Cronaca - 21 gennaio 2026, 06:06

Minacce alla vicina dopo le liti condominiali per il pitbull: arriva la condanna dei padroni

Accusati di aver minacciato un'inquilina del palazzo marito e moglie di Carrù. Inutile la difesa del proprietario dell'alloggio: "Alcuni inquilini mi hanno riferito che i malumori riguardavano lei, non il cane"

Immagine di repertorio

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Si è chiuso con una condanna il processo in corso al tribunale di Cuneo a carico di una coppia di coniugi albanesi residenti a Carrù, accusati di minacce aggravate dalla loro ex vicina. Minacce che, a detta della donna, avevano reso la situazione così insopportabile al  punto da convincerla di cambiare casa.

 Marito e moglie sono stati condannati a quattro mesi di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale. Il giudice ha anche disposto il risarcimento del danno di fronte al tribunale civile stabilendo la corresponsione di una provvisionale di 1300 euro ciascuno. 

Tutto iniziò nel 2021, quando marito e moglie decisero di adottare un piccolo pitbull e la vicina, così come altri inquilini nel palazzo, aveva iniziato a lamentarsi del fatto che il cucciolo, oltre ad essere lasciato libero nel cortile condominiale senza museruola, disturbasse la notte.

Nel corso dell'istruttoria erano stati numerosi i vicini di casa ascoltati, che avevano anche assistito ad alcuni litigi tra la coppia e la donna. "Si sentiva tutto attraverso le porte di casa - aveva raccontato un testimone-. La proprietaria del cane era con la figlia piccola sulla porta e diceva che sarebbe arrivato suo marito e l’avrebbe ammazzata di botte”.  

Un'altra volta, poi, la donna, costituitasi parte civile, sarebbe stata anche aggredita fisicamente: "Erano sui rispettivi balconi e i due imputati insultavano la signora - aveva continuato -. Lui le diceva ‘esci che ti ammazzo di botte’ e intanto cercavano di colpirla col manico di una scopa. La situazione è andata avanti per circa due mesi e mezzo, fino a quando la signora non si è trasferita".

Solo un inquilino aveva riferito di non aver mai sentito qualcuno lamentarsi: “Il cane ogni tanto faceva qualche guaito – aveva spiegato - ma non dava fastidio”

“Alcuni inquilini mi dissero che per loro il cane non era un problema - aveva riferito il proprietario dello stabile in cui gli imputati affittano un alloggio -. Contattando in modo informale alcuni condòmini era venuta fuori una sorta di indisposizione nei confronti della vicina”

Come emerso dalle dichiarazioni del testimone, infatti, sembrerebbe che alla base del trasferimento della donna vi fosse uno sfratto: “La signora era morosa da diversi mesi - aveva concluso l’uomo-. Lei è rimasta a ungo nell’appartamento: avevo infatti proceduto con uno sfratto esecutivo e abbiamo anche dovuto rompere il nottolino”.

CharB.

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