Economia - 09 gennaio 2026, 15:23

Valgrana di Scarnafigi, un anno da incorniciare: pioggia di ori per i formaggi piemontesi nel mondo

Dal Piemonte all’Europa, i riconoscimenti del 2025 consacrano l’eccellenza del caseificio fondato da Franco Biraghi. Tra medaglie d’oro e nuovi progetti, la qualità resta il valore guida

Alberto Biraghi con il figlio William ritirano il premio al festival dei formaggi piemontesi

Alberto Biraghi con il figlio William ritirano il premio al festival dei formaggi piemontesi

Continua il momento d’oro per la Valgrana di Scarnafigi, storica realtà casearia della pianura saluzzese che anche nel 2025 si conferma tra i protagonisti assoluti del panorama lattiero-caseario nazionale e internazionale. Fondata nel 1991 da Franco Biraghi, erede di una tradizione che affonda le radici nel Settecento, l’azienda rappresenta oggi una delle eccellenze del territorio cuneese, non a caso conosciuto come “Città dei Formaggi”.

Quello che si chiude è un bilancio estremamente positivo, con una lunga serie di riconoscimenti che hanno premiato in particolare il Piemontino e il Bra Duro, prodotti simbolo della Valgrana. A raccontarlo è lo stesso presidente Franco Biraghi, che sottolinea con orgoglio i risultati ottenuti a tutti i livelli, a partire dall’ambito regionale. “Al Festival dei Formaggi piemontesi abbiamo conquistato una medaglia d’oro per il Bra Duro e un’altra per il Piemontino oltre 24 mesi di stagionatura”, spiega Biraghi, precisando come “su questi due formaggi siamo risultati i migliori del Piemonte”.

Un successo che non si è fermato ai confini regionali. In Toscana, nel senese, la Valgrana ha confermato la propria solidità qualitativa ottenendo due ulteriori medaglie d’oro: una per il Piemontino oltre 24 mesi e una per il Piemontino classico da 16 mesi. 

Ma è soprattutto sul palcoscenico internazionale che l’azienda di Scarnafigi ha brillato. A Lione, in una competizione che ha visto la partecipazione di circa 2.800 formaggi provenienti da tutto il mondo, il Piemontino e il Bra Duro hanno conquistato entrambi l’oro. “Mi fa piacere anche il punteggio che abbiamo avuto, tra il 93 e il 94 su 100; la perfezione sarebbe 100, ma è impossibile ottenerla”, osserva Biraghi, evidenziando il valore di un risultato ottenuto in quella che è universalmente riconosciuta come la patria dei formaggi.

Non meno rilevante il successo in Germania, a Francoforte, dove su circa 860 formaggi in gara la Valgrana ha portato a casa tre medaglie d’oro, due delle quali di “Grande Oro”. “Significa che, nelle rispettive giurie, i nostri formaggi sono risultati i migliori”, spiega il presidente, ribadendo come anche in questo caso i punteggi abbiano sfiorato l’eccellenza assoluta.

Tra le tante medaglie d’oro spicca anche un argento che, paradossalmente, assume un valore particolare. “Normalmente l’argento non mi dà soddisfazione, perché vuol dire essere arrivato secondo, - ammette Biraghi - ma questa volta mi ha fatto piacere: il Piemontino 16 mesi è arrivato secondo solo dietro al nostro Piemontino 24 mesi. È stata una battaglia in famiglia”.

Accanto ai riconoscimenti, la Valgrana guarda già al futuro. È in fase di perfezionamento il Gran Buono, un nuovo formaggio che potrebbe presto arricchire la gamma aziendale. “Prima di mettere qualcosa sul mercato voglio essere sicuro che non piaccia solo a me, ma anche alle giurie nazionali e internazionali”, conclude Biraghi, confermando una filosofia produttiva improntata alla ricerca costante della perfezione qualitativa.

Con una produzione che oggi supera le 200.000 forme annue, latte proveniente esclusivamente dalle province di Cuneo e Torino e una presenza consolidata sui mercati europei e nordamericani, la Valgrana di Scarnafigi si conferma così un ambasciatore autorevole del saper fare piemontese, capace di unire tradizione, territorio e riconoscimento internazionale. 

redazione

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