutto questo senza tagliare i servizi, garantendo gli investimenti e le politiche sociali.
Il bilancio 2026 del Piemonte pareggia a 18,35 miliardi di euro, e si continua a ridurre progressivamente il debito.
La sanità con oltre 9,3 miliardi di euro vede notevoli interventi previsti per l’edilizia ospedaliera, anche grazie alle risorse del Pnrr, del Fondo di Sviluppo e Coesione e di Inail, nell’ottica di garantire il modello sanitario pubblico e accessibile a tutti senza ideologie ma con pragmatismo.
Nell’utilizzo dei fondi europei il Piemonte si conferma come una della Regioni a maggiore capacità di spesa, questa manovra regionale offre bandi per sostenere imprese, artigianato, innovazione e internazionalizzazione, con i fondi europei (Fesr e Fse+) e il Programma operativo complementare, 865 milioni dal Fondo Sviluppo e Coesione 2021–2027, nei tre ambiti Cura, Territorio e Sviluppo, 756 milioni per lo sviluppo rurale nell’ambito della PAC (Politica Agricola Comunitaria).
Anche grazie a queste politiche il Piemonte migliora il proprio rating finanziario e nelle previsioni di crescita del Pil per il 2026 si colloca tra le Regioni in maggiore espansione.
A livello nazionale, con una Legge Finanziaria attenta all’equilibrio di bilancio, che contribuisce al miglioramento del rating ed alla concreta possibilità di uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo con un anno di anticipo, si riescono ad aumentare le risorse per la sanità, per l’iperammortamento per le imprese, per la Zes unica, per la carta “Dedicata a te”, la riduzione dal 35 al 33% dell’aliquota Irpef per la fascia di reddito 28-50.000 euro, la ulteriore detassazione dei premi di produttività, consentendo all’Italia di avere una stabilità finanziaria abbinata al perseguimento della crescita economica e della riduzione progressiva della pressione fiscale.





