La sicurezza urbana torna al centro del dibattito consiliare, non come tema astratto ma come questione di risorse, presenze sul territorio e scelte politiche. A riaprirla è l’interpellanza del consigliere Riccardo Spolaore (Fratelli d’Italia), che ha chiesto conto all’Amministrazione delle prospettive future della Polizia Municipale, domandando in modo esplicito se per il 2026 siano previsti incrementi di organico.
Una domanda diretta, legata a un presupposto chiaro: un corpo di Polizia Municipale efficiente è condizione necessaria per affrontare le criticità di sicurezza che attraversano la città. Spolaore ha parlato di politiche future e di numeri, chiedendo se l’Amministrazione intenda andare oltre la gestione dell’esistente.
La risposta è arrivata dall’assessore alla Sicurezza Davide Tibaldi, che ha colto l’occasione per fare il punto sull’azione svolta nel primo anno e mezzo di consiliatura, ma senza annunciare cambi di rotta sul piano strutturale. “Non ci sono novità sulle politiche future, perché sono quelle definite all’inizio della consiliatura e contenute nel Documento unico di programmazione”, ha chiarito in apertura.
Tibaldi ha riconosciuto la criticità dell’organico ridotto, definendola una delle principali difficoltà ereditate a inizio mandato, ma ha rivendicato il lavoro svolto sul fronte operativo. “Con quattro macrofunzioni – polizia stradale, giudiziaria, amministrativa e sicurezza urbana – e un personale limitato, è evidente che si faccia fatica a rispondere a tutte le esigenze”, ha ammesso, sottolineando però l’impegno profuso dal Corpo grazie anche all'impegno del comandante Antonio Di Ciancia e a tutti gli agenti.
Nel 2025, ha ricordato l’assessore, l’Amministrazione ha fatto largo uso dei servizi straordinari esterni, superando le 800 ore complessive, di cui circa 450 in fascia serale e notturna. “Gli effetti si sono visti – ha sostenuto – sia sul fronte delle sanzioni al Codice della strada sia nella prevenzione legata alla movida e alle situazioni critiche”.
Sul tema dell’organico, l’apertura resta parziale. Tibaldi ha annunciato il rientro di due agenti usciti per mobilità, che torneranno in servizio a fine marzo, ma ha parlato di reintegrazione più che di potenziamento. Parallelamente, l’Amministrazione punta su videosorveglianza e riorganizzazione interna: nel 2025 sono state installate oltre dieci nuove telecamere, mentre l’obiettivo dichiarato è spostare più risorse dagli uffici al territorio, soprattutto attraverso un diverso assetto della polizia amministrativa.
L’assessore ha indicato quattro direttrici operative su cui si concentrerà l’azione nei prossimi mesi: contrasto alla sosta selvaggia, all’abbandono dei rifiuti, rafforzamento della sicurezza stradale e della sicurezza urbana. Ha ricordato anche l’assegnazione di un agente dedicato esclusivamente al Centro storico e la recente progressione di carriera del vicecommissario Paolo Tosco, chiamato a un ruolo di coordinamento sul territorio.
Nella replica, Spolaore ha accolto positivamente il rientro dei due agenti e la continuità sugli strumenti tecnologici, ma ha riportato la discussione sul piano politico. Il consigliere ha ribadito che, di fronte a una percezione crescente di insicurezza e alle criticità evidenziate anche dal prefetto sulla stampa, gli straordinari non possono sostituire un rafforzamento stabile dell’organico. L’obiettivo indicato resta quello di arrivare a 31 agenti, considerato il numero necessario per la Polizia Locale di Alba.





