Entrare nel board di fondazioni bancarie prestigiose come Crt, Compagnia di San Paolo o Crc è sempre stato il sogno di tanti.
Responsabilità poche, salvo per i livelli apicali, emolumenti a dir poco interessanti, per cui accedere a questi salotti esclusivi era un’ambizione che in tanti hanno coltivato ma che pochi sono riusciti a coronare.
Finché tutto è filato liscio e i “gettoni” arrivavano lauti e copiosi nulla quaestio.
Poi, quando la scure della magistratura è calata su questi mondi per far luce sui cosiddetti “patti occulti”, il clima è cambiato ed è iniziata la grande fuga.
Anche il professore universitario emerito Giuseppe Tardivo, 77 anni, economista, che in questo salotto buono aveva fatto il suo ingresso nominato dalla Provincia di Cuneo nel 2019 e riconfermato nell’ultima tornata, è stato lambito dall’inchiesta e per questo ha deciso di fare fagotto.
Tardivo, da sempre vicino a Giovanni Quaglia, ancor prima che questi assumesse la presidenza della Fondazione CrTorino, gli aveva poi voltato le spalle preferendogli, nel ferale duello, il suo competitor, Fabrizio Palenzona.
Alleanze di potere che si facevano e disfacevano a seconda delle circostanze e delle convenienze, passaggi sospetti, evidentemente non sempre trasparenti, hanno indotto la magistratura ad alzare il coperchio per cercare di capire cosa bolliva in pentola.
Conclusione: le poltrone di velluto tanto agognate sono diventate sedie sbilenche che scottano ragion per cui, quando la casa va a fuoco, la cosa più importante è salvare la pelle finché è ancora possibile.





