Scuola e corsi - 13 gennaio 2026, 10:07

La scuola si allea col territorio: l'albese "Cillario Ferrero" primo istituto in provincia a siglare un "patto educativo di comunità"

Istituzioni, imprese e terzo settore parti di un accordo triennale volto a rafforzare partecipazione, inclusione e orientamento degli studenti

Ieri la firma nella sede albese dell'istituto

Ieri la firma nella sede albese dell'istituto

Nasce ad Alba un nuovo Patto Educativo di Comunità, presentato dall’IISS “P. Cillario Ferrero”. Intitolato “INpatto – Abitare le scuole, costruire comunità”, il Patto si propone di mettere in relazione scuola e territorio attraverso un’alleanza stabile tra istituzioni, mondo del lavoro, realtà sociali e comunità educante, a beneficio degli studenti e dell’intera città.

Il documento è stato presentato e formalmente sottoscritto lunedì 12 gennaio, al termine di un percorso avviato nel 2023 e culminato in una serata partecipata, durante la quale tutti i partner coinvolti si sono ritrovati per siglare insieme l’accordo. Un momento simbolico e concreto al tempo stesso, che ha sancito la nascita di una rete educativa più solida e condivisa che mai sul territorio, destinata ad accompagnare le attività dell’Istituto Cillario nei prossimi tre anni.


[In foto, la dirigente scolastica Paola Boggetto durante l'incontro di presentazione del Patto Educativo di Comunità]

Come ha spiegato la dirigente scolastica Paola Boggetto, il Patto “nasce da un lavoro di autoanalisi profondo, che ha coinvolto docenti, studenti, famiglie e personale della scuola. Non abbiamo voluto necessariamente aggiungere nuovi progetti, ma siamo partiti col dare una cornice comune e una direzione condivisa a ciò che già esisteva, rafforzando il legame con il territorio e rendendolo strutturale”.

L’IISS Cillario Ferrero, scuola capofila del Patto, opera su tre sedi – Alba, Neive e Cortemilia – ed è l’unico istituto superiore della provincia di Cuneo a promuovere un Patto Educativo di Comunità. "INpatto" è pensato come uno strumento aperto e dinamico, suscettibile di aggiornamenti e ampliamenti, e fondato su una visione della scuola come luogo vivo, attraversato dalla comunità e capace di restituire valore al territorio.

Durante la presentazione, spazio anche alla voce degli studenti. Matilde (5M) e Daniele (4G) hanno raccontato il lavoro di autovalutazione svolto attraverso incontri e questionari diffusi nelle tre sedi: più sport, laboratori creativi, aule studio e occasioni di partecipazione attiva sono tra i bisogni emersi con maggiore chiarezza. Indicazioni che hanno trovato riscontro nelle azioni previste dal Patto.

Nel dettaglio, "INpatto" si articola in tre ambiti principali. Il primo riguarda la corresponsabilità educativa e la relazione scuola–famiglia, con la sperimentazione di classi pilota per la scrittura condivisa del Patto di corresponsabilità, laboratori di confronto e l’apertura pomeridiana degli istituti come spazi di aggregazione. Il secondo ambito è dedicato all’orientamento in uscita, con incontri strutturati con operatori del territorio, imprese ed enti formativi. Il terzo, spesso meno visibile ma decisivo, coinvolge la gestione del personale e degli spazi, riconoscendo il ruolo fondamentale di direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA) e personale amministrativo, tecnico a ausiliario (ATA) nel rendere il Patto realmente operativo.


[In foto, la professoressa Anna Chiara Cavallotto, referente del progetto “INpatto – Abitare le scuole, costruire comunità”]

La strada giusta per arrivare al cuore dei bisogni della scuola è l’analisi partecipata – ha sottolineato la professoressa Anna Chiara Cavallotto, referente del progetto –. Le azioni previste dal Patto non sono calate dall’alto, ma nascono da un lavoro condiviso: la scuola mette gli spazi, i partner portano attività e competenze, e insieme si costruisce una comunità educante che sa rispondere alle esigenze dei ragazzi, delle famiglie, della scuola”.

Ampia e articolata la rete dei firmatari: i Comuni di Alba, Neive e Cortemilia, le aziende Brovind e Nocciole Marchisio, l’ASL CN2, il Consorzio socio-assistenziale Alba Langhe Roero, CSV Cuneo, Cooperativa Progetto Emmaus, Profondo Umano / In-differenti, Apro Formazione, C.P.I.A. “Gino Strada”, Istituto Comprensivo Centro Storico Alba, Spazio DOM e altre realtà del territorio. La firma collettiva ha rappresentato il passaggio conclusivo e più significativo della serata: dal percorso iniziale di confronto è ufficialmente in costruzione un impegno condiviso.

A inquadrare il valore più ampio dell’esperienza è stato l’intervento del pedagogista Marco Braghero, formatore con esperienza decennale nella facilitazione di gruppi: “I Patti Educativi di Comunità nascono durante la pandemia, quando è emerso con forza che scuola, famiglie e territori da soli non ce la fanno. Qui non parliamo solo di un progetto, ma di un processo. E questa responsabilità condivisa dà valore a una comunità”.

Il percorso del Cillario Ferrero si inserisce in un quadro più ampio promosso dalla Fondazione CRC che nell’ambito del Festival dell’Educazione, ospitato al Rondò dei Talenti, propose i laboratori di innovazione e i corsi di formazione per docenti che hanno portato alla creazione, nel 2025, di nove Patti Educativi di Comunità avviati nella provincia di Cuneo. L’appuntamento per un ulteriore momento di restituzione e confronto è fissato per il 31 gennaio a Cuneo, quando le scuole firmatarie si ritroveranno per condividere esperienze e prospettive future.

Eleonora Ramunno

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