Il 2025 è stato il quinto anno più caldo nella storia del Piemonte dal 1958 ad oggi. Secondo i dati pubblicati da Arpa Piemonte la temperatura media annuale di circa 10.8°C è stata superiore di quasi 1 °C rispetto al periodo climatico di riferimento (il trentennio 1991-2020, con una media climatica di circa 9.9°C). Ad occupare le prime quattro posizioni sono gli ultimi quattro anni.
Nel commentare l'andamento climatico dell'anno appena concluso il direttore generale di Arpa Piemonte, Secondo Barbero, evidenzia: “E' stato per il Piemonte un anno caratterizzato da forti contrasti dal punto di vista meteorologico.
La nostra regione si conferma al centro di un hot spot climatico, dove il riscaldamento è più rapido della media globale.
Il nostro compito è continuare a monitorare con rigore scientifico questi fenomeni, fornire informazioni tempestive e supportare le istituzioni, anche nell’ambito dell’Osservatorio Regionale sui cambiamenti climatici, nella definizione di strategie di adattamento e mitigazione sempre più urgenti.
Le evidenze raccolte nel 2025 – conclude Barbero - non rappresentano un’eccezione, ma un ulteriore tassello di una tendenza ormai consolidata, che richiede risposte rapide, integrate e basate su dati solidi”.
I mesi più caldi sono risultati giugno e dicembre, rispettivamente, il secondo e il terzo più caldo della rispettiva distribuzione storica con scostamenti positivi di 3.4°C e 2.2°C. Nessun mese ha avuto una temperatura inferiore alla norma. Giugno è stato anche il mese più caldo del 2025 mentre gennaio è stato quello più freddo.
Nel Cuneese, il giorno con la temperatura media più bassa dell’intero 2025 è stato il 21 novembre, quando la media sul territorio ha raggiunto -0,9°C. Questo valore è legato a un evento di neve a bassa quota che ha interessato in modo significativo la provincia di Cuneo, rendendola l’area più fredda del Piemonte in quella giornata.
Per quanto riguarda le temperature minime, anche se il valore più basso regionale (-8,8°C) è stato registrato ad Asti, nel capoluogo Cuneo la minima annuale non si è verificata tra il 13 e il 15 gennaio come negli altri capoluoghi piemontesi, ma più tardi, il 23 gennaio, segnalando una dinamica locale leggermente diversa rispetto al resto della regione.
Sul fronte del caldo, nel capoluogo Cuneo la temperatura massima assoluta dell’anno è stata registrata il 13 agosto, nel pieno dell’estate. Anche a Cuneo, come negli altri capoluoghi piemontesi, le temperature massime, medie e minime sono risultate superiori alla media climatica 1991–2020, con uno scostamento più marcato per le temperature minime, indice di notti più calde rispetto al passato.
Durante il periodo estivo, anche a Cuneo si sono verificate diverse ondate di calore (almeno tre giorni consecutivi di caldo intenso), in linea con il resto dei capoluoghi piemontesi, a conferma di un’estate particolarmente persistente dal punto di vista delle alte temperature.
Secondo l’andamento misurato dal radiosondaggio di Cuneo-Levaldigi dal 2000 a oggi, dall'inizio del secolo le quote dello zero termico risultano in aumento progressivo: sia la media annuale sia i valori massimi stanno seguendo un trend di crescita.
Ma, nel 2025 questa tendenza si è leggermente attenuata: lo zero termico ha registrato una media di circa 2.945 metri, un valore un po’ più basso rispetto alla linea di crescita degli ultimi anni. Il picco più elevato è stato raggiunto a fine giugno, quando la quota ha toccato i 5.100 metri, un livello molto alto e ormai non così raro nelle estati più calde.
Aprile è stato il mese più piovoso dell’anno, con un accumulo di 227 mm di precipitazioni, e anche quello che ha mostrato la maggiore anomalia positiva: circa il 110% in più rispetto alla media. All’estremo opposto troviamo febbraio, che è risultato il mese più secco, con appena 30,1 mm.
Anche l’autunno ha segnato un’importante carenza di pioggia: nel bimestre ottobre-novembre il deficit precipitativo è stato compreso tra il 60% e il 70%.
Nonostante ciò, complessivamente 7 mesi su 12 hanno registrato precipitazioni superiori alla norma, consentendo di chiudere l’anno con un lieve surplus pluviometrico.
Per quanto riguarda i quantitativi di pioggia, a Cuneo le precipitazioni annuali sono state superiori alla norma, collocandola tra le città con un bilancio positivo rispetto alla media climatologica, a differenza di Torino, Novara e Verbania che hanno invece registrato un deficit.
La giornata più piovosa dell’anno nel Cuneese è stata il 20 maggio, quando si è registrato il massimo accumulo giornaliero di precipitazione nel capoluogo. Questo episodio si inserisce in una fase primaverile caratterizzata da piogge intense e persistenti, che hanno inciso in modo rilevante sul totale annuo.
Sul fronte della neve, anche nel Cuneese di pianura e fondovalle il 2025 ha confermato la scarsità di nevicate a bassa quota, in continuità con quanto osservato nel resto del Piemonte. Sebbene la provincia resti una delle più vocate alle precipitazioni nevose grazie alla presenza delle Alpi, non si sono verificati eventi nevosi significativi in pianura, segnale evidente delle temperature sempre più elevate.
Per quanto riguarda il vento, il Cuneese ha risentito della normale frequenza di episodi di foehn, in linea con la media regionale, senza scostamenti rilevanti rispetto alla climatologia di riferimento.





