Nel centro di Torino, a pochi passi da Piazza San Carlo, The Catering House apre le porte della sua casa di via Giolitti 41. Non tanto un indirizzo operativo, quanto piuttosto uno spazio pensato per accogliere, ispirare e far capire all’ospite la filosofia di questa realtà. Qui il catering, le cui location ed allestimenti possono essere numerosi e svariati, si presenta attraverso ambienti curati, piccole degustazioni, incontri mirati e progettualità condivise. Nella presentazione alla stampa, dopo un anno di attività, ad essere raccontato è così l’inizio di una nuova stagione dell’ospitalità torinese, in una prospettiva che vede l’esperienza precedere il menu e l’accoglienza diventare parte integrante del gusto. Un mondo dunque che nasce per essere vissuto e le cui sfaccettature sono molteplici.

Oltre il catering, una regia del convivio
The Catering House interpreta il catering come un gesto culturale e relazionale. Con oltre 240 professionisti coinvolti, 1.000 eventi realizzati e più di 90.000 coperti nel 2025, il progetto unisce cucina, servizio e visione in un’offerta sartoriale. Accanto alla proposta gastronomica convivono The Pastry House by Evi Polliotto, dedicata all’alta pasticceria,

e The Cocktail House, con una mixology raffinata e contemporanea firmata dai bartender Federico Arrichiello e Andrea Bottosso. Ogni evento nasce dall’ascolto e dalla progettazione su misura, dove sapori, atmosfere e tempi dialogano con un obiettivo preciso: creare un’esperienza memorabile.

Tradizione torinese, sguardo contemporaneo
La nascita di The Catering House affonda le radici nella storia gastronomica della città, grazie all’acquisizione dei rami catering di Gerla 1927 e Platti 1875. A guidare il progetto è Laura Santinelli Balma, manager e imprenditrice con una profonda passione per l’ospitalità, affiancata dal marito Roberto Balma, Presidente e CEO del gruppo FNA Compressors. Un incontro tra mondi diversi – industria e accoglienza – che dà vita a una visione solida e promettente. L’intento di non replicare modelli del passato, reinterpretando l’eccellenza torinese con un linguaggio attuale e internazionale, è la scommessa lanciata da questa nuova realtà della ristorazione.

Sul filo dell’equilibrio tra grandi numeri e artigianalità
Via Giolitti 41 rappresenta il fulcro di un progetto ancora in piena evoluzione. The Catering House guarda infatti al futuro con nuove espansioni, tra le quali a breve a prender forma sarà The Golden Spoon, firma di luxury catering a vocazione internazionale. L’idea, ambiziosa e positiva, è quella di crescere mantenendo identità, coerenza e cura sartoriale, investendo al contempo in formazione e giovani talenti. Forse con un rischio di fondo: quello di leggere il mondo dell’enogastronomia in una prospettiva che, inevitabilmente mirata ai grandi numeri, potrebbe finire con lo smarrire proprio quel taglio artigianale che, sia per il pianeta cibo che per quello dell’accoglienza, continua a rappresentare la stella polare stessa.

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Informazioni: www.thecateringhouse.it





