"Siamo qui perché è morta Nada, non è una questione di felicità, ma qualcuno crede ancora che esista la giustizia, io non mi aspettavo la sentenza di condanna, neanche Silvana". Così la criminologa Antonella Delfino Pesce, in lacrime, ha commentato la sentenza all’emittente tv ligure Primocanale davanti alla casa della madre di Nada Cella, Silvana Smaniotto. La Corte d’Assise di Genova ha condannato a 24 anni Anna Lucia Cecere, ex insegnante, per l’omicidio della giovane segretaria, massacrata il 6 maggio 1996 nello studio chiavarese del commercialista Marco Soracco, dove lavorava.
L’annuncio della sentenza è stato accolto con grida di emozione e pianti dalla mamma di Nada. Il caso, rimasto irrisolto per anni, era stato riaperto nel 2021 grazie alla rilettura dei vecchi atti da parte della criminologa Delfino Pesce e dell’avvocata della famiglia, Sabrina Franzone.
"La lettura della sentenza è stata una deflagrazione per tutte e due - racconta Delfino Pesce -. Se lo è stato per me, non posso nemmeno immaginare per Silvana quanto lo sia stato. Mi ha detto 'non ci credo', 'non è vero', neppure io all’inizio pensavo di aver capito bene, non riuscivo a crederci. Per Silvana è stata un’emozione grandissima, mi ha detto che sta meglio. Menomale che c’era lei, perché è sempre la persona più utile di tutti. Oggi non dobbiamo festeggiare, perché è morta una ragazza giovanissima di 25 anni, è morto suo padre di dolore, la mamma Silvana è stata condannata a un ergastolo per trent’anni. Non c’è niente di cui gioire. C’è da dire: la giustizia ce l’ha fatta con trent’anni di ritardo, con tante difficoltà. È stato faticosissimo, ma ce l’abbiamo fatta, ce l’ha fatta una Procura eccezionale".
"Ce l’abbiamo fatta", ha sussurrato al telefono Silvana Smaniotto, tra le lacrime e un sommesso "bastardi". "Speravo in questo risultato, per Nada e la sua famiglia abbiamo lottato fino alla fine, abbiamo avuto paura ma la verità è nota a tutti - ha commentato Franzone -. La verità ci voleva per lei e per la sua famiglia che non si può dire cosa ha passato".
Anche Daniela, sorella di Nada, è scoppiata in lacrime: "era commossa e anche incredula e aveva tanta paura per quanto successo in precedenza", ha sottolineato l’avvocata Laura Razzeto. "Questa sentenza restituisce a tutti fiducia. Nada non tornerà ma era giusto che venisse fatta chiarezza", ha concluso Franzone.





