L’uomo lasciò due figli, uno di loro nato da una precedente unione, e una compagna: tutti e tre si sono costituiti parte civile.
Nell'ultima udienza del procedimento ha preso la parola il responsabile dell’area tecnica del Comune che risulta l'imputato per la morte dell'uomo, accusato di omicidio colposo.
Sono molti i punti da chiarire in merito alla vicenda, in particolare la dinamica dell’evento e l'eventuale nesso causale tra la caduta e il decesso dell'uomo. Stando a una prima ricostruzione, parrebbe infatti che l'anziano sia caduto all’indietro mentre stava aprendo la porta del salone di piazza Martiri, rimanendo con la maniglia in mano.
Ed è proprio questo il punto saliente del procedimento, quello su cui la Procura deve fare chiarezza: cioè se la porta a cui la vittima si aggrappò prima di finire a terra, avesse avuto un ruolo. La caduta di Griffoni fu causata dalla rottura della maniglia in plastica, oppure l'uomo vi si aggrappò in seguito a un eventuale malore? A rafforzare l'ultima ipotesi, il fatto che la porta si aprisse verso l’interno e dunque in senso opposto rispetto alla caduta dell'uomo.
L'imputato, dopo aver deciso di sottoporsi all'esame, ha spiegati quelli che sono i propri compiti di controllo e manutenzione degli immobili comunali prima poi di soffermarsi sulla maniglia, oggetto del procedimento.
Ha dichiarato di non aver mai ricevuto segnalazioni di malfunzionamenti e che, in caso contrario, si sarebbe intervenuti tempestivamente: la maniglia era stata scelta perché ritenuta idonea sia per interni sia per esterni, dotata di un sistema antistrappo e realizzata in resina particolarmente resistente. Di contro, però, il consulente di parte civile, escusso in precedenza, aveva invece sostenuto che la maniglia non fosse adatta all’uso esterno, poiché interamente in plastica e quindi soggetta a perdita di duttilità, a differenza delle maniglie da esterni che presentano un’anima di ferro.
Come spiegato dall'imputato, l’edificio era stato ristrutturato nel 1985, ma il responsabile della ditta esecutrice non aveva riconosciuto la maniglia, risultata essere stata sostituita dopo il 2010, come dimostrato da fotografie dell’epoca che mostrano una maniglia diversa. "Era stata sicuramente sostituita - ha precisato l'imputato-. Io sono entrato in Comune nel 1981 e quattro anni dopo, nel 1985, erano stati sostituiti i serramenti con serramenti in alluminio anodizzato che erano quelli presenti al momento del fatto. La ditta che ha eseguito i lavori non ha riconosciuto la guarnitura della maniglia come prodotta da loro: non hanno saputo indicare quando fosse stata sostituita in tempi intermedi".
La prossima udienza si celebrerà il 30 aprile.






