Attualità - 18 gennaio 2026, 07:35

Schegge di luce: pensieri sui Vangeli festivi di Silvia Gullino

Al via la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani sul tema "Un solo corpo e un solo Spirito"

Una passata edizione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani nella foto di Mihai Bursuc

Una passata edizione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani nella foto di Mihai Bursuc

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me". Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo". E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio» (Gv 1,29-34).


 

Oggi, 18 gennaio 2026, ricorre la II Domenica del Tempo Ordinario (Anno A, colore liturgico verde).

Anche quest’anno, tra il 18 e il 25 gennaio, la Chiesa universale si prepara a vivere la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, un tempo di riflessione, preghiera e impegno ecumenico, sul tema: «Uno solo è il corpo, uno solo lo Spirito, come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati».

Ispirati dalla Lettera di san Paolo agli Efesini, i sussidi di preghiera sono stati preparati da un gruppo ecumenico coordinato dal Dipartimento per le Relazioni Interreligiose della Chiesa Apostolica Armena e pubblicati dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e dalla Commissione Fede e Costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese.

I testi attingono al patrimonio di preghiere e agli inni composti in antichi monasteri e chiese armene. Alcuni di questi inni risalgono addirittura al IV secolo. L’unità, ricorda il documento, non è uniformità, ma comunione vissuta nella pluralità dei doni. L’immagine paolina della Chiesa come Corpo di Cristo richiama la responsabilità di ogni credente e di ogni comunità: la diversità delle tradizioni cristiane non è un ostacolo, ma una ricchezza da custodire, chiamata a esprimersi nella carità, nel dialogo e nella collaborazione concreta.

Tradizionalmente, la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani si tiene tra il 18 e il 25 gennaio, secondo una proposta che fu avanzata nel 1908 da padre Paul Watson, perché le due date comprendono simbolicamente la Festa della Cattedra di San Pietro e quella dalla Conversione di San Paolo. Ci sono stati vari precedenti illustri, ma fu solo a partire dal 1968, con Paolo VI e con gli sviluppi ecumenici dettati anche dal Concilio Vaticano II, la Settimana comincia a strutturarsi con un tema e con varie attività, tra cui la presenza del Papa per i Vespri nella Basilica di San Paolo Fuori Le Mura, tradizionalmente dedicata al dialogo ecumenico.

Si tratta certamente di un tempo da investire in preghiera e dialogo, perché papa Leone XIV è il primo a spingerci, con il suo magistero, sulla via della pace, della misericordia e della riconciliazione. Come avvenne al Concilio di Nicea che superò profonde divergenze teologiche e gravi tensioni, e di cui abbiamo da poco ricordato l’anniversario dei 1700 anni.

In questo senso, la Commissione interdiocesana per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso che coordina e organizza la Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani invita a prendere visione degli appuntamenti sul sito web della Diocesi di Torino in cui sono elencate tutte le celebrazioni nelle diocesi di Torino e Susa, che vedranno la partecipazione di cristiani di tutte le confessioni.

I fedeli sono invitati a partecipare alle celebrazioni comuni a Torino, in particolare: domenica 18 gennaio, ore 19, in Cattedrale (piazza San Giovanni), celebrazione di apertura della Settimana con il cardinale Repole, il pastore Brendel e padre Floricu; giovedì 22 gennaio, ore 21, nella parrocchia dell’Annunziata (via Po, 45), preghiera dei giovani; domenica 25 gennaio, ore 18, nella chiesa Battista (via Giuseppe Luigi Passalacqua, 12), celebrazione di chiusura.

Il programma prevede intensi momenti di riflessione, perché l’unità dei cristiani non la facciamo noi, ma la fa Dio, a noi il compito di pregare. Agli incontri è assicurata la partecipazione di tante comunità di fede, poiché, malgrado il fatto che i cristiani appartengono a tradizioni diverse, la Parola di Dio, su cui pregano, studiano e meditano è fondamentale per la comunione. L’occasione sarà anche propizia per ricordare i martiri di Cristo di tutti i tempi.

Silvia Gullino

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