Attualità - 15 gennaio 2026, 06:02

Morti sul lavoro, un bilancio drammatico: Cuneo al 28° posto nazionale con 11 casi

In Italia 1.010 vittime in undici mesi. Piemonte sale al 9° posto per incidenza. I dati dell'Osservatorio Vega aggiornati a novembre

Immagine di repertorio

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I dati elaborati dall'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering parlano chiaro: i morti sul lavoro sono un'emergenza nazionale ancora sottovalutata.

"I dati relativi ai primi undici mesi del 2025 confermano la gravità della situazione: da gennaio a novembre le vittime totali sul lavoro sono 1.010. Un quadro inquietante che racconta quasi un anno di insicurezza sul lavoro: 735 sono i decessi registrati in occasione di lavoro, 133 dei quali nel settore dell'edilizia, 108 nelle attività manifatturiere e 98 nel settore trasporti e magazzinaggio. Sono questi i settori con il maggior numero di vittime e, proprio per questo, quelli da monitorare attentamente per scoprire le lacune sul fronte della sicurezza sul lavoro", spiega l'ingegnere Mauro Rossato, presidente dell'Osservatorio.

[L'ingegnere Mauro Rossato, presidente dell'Osservatorio]

Il Piemonte si conferma in zona arancione, salendo dall'11° al 9° posto nella classifica nazionale con 61 vittime in occasione di lavoro (che erano 47 solamente un mese prima)  e un'incidenza che impenna da 25,3 a 32,9 morti ogni milione di occupati su un totale di 1.854.204 lavoratori. L'incremento di 14 decessi in poche settimane evidenzia un'accelerazione allarmante del fenomeno.

<figure class="image"></figure>La provincia di Cuneo si attesta al 28° posto nazionale con 11 casi su 262.600 occupati e un'incidenza di 41,9 morti per milione di lavoratori, confermandosi in zona rossa. Un dato che mantiene alto il livello di allerta in un territorio fortemente industrializzato, dove la sequenza di incidenti mortali dall'inizio dell'anno ha scosso profondamente le comunità locali.

Tra le altre province piemontesi, il Verbano Cusio Ossola si posiziona al terzo posto nazionale con un'incidenza drammatica che sale da 59,0 a 73,8 e 5 casi su 67.794 occupati, mentre Alessandria occupa il 33° posto con un'incidenza passata da 34,5 a 40,2 e 7 casi su 173.943 occupati. Seguono Asti e Torino, rispettivamente con incidenze pari a 32,5 e 31,1.

Se si contano anche i decessi in itinere tra gennaio e novembre del 2025, allora i numeri lievitano, diventando 14 per Cuneo, con una variazione del 27% rispetto al 2024, superata solamente da Torino, dove gli incidenti salgono a 39, mentre rimane invariato il numero di infortuni per Novara.

Il settore delle Costruzioni resta il più letale con 133 decessi in occasione di lavoro, seguito dalle Attività Manifatturiere (108), Trasporto e Magazzinaggio (98) e Commercio (61). Il lunedì si conferma il giorno più pericoloso della settimana, con il 23% degli infortuni mortali, seguito dal venerdì (20,7%) e dal mercoledì (16,1%).

L'analisi per fasce d'età rivela che i lavoratori più a rischio sono gli over 65, con un'incidenza di 101,0 morti per milione di occupati, seguiti dalla fascia 55-64 anni (51,4). Numericamente, però, la fascia più colpita è quella tra i 55 e i 64 anni con 274 vittime su 735, dato confermato anche in Piemonte (24 casi e un 39,3% sul totale).

Le vittime donne sono 84 in totale, 4 in più rispetto al 2024: 39 decedute in occasione di lavoro (11 in meno) e 45 in itinere (15 in più). Per il Piemonte si tratta di 3 incidenti e una variazione pari al 200% rispetto al 2024 e dell'8% rispetto al totale nazionale. Un dato che evidenzia l'aumento del rischio durante gli spostamenti casa-lavoro.

Particolarmente grave la situazione dei lavoratori stranieri: 233 le vittime totali, di cui 171 in occasione di lavoro. In Piemonte sono italiani in 44 casi contro i 17 decessi che hanno interessato i lavoratori stranieri. In base alle statistiche nazionali, quasi una vittima su quattro è straniera, con un rischio di morte più che doppio rispetto agli italiani: 68,0 contro 26,3 morti ogni milione di occupati.

Le denunce di infortunio totali crescono dell'1,5%, passando dalle 543.039 di fine novembre 2024 alle 550.948 del 2025. I settori con più denunce sono Attività Manifatturiere (65.573), Costruzioni (35.685), Sanità (34.245), Trasporto e Magazzinaggio (31.440) e Commercio (31.086). Le denunce delle lavoratrici sono 154.332, mentre quelle degli uomini 303.172, che in Piemonte sono rispettivamente 12.181 per le donne e 20.582 per gli uomini. I lavoratori stranieri hanno presentato 117.765 denunce, circa una su cinque del totale.

redazione

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