Il 2026 del Caffè letterario di Albedo si è aperto sul filo delle emozioni. Tutto grazie alle Yavanna, band dal volto esclusivamente femminile, ispirata ai romanzi di Tolkien e già finalista della 3ª edizione di X-Factor.
Giovedì 15 gennaio le sorelle Racca hanno riempito di emozioni la sala di BrArte, in una serata arricchita da racconti personali, aneddoti e curiosità da far vibrare la vasta platea sul filo del cuore.
Virginia, Letizia e Anita Agata, più in forma che mai, hanno accompagnato il pubblico attraverso un mix di storie e sensibilità, rivelando lo spirito autentico che ha reso le Yavanna così speciali.
Quando le tre sono insieme, l’effetto è quello di una fusione magnetica, che dà corpo e voce a un’identità artistica ormai pienamente compiuta, densa di sfumature, dove ogni parola diventa una conversazione e ogni silenzio, una promessa.
Le sorelle, originarie del Roero, cantano insieme dall’infanzia e si capiscono con uno sguardo, oltre ad incarnare l’immagine di una femminilità moderna: forte, indipendente e dolce.
L’incontro è stato condotto dalla giornalista Silvia Gullino in tandem con Gianni Milanesio, la partecipazione degli amici del Caffè letterario, il saluto dell’assessore Francesca Amato, della vicepresidente di Albedo Ivana Gianmoena e della presidente di BrArte Agata Comandè. Tra il pubblico anche un’applauditissima Maura Forneris, grande attrice teatrale braidese, per un appuntamento che ha riservato un viaggio nel tempo interiore delle Yavanna, che hanno lasciato in dote un piccolo multiverso della loro anima.
Identikit delle Yavanna
Il giornalista Pino Berrino ha riletto in pillole l’identikit del trio. Il gruppo vocale e strumentale Yavanna nasce nel 2007 nel segno dell’eleganza e dell’intesa musicale. L’anno successivo le musiciste partecipano al Cantagiro, aggiudicandosi il primo premio con il brano inedito “Che spettacolo!” e nel 2009 sono finaliste alla terza edizione di X-Factor, salendo sul podio con Marco Mengoni. Seguono tour in tutta Italia e l’autoproduzione di brani inediti, dalle sonorità intime e raffinate, ottenendo consensi e riconoscimenti ovunque.
Nei loro concerti propongono brani tratti dalla musica pop italiana e straniera (con autori come Ludovico Einaudi, Andrea Bocelli, Antonella Ruggiero, Celine Dion, Edith Piaf, Leonard Cohen, Elisa...), rivisitati e resi unici dai loro arrangiamenti vocali e strumentali, per la gioia dei fans catapultati in un’atmosfera fantasy.
Il nome Yavanna, che significa “dispensatrice di frutti”, è un chiaro riferimento al personaggio omonimo tratto da “Il Silmarillion” di J.R.R. Tolkien, che lega musicalità primordiale e significato del canto come dono.
Perché la musica è un linguaggio universale, ma al Caffè letterario di Albedo è anche un gesto di comunità: un modo per ritrovarsi, conoscersi, e vivere insieme esperienze che scaldano il cuore.
Il Caffè letterario minuto per minuto
L’introduzione letteraria è stata estratta da “Il Silmarillion” di J.R.R. Tolkien ed interpretata da Alessandra Forlani Vara, attrice di teatro e raffinata narratrice, che racconta così la serata del Caffè letterario, minuto per minuto: «Tre anime, ma un solo cuore che batte al ritmo della musica.
Le Yavanna, un viaggio dal nome evocativo, che risuona di paesaggi magici, di atmosfere fiabesche, di arpe e di elfi... Yavanna non è una sola entità, sono tre.
Tre sorelle, tre persone diverse, cresciute insieme nell’amore profondo della stessa famiglia, ma che hanno iniziato un percorso insieme, per poi continuare ciascuna in solitaria il proprio cammino alla ricerca dell’autenticità del sé e di quella luce che non può e non deve mancare in un progetto di vita.
Ascoltare queste donne parlare di amore, fiducia, introspezione, rispetto e cura dell’altro, fa vibrare le corde dell’anima, proprio come quelle di un’arpa, evocata direttamente dal racconto di Tolkien a cui il nome del gruppo è ispirato. Le parole vibrano di luce, lasciando vedere oltre, lasciando scoperta l’anima come la pagina di un libro che si apre per lasciarsi leggere.
Un incontro con le loro poliedriche personalità, ha svelato che esattamente come il timbro delle loro voci sono diverse, ma complementari per costruire un’esperienza musicale perfetta e pulita, non soltanto nel suono, ma anche nell’etica della condivisione.
Si resta rapiti ad ascoltarle parlare, senza remore, del loro percorso, di come l’arte possa essere anche utilizzata come una terapia, di quanto si debba necessariamente scavare dentro se stessi per tirare fuori e trasmettere a chi ascolta le emozioni e i significati delle canzoni.
La musica è uno strumento potentissimo, unisce le anime, le trasporta, trasmette sogni e visioni e aiuta a trovare speranza nel domani.
Tre giovani donne, con un passato già importante alle spalle e una capacità immensa di comprensione della complessità dell’esistenza umana e di come le relazioni fra le persone siano regolate da valori assoluti che non vanno sacrificati neppure in nome di un successo più grande, se questo significa scendere a compromessi.
Donne capaci perfino di sciogliere il gruppo, rinunciando ad un successo già a portata di mano, già assaporato, per poter giungere col tempo a capirsi, a riconciliarsi con la propria bambina interiore e poi permettersi di rinascere, insieme, senza perdersi più.
Tre anime, un solo cuore, una forza immensa, che ha le sue radici negli sguardi puliti, nei giochi, nei sogni condivisi di quelle bambine che sono state, e nella luce che ancora più forte oggi brilla dentro a queste anime autentiche.
Yavanna è un sogno emotivo condiviso, un sogno ovattato, che ha il colore ed il calore dell’amore, l’unica forza immensa che ci connette tutti alla fonte universale della vita».





