Attualità - 08 gennaio 2026, 14:58

Mercosur, Coldiretti Cuneo: "Controllato solo il 3% delle merci, serve reciprocità o niente accordo"

L'aumento dei controlli proposto da Bruxelles giudicato insufficiente. Nada: "Verifiche al 100% sugli alimenti a rischio e Roma sede dell'Autorità doganale europea". Annunciate mobilitazioni a porti e frontiere

Mercosur, Coldiretti Cuneo: "Controllato solo il 3% delle merci, serve reciprocità o niente accordo"

Coldiretti e Filiera Italia ribadiscono la loro opposizione alla firma dell’accordo Mercosur senza reciprocità e quindi che valgano per i produttori che esportano in Europa le stesse regole imposte agli agricoltori europei. Un principio che deve valere in ogni accordo e su ogni prodotto agricolo e agroalimentare importato, con il divieto di ingresso nell’Unione europea di alimenti ottenuti con sostanze e tecniche bandite da anni nei nostri campi e nelle nostre stalle.

Non è sufficiente l’aumento dei controlli in frontiera proposto ieri dalla Commissione europea, ricordando che oggi i controlli si fermano in media a circa il 3% delle merci in ingresso e l'aumento del 33% proposto li farebbe passare a circa il 4%, con evidenti rischi per la tutela della salute dei cittadini consumatori e per il rispetto delle regole di produzione imposte agli agricoltori europei. Per questo è necessario riconoscere a Roma, già candidata dal Governo italiano, la sede dell’Autorità doganale europea, considerando che l’Italia detiene il primato europeo della sicurezza alimentare. Alla luce di tali criticità, bisogna prevedere fin da subito controlli al 100% degli alimenti provenienti dal Mercosur e da aree a rischio, al fine di garantire la piena tutela della salute dei cittadini e condizioni di reciprocità regolatoria rispetto agli standard europei”, afferma Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo.

Serve inoltre un deciso passo avanti sul fronte della trasparenza, a partire dall’obbligo di etichettatura con indicazione chiara del Paese di origine su tutti i prodotti alimentari, per consentire ai cittadini scelte consapevoli e difendere il vero Made in Italy. In quest'ottica, chiediamo anche l’abolizione della regola sull’origine basata sull’ultima trasformazione, l’inganno intollerabile consentito oggi dal codice doganale, che permette di far diventare 'italiani' prodotti che non lo sono, alterando la concorrenza, confondendo i cittadini consumatori e favorendo pratiche che danneggiano le nostre filiere”, conclude Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.

Coldiretti continuerà con forti azioni di mobilitazione e presidio di porti, frontiere e valichi come fatto contro gli ingressi al Brennero.

cs

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