Sotto la spinta di diversi fattori, il comparto lattiero caseario, in particolare quello piemontese, negli ultimi mesi è entrato in una fase di mercato particolarmente critica, con la caduta del prezzo del latte “spot”, sceso a livello nazionale a 28-30 centesimi, e il rischio che il ribasso tocchi anche il rinnovo dei contratti scaduti, con la conseguenza di una crisi generalizzata dell’intero settore per lo squilibrio tra domanda e offerta. Confagricoltura Piemonte chiede all’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni la convocazione di un Tavolo della filiera latte, allargato alla componente industriale, per cercare un percorso che consenta di governare questa fase difficile.
"In Piemonte gli allevamenti da latte sono circa 1.300 con quasi 230mila capi e la quota delle consegne di latte è pari al 9% del dato complessivo italiano. Il comparto si trova ora alle prese con “un’inversione della fase congiunturale che, tutto sommato, ha colto di sorpresa l’intero segmento produttivo: solo fino a qualche mese fa si registrava infatti una tendenza in crescita”, fa notare Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte e Cuneo.
Si è creata una ‘tempesta perfetta’, con una serie di cause scatenanti che vanno dal calo dei consumi dei prodotti trasformati all’eccesso di offerta dovuto all’aumento della produzione di latte a livello mondiale, dalla svalutazione del dollaro all’incertezza legata all’applicazione dei dazi statunitensi, fino al ritiro di mercati strategici, come quello cinese; fattori che hanno portato a una decisa contrazione dell’export.
“La richiesta di un tavolo regionale rivolta all’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni va nella direzione di individuare tutti insieme un percorso per governare e regolare al meglio questo fase di mercato difficile, per evitare che il surplus di latte invenduto metta in crisi l’intero sistema produttivo e che si arrivi a prezzi anche inferiori ai costi di produzione”, spiega il presidente della sezione Lattiero-Casearia di Confagricoltura Cuneo, Enrico Racca. Come primo intervento, Confagricoltura propone la moratoria sui mutui, ovvero la sospensione temporanea del pagamento delle rate, “per agevolare i tanti allevatori che, in questi ultimi anni, hanno investito nell’efficientamento della propria azienda”.





