Un nuovo progetto di collaborazione inter-istituzionale che intreccia sostenibilità ambientale, legalità e inclusione sociale è giunto oggi a un grande risultato, con la consegna ufficiale di dodici personal computer rigenerati alla Casa di Reclusione “Giuseppe Montalto” di Alba, grazie alla donazione di Confartigianato Imprese Cuneo alla Città di Alba, che li ha destinati all’istituto penitenziario cittadino.
I dispositivi, recuperati e ricondizionati – ovvero rigenerati attraverso operazioni di verifica tecnica, pulizia, sostituzione delle componenti usurate e aggiornamento software – sono ora pronti per essere utilizzati dalle persone detenute della casa lavoro albese. Dotazioni che andranno ad arricchire di strumenti nuovi i percorsi di risocializzazione e reinserimento, con competenze digitali aggiornate e concretamente spendibili nel mondo del lavoro al di fuori delle mura. Il reinserimento sociale dei detenuti, infatti, non può prescindere dallo sviluppo di capacità ed esperienze spendibili a fine pena.
Le dotazioni tecnologiche oggi consegnate assolvono a questa funzione, con il duplice obiettivo virtuoso di rispondere concretamente all’esigenza di tutelare l’ambiente attraverso la gestione responsabile delle risorse e dei rifiuti.
L’iniziativa rappresenta l’ultimo tassello delle attività promosse dal Comune di Alba nell’ambito della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR), svoltasi lo scorso novembre, e ne traduce in modo concreto gli obiettivi: ridurre gli sprechi, valorizzare le risorse, trasformare un potenziale rifiuto in opportunità.
Alla consegna erano presenti il sindaco Alberto Gatto, la presidente provinciale di Confartigianato Imprese Daniela Balestra, il direttore della Casa di Reclusione Nicola Pangallo e il comandante della Polizia penitenziaria Giovanni Del Vecchio, insieme agli assessori Roberto Cavallo (Ambiente e Attività produttive), Donatella Croce (Politiche sociali) e Lucia Vignolo (Innovazione tecnologica).
Hanno inoltre partecipato il Garante comunale delle persone private della libertà personale Emilio De Vitto e la Garante regionale Monica Formaiano, a testimonianza di un’azione condivisa che ha coinvolto enti e livelli istituzionali diversi.
Il coordinamento del progetto è stato seguito dall’assessore Roberto Cavallo. Impostare una solida sinergia tra gli attori politici, amministrativi, industriali e del sociale dietro questa iniziativa – e di impegni comuni futuri, auspica l’assessore – è stata una prerogativa irrinunciabile. Sottolinea Cavallo: “Tutto frutto di un grande lavoro di squadra. Rigenerare significa riutilizzare risorse, ma anche creare lavoro sul territorio per restituire valore ad altre persone del territorio. È un gesto profondamente politico, portato avanti grazie a Confartigianato, e un tema di particolare rilievo simbolico, in un periodo di tensioni globali determinate soprattutto dall’accesso alle risorse”.
Nel corso dell’incontro, l’assessora alle Politiche sociali Donatella Croce ha posto l’accento sul significato profondo del verbo “riparare”: non solo aggiustare ciò che è rotto, ma anche offrire riparo, uno spazio protetto in cui potersi fermare, riflettere e cambiare. In questa doppia accezione, il progetto è apparso particolarmente coerente con i destinatari della donazione: persone impegnate in un percorso di ricostruzione personale, per le quali la tecnologia diventa strumento di crescita e possibilità.
Ad approfondire il legame ricco di sfumature tra il tema della legalità e la gestione dei rifiuti elettronici è intervenuta Emanuela Rosio, presidente di AICA (Associazione Internazionale Comunicazione Ambientale) e coordinatrice nazionale della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti: “I RAEE non correttamente conferiti alimentano abbandoni illegali e circuiti opachi. L’obiettivo è passare dagli attuali 6 chili pro capite raccolti correttamente a 12 chili all’anno, creando al tempo stesso nuove opportunità occupazionali e una filiera trasparente”.
Emanuela Rosio, presidente di AICA
Durante la mattinata è stata anche richiamata una lettera di saluto del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che ha espresso convinto apprezzamento per l’iniziativa, riconoscendone il valore e l’impatto positivo sul piano della sensibilizzazione ambientale e sociale.
Un’azione corale che restituisce l’immagine di un istituto penitenziario sempre più integrato nel territorio: non solo luogo di custodia, ma spazio in cui la consapevolezza sulle grandi sfide globali, il lavoro e la formazione personale concorrono a costruire nuove possibilità.
















