La Fondazione Ferrero propone venerdì 23 gennaio un appuntamento in due tappe in ricordo di Marco Vallora (1953-2022), il critico d’arte che nel 2018 curò per la Fondazione la mostra Dal nulla al sogno. Dada e surrealismo dalla collezione del Museo Boijmans van Beuningen.
Alle ore 18 sarà presentato il libro Marco Vallora, Scritti. Come se la parola dipingesse edito da Electa. Una raccolta selezionata degli scritti di Vallora a cura di Giorgio Agamben, Marcello Barison, Monica Ferrando. Interverranno alla presentazione Marcello Barison e l’artista Ugo Nespolo.
Si tratta del terzo volume della collana Scritti di Electa: antologie scelte che raccolgono saggi e articoli, spesso difficilmente reperibili, con l’ambizione di riscoprire la prosa d’arte e la sua ispirazione letteraria, l’alternanza di riflessioni tra immagine e scrittura. Marco Vallora, intellettuale eclettico e versatile, si era laureato a Torino in Estetica con Gianni Vattimo, ed era stato professore in varie università e collaboratore di quotidiani e riviste, autore di libri, saggi, traduttore, organizzatore di mostre (detestava la parola “curatore”, che secondo lui sapeva di ospedale e ricordava il curatore fallimentare). “Chiunque s’interessi alle sperimentazioni stilistiche nella saggistica del secondo dopoguerra", si legge nella scheda editoriale di presentazione del libro, "conosce le prodigiose turbolenze della prosa di Marco Vallora. Scrittore poliedrico, capace di perlustrare - e dominare – un’impressionante varietà di campi, dal cinema all’operistica, dalla critica d’arte e stilistica all’ermeneutica letteraria, sembra essersi trovato ovunque gesti artisticamente unici necessitassero di tramutarsi in scrittura”.
Alle 20.30 sul palco dell’Auditorium il concerto La Voix Humaine ci riporterà al clima della mostra del 2018 attraverso uno degli artisti amati da Marco Vallora: il poeta Jean Cocteau. Sarà infatti eseguita La Voix Humaine, opera in un atto che il compositore francese Francis Poulenc scrisse sul celebre monologo teatrale di Cocteau che curò anche scene e costumi per la prima rappresentazione nel 1959. Sarà eseguita nella versione per voce e pianoforte: sul palcoscenico insieme al pianista Lorenzo Marasso, il soprano Laura Bohn interpreterà la protagonista. Il programma, che coinvolge inoltre il clarinettista Fabio Freisa, unisce a La voix humaine pagine di Gabriel Fauré e brani di due autori contemporanei di area torinese, Stefano Pierini e Jason Barabba, che saranno presenti in sala.
Il monologo di Cocteau ha ispirato anche il cinema. Nel 1948 il regista italiano Roberto Rossellini girò una pellicola intitolata L’amore di cui il primo episodio, direttamente ispirato al testo di Cocteau e interpretato da Anna Magnani, si intitola La voce umana. Successivamente nel 1988 Pedro Almodovar gira la pellicola Donne sull’orlo di una crisi di nervi e, più recentemente, nel 2020, La voz humana, interpretato dall’attrice inglese Tilda Swinton.
Biografie
Ugo Nespolo nasce a Mosso, in provincia di Biella, nel 1941, si diploma all’Accademia Albertina di Belle Arti con Enrico Paolucci e si laurea in Lettere Moderne all’Università di Torino. I suoi esordi nel panorama artistico italiano risalgono agli anni Sessanta, alla Pop Art, ai futuri concettuali e poveristi. Mai legata in maniera assoluta a un unico filone, la sua produzione si caratterizza per un’accentuata impronta ironica, trasgressiva, per un personale senso del divertimento che rappresenterà sempre una sorta di marchio di fabbrica. Negli anni Settanta Nespolo si appropria di un secondo mezzo di espressione, il cinema: in particolare quello sperimentale, d’artista. Gli attori sono artisti amici, da Lucio Fontana a Enrico Baj, a Michelangelo Pistoletto.
Artista e uomo di cultura, c’è in lui la convinzione che fare arte non può prescindere dal riflettere sull’arte. Nespolo rivendica l’esigenza di ‘contaminarsi’, scendendo in mezzo alla gente e adattando l’arte alle sue esigenze, per farla entrare nei circuiti dell’esistenza quotidiana. Di qui l’attenzione per il design e la pratica assidua di un’arte applicata, che ha portato Nespolo a cimentarsi nei settori più disparati, grazie al suo stile unico e inconfondibile.
Presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino dal 2011 al 2014, le sue opere sono state esposte nelle più prestigiose gallerie e nei più importanti musei di tutto il mondo, da Milano a Roma e Napoli, da Parigi a Londra, da Chicago a New York, in Cina, in Russia e America Latina.
Giorgio Agamben è filosofo e scrittore. La sua opera è tradotta e commentata in tutto il mondo. Con il progetto Homo sacer ha segnato una svolta nel pensiero politico contemporaneo. Presso Einaudi ha pubblicato Stanze. La parola e il fantasma nella cultura occidentale (1977, 1993 e 2011), Infanzia e storia. Distruzione dell’esperienza e origine della storia (1978 e 2001), Il linguaggio e la morte. Un seminario sul luogo della negatività (1982 e 2008), La comunità che viene (1990), Homo sacer. Il potere sovrano e la nuda vita (1998 e 2005), Studiolo (2019), La follia di Hölderlin. Cronaca di una follia abitante (1806-1843) (2021), Pinocchio. Le avventure di un burattino doppiamente commentate e tre volte illustrate (2021), L’irrealizzabile. Per una politica dell’ontologia (2022), Quel che ho visto, udito, appreso... (2022), Filosofia prima filosofia ultima. Il sapere dell’Occidente fra metafisica e scienze (2023), La mente sgombra. Profanazioni. Nudità. Il fuoco e il racconto (2023), Il corpo della lingua. esperruquancluzelubelouzerirelu (2024), La lingua che resta. Il tempo, la storia, il linguaggio (2024) e Amicizie (2025). Mentre tra le sue opere pubblicate da Quodlibet figurano: Horkos. Il sacramento del linguaggio (2023), Categorie italiane (2021), A che punto siamo? L’epidemia come politica (2020, 2021), Intelletto d’amore (con Jean-Baptiste Brenet, 2020), Homo sacer. Edizione integrale (2018, 2021), Che cos’è la filosofia? (2016), Gusto (2015), Idea della prosa (nuova edizione aumentata, 2002, 2020), Bartleby, la formula della creazione (con Gilles Deleuze, 1993, 2012), L’uomo senza contenuto (1994, 2013, 2022).
Marcello Barison insegna Estetica presso la Libera Università di Bolzano. Ha completato i suoi studi di dottorato presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM) di Napoli in collaborazione con la Albert-Ludwigs-Universität di Freiburg im Breisgau. Dal 2015 al 2019 ha insegnato Philosophical Perspectives presso l’Università di Chicago in qualità di assistant professor. Oltre a conferenze e pubblicazioni incentrate sulla filosofia continentale del XX secolo, ha scritto sull’arte, la letteratura e l’architettura contemporanee. Tra le sue principali pubblicazioni ricordiamo La Costituzione metafisica del mondo (2009), L’opera e la terra. La questione dell’arte nel pensiero di Heidegger (2011), “Un sentore di trementina”. Piccola teoria del romanzo (2020), En el umbral de la nada (Buenos Aires, 2023). Ha tradotto per i tipi di Bompiani il volume 90 della Gesamtausgabe heideggeriana: Zu Ernst Jünger. Il suo ultimo lavoro saggistico (Sul Concomitante) è uscito per Meltemi. Ha recentemente scritto il suo primo romanzo, Il Formicaio, pubblicato per Castelvecchi.
Monica Ferrando ha studiato filosofia e pittura a Torino e poi a Berlino, con il pittore astratto Frank Badur. Ha esordito nel 1991 a Mantova con una mostra dal titolo Kore, presentata da Ruggero Savinio. Da allora ha tenuto mostre personali, a Gelsenkirchen-Buer, Firenze, Milano, Scicli, Francoforte e ha partecipato a varie mostre collettive, tra le quali la Biennale di Venezia del 2011. Nel 2001 suoi pastelli sono entrati a far parte della collezione del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi. Nello stesso anno ha ricevuto il Premio per la Pittura Tarquinia-Cardarelli. Ha pubblicato vari studi, tra i quali alcuni su Poussin, Bellini, Shitao, Arikha. Una monografia sulla sua opera è stata pubblicata da Moretti e Vitali nel 2000. Ha curato le edizioni italiane de I nomi degli Dei di Hermann Usener, di Ercole al bivio di Erwin Panofsky e di La pittura e lo sguardo di Avigdor Arikha. È autrice, con Giorgio Agamben, della parte pittorica del libro d’arte La ragazza indicibile. Mito e mistero di Kore (Electa, 2010), tradotto in varie lingue. Dirige la rivista on-line “De pictura” (www.depictura.info). Con Neri Pozza ha pubblicato Il regno errante. L'Arcadia come paradigma politico (2018), L’elezione e la sua ombra. Il cantico tradito (2022) e, recentemente, Un anno con Platone (2024).
Laura Bohn soprano statunitense, è stata acclamata come «un brillante trionfo di forza scenica» (Gramophone Magazine) e «...uno straordinario connubio di splendore vocale e virtuosismo fisico» (San Francisco Chronicle). Tra i suoi recenti successi figurano il ruolo della Duchessa nell’opera Powder Her Face di Thomas Adès con la Nederlandse Reisopera, il debutto da solista al Concertgebouw di Amsterdam con musiche di Kurt Weill e Leonard Bernstein e Lullaby, un’opera per una sola voce scritta per lei da Kamala Sankaram e presentata allo Studio Boekman della Dutch National Opera. Nella stagione 2025-2026 ha in programma l’incisione di arie di John Adams per Naxos Records, l’impegno solista con la Symphony of the Redwoods, e la ripresa di Lullaby in tournée al Santiago a Mil in Cile e al Rossi Fest di Belgrado; interpreterà inoltre la Governante in The Turn of the Screw di Benjamin Britten con la West Edge Opera.
Lorenzo Marasso è direttore d’orchestra, pianista, camerista, docente e conduttore radiofonico appassionato e versatile. Si è diplomato in pianoforte al Conservatorio di Milano nel 1994 e, nello stesso anno, è stato ammesso alla Royal Academy of Music di Londra, dove ha approfondito anche la direzione d’orchestra. Residente in USA dal 2005, ha intrapreso una carriera internazionale caratterizzata da programmi innovativi che spaziano tra epoche e stili, spesso mettendo in luce capolavori poco noti e arrangiamenti rari. Definito dalla pianista Americana Ana Cervantes “il re del repertorio”, ha portato le sue interpretazioni in numerosi contesti e su prestigiosi canali radiofonici, tra cui NPR e 98.1 Classical King FM. Nel 2021 ha fondato la Seattle Chamber Orchestra, di cui è direttore musicale e artistico, guidando l’ensemble con energia, creatività e visione culturale.
Fabio Freisa compie i suoi studi musicali presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino dove ottiene il Diploma e successivamente il Diploma Accademico di II livello ad indirizzo concertistico in clarinetto. Perfeziona i suoi studi seguendo masterclass di clarinetto e musica da camera con alcuni tra i principali solisti a livello internazionale; dal 2011 al 2013, allievo dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, segue il corso di alto perfezionamento con Alessandro Carbonare. Nel 2013 vince la borsa di studio “Leonardo Da Vinci”. Collabora come solista con molte orchestre sinfoniche e da camerista con diversi ensemble tra cui l’“Ensemble Novecento”, “Les Temps Modernes” con l’“Ensemble Europeo Antidogma”, con cui ha eseguito tra l’altro la prima assoluta in italiano (2013) del balletto Les mariés de la Tour Eiffel su testo di Jean Cocteau, tradotto appositamente per l’occasione.
Per assistere alla serata non occorre prenotare. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Per informazioni: tel. 0173 295259
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La conferenza sarà trasmessa in diretta sul canale di streaming del sito www.fondazioneferrero.it.





