Circonvenzione di incapace. Questa l’accusa con la quale una 37enne residente a Santa Vittoria d’Alba, Federica Chiesa, è stata rinviata a giudizio di fronte al Tribunale di Asti per una vicenda la cui vittima è una pensionata che vive da sola ad Alba, poco più che sessantenne, affetta da un lieve disturbo cognitivo.
A chiedere che la donna si presenti davanti al Tribunale nell’udienza già fissata per il prossimo 4 febbraio la Procura di Asti, col pubblico ministero Lorena Ghibaudo.
Secondo l’accusa, la 37enne avrebbe intenzionalmente carpito la fiducia della propria vittima, dipendente Ferrero in pensione, per trarne un ingiusto profitto.
Quest’ultima era solita a trascorrere diverse ore della propria giornata presso un bar non distante dalla sua abitazione, alle porte della capitale delle Langhe. La donna vi si intratteneva volentieri in conversazioni con gli avventori del locale ed è qui l’imputata avrebbe allacciato con lei il rapporto alla base di un’amicizia evidentemente interessata.
Ad accorgersi che qualcosa non andava la famiglia della donna, una volta che quest’ultima si era improvvisamente trovata nell’impossibilità di far fronte a incombenze quali le spese del condominio, che nei suoi confronti stava per procedere con un’ingiunzione di pagamento.
Presa in mano la situazione, i congiunti, costituiti parte civile con l’assistenza dell’avvocato Massimo Rosso, avevano facilmente verificato che il corrente corrente sul quale la donna conservava i propri risparmi era stato prosciugato mediante una serie di pagamenti e prelievi.
A effettuarli era stata proprio quell’amica, che secondo la contestazione avanzata dalla Procura, adducendo scuse, si sarebbe fatta consegnare dalla pensionata il Bancomat, col quale si sarebbe appropriata di circa 80mila euro facendosi intanto consegnare anche alcuni oggetti preziosi, tra i quali la medaglia d’oro con la quale la vittima era stata premiata per i suoi 35 anni di lavoro trascorsi come operaia alle dipendenze della multinazionale dolciaria albese. In questo modo la 37enne avrebbe dato fondo all’intera provvista di risparmi della pensionata. Soldi spesi dalla falsa amica in alcune sale giochi di Alba, Bra e Asti o prelevati in luoghi nei quali la vittima del raggiro era invece impossibilita a recarsi.
La difesa dell’imputata, rappresentata dall’avvocato Ezio Francia, ha chiesto per lei il giudizio abbreviato condizionato alla produzione di documenti.





