Attualità - 29 gennaio 2026, 10:39

Cherasco: tre appuntamenti per non dimenticare nel Giorno della Memoria

Giardino intitolato a Marietta Foà e alla figlia Mirella Segre, arrestate dai tedeschi il 4 ottobre 1944, nelle campagne di regione San Bartolomeo-Meane. Le due donne furono deportate in Germania e scomparvero entrambe a Rechlin nella primavera del 1945, morte per tifo

L'intitolazione del giardino alla memoria delle due vittime dell'Olocausto

L'intitolazione del giardino alla memoria delle due vittime dell'Olocausto

Sono stati tre i momenti a Cherasco per il Giorno della memoria, il 27 gennaio,  giornata internazionalmente riconosciuta per la commemorazione delle vittime dell’Olocausto; in questa ricorrenza si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa.

Il primo dedicato alle scuole con la proiezione del film “Schindler's List” di Steven Spielberg per le classi terze della secondaria di primo grado radunate al teatro Salomone. Il film narra la vera storia di Oskar Schindler, un industriale tedesco che, durante la Seconda Guerra Mondiale, salva oltre 1.100 ebrei dalla Shoah impiegandoli nella sua fabbrica di pentole in Polonia. È stata anche l’occasione per ricevere un saluto da Benedetto De Benedetti presidente della Fondazione De Benedetti – Cherasco 1547 (ONLUS), nota per la promozione del dialogo interculturale e per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale, con particolare attenzione alla storia ebraica e locale.

Secondo appuntamento nel pomeriggio per ricordare le cheraschesi Marietta Foà, vedova di Giulio Segre, e la figlia Mirella Segre, arrestate dai tedeschi il 4 ottobre 1944 nella campagna di oltre Tanaro in regione San Bartolomeo-Meane. Le due donne furono deportate in Germania e scomparvero entrambe a Rechlin nella primavera del 1945 morte per tifo. Dopo dieci anni dalla posa della pietra di inciampo a loro dedicata davanti all’ingresso della loro casa (in via Marconi), ora è stato loro intitolato il giardino tra via Fusero e via Matteotti. Presenti oltre alle autorità locali anche i ragazzi della scuola secondaria di primo grado.

A conclusione della giornata, alle 21 a Teatro Salomone si è svolto l’incontro dal titolo “L’importanza della memoria”: in collegamento video da Tel Aviv con la città di Cherasco e la Fondazione De Benedetti – Cherasco 1547, Chemi Peres, presidente del “Peres Center of Peace and Innovation” è stato intervistato dal giornalista Andrea Malaguti. Il figlio di Shimon Peres - uno dei più importanti leader politici israeliani, uomo di Stato e promotore della pace, che nel 1994 vinse il Premio Nobel per la Pace, insieme a Yitzhak Rabin e Yasser Arafat, per gli Accordi di Oslo tra Israele e l’OLP – ha risposto a domande sulla Shoah e sull’attualità.

«Il Giorno della Memoria rappresenta per la nostra comunità un momento di profonda riflessione e responsabilità civiledichiarano il sindaco Claudio Bogetti e la consigliera delegata alla cultura Mara Degiorgis –. I diversi appuntamenti che si sono svolti il 27 gennaio a Cherasco hanno voluto coinvolgere generazioni diverse, unendo memoria storica, educazione e impegno per il futuro. Allo stesso modo, l’intitolazione del giardino a Marietta Foà e Mirella Segre rinnova il dovere della memoria verso concittadine innocenti, vittime della persecuzione nazifascista, restituendo loro un luogo vivo nella nostra città. La serata conclusiva, con l’intervento di Chemi Peres, ha offerto uno sguardo di grande valore umano e civile, collegando la tragedia della Shoah alle sfide dell’attualità e al bisogno, oggi più che mai, di dialogo e pace».

Per quanto riguarda il coinvolgimento delle scuole, interviene l’assessore all’istruzione Stefania Allasia: «La partecipazione degli studenti delle classi terze alla Giornata della Memoria rappresenta un momento di profonda crescita civile e umana. La visione del film “Schindler’s Lis” ha stimolato i ragazzi a riflettere non solo sul valore della memoria ma anche sull’importanza di riconoscere e contrastare ogni forma di discriminazione e su come sia fondamentale usare cuore e mente per schierarsi a favore dell'uomo. Educare le nuove generazioni alla consapevolezza storica significa costruire una comunità più giusta, capace di difendere la dignità umana. La scuola e la comunità tutta hanno una grande responsabilità in questo senso».

«Cherasco continuerà a coltivare la memoria come strumento di consapevolezza – concludono tutti e tre – perché ricordare non significa solo guardare al passato, ma assumersi la responsabilità di costruire un futuro fondato sul rispetto, sulla dignità umana e sulla convivenza tra i popoli».

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