Nasce ad Alba un nuovo Patto Educativo di Comunità, presentato dall’IISS “P. Cillario Ferrero”. Intitolato “INpatto – Abitare le scuole, costruire comunità”, il Patto si propone di mettere in relazione scuola e territorio attraverso un’alleanza stabile tra istituzioni, mondo del lavoro, realtà sociali e comunità educante, a beneficio degli studenti e dell’intera città.
Il documento è stato presentato e formalmente sottoscritto lunedì 12 gennaio, al termine di un percorso avviato nel 2023 e culminato in una serata partecipata, durante la quale tutti i partner coinvolti si sono ritrovati per siglare insieme l’accordo. Un momento simbolico e concreto al tempo stesso, che ha sancito la nascita di una rete educativa più solida e condivisa che mai sul territorio, destinata ad accompagnare le attività dell’Istituto Cillario nei prossimi tre anni.
[In foto, la dirigente scolastica Paola Boggetto durante l'incontro di presentazione del Patto Educativo di Comunità]
Come ha spiegato la dirigente scolastica Paola Boggetto, il Patto “nasce da un lavoro di autoanalisi profondo, che ha coinvolto docenti, studenti, famiglie e personale della scuola. Non abbiamo voluto necessariamente aggiungere nuovi progetti, ma siamo partiti col dare una cornice comune e una direzione condivisa a ciò che già esisteva, rafforzando il legame con il territorio e rendendolo strutturale”.
L’IISS Cillario Ferrero, scuola capofila del Patto, opera su tre sedi – Alba, Neive e Cortemilia – ed è l’unico istituto superiore della provincia di Cuneo a promuovere un Patto Educativo di Comunità. "INpatto" è pensato come uno strumento aperto e dinamico, suscettibile di aggiornamenti e ampliamenti, e fondato su una visione della scuola come luogo vivo, attraversato dalla comunità e capace di restituire valore al territorio.
Durante la presentazione, spazio anche alla voce degli studenti. Matilde (5M) e Daniele (4G) hanno raccontato il lavoro di autovalutazione svolto attraverso incontri e questionari diffusi nelle tre sedi: più sport, laboratori creativi, aule studio e occasioni di partecipazione attiva sono tra i bisogni emersi con maggiore chiarezza. Indicazioni che hanno trovato riscontro nelle azioni previste dal Patto.
Nel dettaglio, "INpatto" si articola in tre ambiti principali. Il primo riguarda la corresponsabilità educativa e la relazione scuola–famiglia, con la sperimentazione di classi pilota per la scrittura condivisa del Patto di corresponsabilità, laboratori di confronto e l’apertura pomeridiana degli istituti come spazi di aggregazione. Il secondo ambito è dedicato all’orientamento in uscita, con incontri strutturati con operatori del territorio, imprese ed enti formativi. Il terzo, spesso meno visibile ma decisivo, coinvolge la gestione del personale e degli spazi, riconoscendo il ruolo fondamentale di direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA) e personale amministrativo, tecnico a ausiliario (ATA) nel rendere il Patto realmente operativo.
[In foto, la professoressa Anna Chiara Cavallotto, referente del progetto “INpatto – Abitare le scuole, costruire comunità”]
“La strada giusta per arrivare al cuore dei bisogni della scuola è l’analisi partecipata – ha sottolineato la professoressa Anna Chiara Cavallotto, referente del progetto –. Le azioni previste dal Patto non sono calate dall’alto, ma nascono da un lavoro condiviso: la scuola mette gli spazi, i partner portano attività e competenze, e insieme si costruisce una comunità educante che sa rispondere alle esigenze dei ragazzi, delle famiglie, della scuola”.
Ampia e articolata la rete dei firmatari: i Comuni di Alba, Neive e Cortemilia, le aziende Brovind e Nocciole Marchisio, l’ASL CN2, il Consorzio socio-assistenziale Alba Langhe Roero, CSV Cuneo, Cooperativa Progetto Emmaus, Profondo Umano / In-differenti, Apro Formazione, C.P.I.A. “Gino Strada”, Istituto Comprensivo Centro Storico Alba, Spazio DOM e altre realtà del territorio. La firma collettiva ha rappresentato il passaggio conclusivo e più significativo della serata: dal percorso iniziale di confronto è ufficialmente in costruzione un impegno condiviso.
A inquadrare il valore più ampio dell’esperienza è stato l’intervento del pedagogista Marco Braghero, formatore con esperienza decennale nella facilitazione di gruppi: “I Patti Educativi di Comunità nascono durante la pandemia, quando è emerso con forza che scuola, famiglie e territori da soli non ce la fanno. Qui non parliamo solo di un progetto, ma di un processo. E questa responsabilità condivisa dà valore a una comunità”.
Il percorso del Cillario Ferrero si inserisce in un quadro più ampio promosso dalla Fondazione CRC che nell’ambito del Festival dell’Educazione, ospitato al Rondò dei Talenti, propose i laboratori di innovazione e i corsi di formazione per docenti che hanno portato alla creazione, nel 2025, di nove Patti Educativi di Comunità avviati nella provincia di Cuneo. L’appuntamento per un ulteriore momento di restituzione e confronto è fissato per il 31 gennaio a Cuneo, quando le scuole firmatarie si ritroveranno per condividere esperienze e prospettive future.















