Attualità - 23 gennaio 2026, 06:07

Ad Alba il nodo asilo di corso Europa: è al 35% e si punta a non perdere le risorse

Per l’opera cambia anche il target europeo: non più collaudo, ma certificazione di ultimazione entro il 30 giugno 2026. L’assessore Fenocchio: “La strategia migliore non è rescindere il contratto, ma completare i lavori”

Ad Alba il nodo asilo di corso Europa: è al 35% e si punta a non perdere le risorse

I prossimi mesi saranno decisivi anche per Alba. La fase finale del Pnrr sta entrando nel tratto più delicato: non quello dei cantieri in sé, ma quello in cui le opere vanno chiuse correttamente, rendicontate e portate a compimento dentro una cornice amministrativa che, in questa stagione, pesa quanto il cemento.

Tra gli interventi in campo, ce n’è uno che più di altri concentra attenzione e preoccupazioni: il nuovo asilo nido di corso Europa, opera da 3,5 milioni di euro, di cui 2,6 milioni finanziati con fondi Pnrr. Oggi l’avanzamento del cantiere viene indicato intorno al 35%, un dato che fotografa una tempistica in salita e il rischio – evidente – di arrivare troppo tardi rispetto alle scadenze.

L’assessore ai Lavori pubblici Edoardo Fenocchio non usa giri di parole nel descrivere la linea scelta dall’Amministrazione: andare avanti, ma mettendo in sicurezza l’ente sotto il profilo contrattuale e procedurale. “L’impresa sta proseguendo e sono applicate le penali previste dal contratto”, spiega.

Il cantiere è stato affidato alla società bolognese Operosa, individuata e scelta da Invitalia. I ritardi accumulati hanno reso necessaria – oltre alle misure contrattuali – anche una valutazione più ampia sugli strumenti di controllo e sulla strategia complessiva. “I nostri uffici e la Direzione lavori hanno fin dall’inizio svolto un grande lavoro di sorveglianza, finalizzata a garantire l’esecuzione delle opere nelle tempistiche previste dal PNRR; medesimamente l’Amministrazione ha seguito con attenzione lo svolgersi dei cantieri fin dall’inizio del percorso PNRR, attraverso una apposita cabina di regia, che periodicamente viene aggiornata circa l’avanzamento dei lavori e delle procedure”, precisa Fenocchio.

Negli ultimi mesi, aggiunge l’assessore, il Comune ha scelto di stringere ulteriormente il presidio sulla procedura: “Recentemente, come Amministrazione, abbiamo ritenuto di deliberare una linea di indirizzo volta a consentire all’Ente di aumentare ulteriormente il livello di controllo e governo su questa procedura, che ha una complessità particolare”.

Dentro un quadro già complesso si inserisce però una novità che riguarda direttamente i target europei del Pnrr, modificati per alcuni interventi. Fenocchio ricostruisce il passaggio citando la decisione assunta a fine novembre: “Il 27 novembre 2025 il Consiglio dell’Unione europea ha approvato modifiche sostanziali nella descrizione dei target che ogni Stato deve perseguire”.

Nel caso dell’asilo nido albese, l’effetto è concreto: non sarà più richiesto entro giugno 2026 il collaudo, ma la certificazione di ultimazione dei lavori. “La precedente definizione prevedeva il collaudo. Ora si chiede il certificato di completamento dei lavori: bisogna avere il cantiere concluso il 30 giugno 2026 e non collaudato”, chiarisce l’assessore.

Una differenza che, nei fatti, concede un margine temporale in più: “Per arrivare a collaudare al 30 giugno, i lavori avrebbero dovuto concludersi prima, a fine aprile. In questa fase si chiede invece la trasmissione del certificato di ultimazione: questo concede qualche mese in più”.

Il cambio di target, però, non risolve da solo il problema dei tempi. Se l’ultima curva si alleggerisce, resta la necessità di arrivare al traguardo nei tempi utili partendo da un avanzamento che oggi appare ancora distante dall’obiettivo. È anche per questo che la scelta dell’Amministrazione – nonostante le criticità – è stata quella di non interrompere il rapporto contrattuale e puntare a una gestione prudente, “difensiva”, ma pragmatica.

“Si è valutato, anche in base a quanto emerso dal confronto con l’Avvocatura comunale, che la scelta più a tutela degli interessi dell’Ente è quella di proseguire con l’impresa individuata a suo tempo da Invitalia. La strategia migliore, per ora, non pare essere la rescissione del contratto, pur scaduto nei termini a fine settembre, ma continuare verso il completamento dei lavori”, sintetizza Fenocchio.

Sul tavolo, inoltre, c’è anche una componente che esce dal perimetro strettamente tecnico e coinvolge l’area legale. “È stato dato indirizzo per predisporre un supporto legale al RUP nella gestione di questa procedura e anche per le fasi che potrebbero aprirsi nei prossimi mesi”, spiega l’assessore. L’obiettivo, nella visione dell’Amministrazione, è evitare che un cantiere già problematico possa produrre ulteriori conseguenze sul piano amministrativo ed economico.

d.v.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU