L'ultima cicogna del 2025 ha portato a Mondovì Edoardo, ultimo bimbo nato al Regina Montis Regalis nella giornata di ieri, per la gioia di mamma Cinzia e papà Andrea.

[Il piccolo Edoardo con le ostetriche Marina Gagliardi, Alessandra Comba, Raffaella Martedi, Elisa Trucco (infermiera pediatrica), Alexandra Procopciuc (oss) e i medici Patrizia Fusco, Chiara Bondi, Alessandro Basile, Amanda Arnello e Luisa Franceschi]
Mentre si attende ancora la prima nascita del 2026, che potrebbe arrivare in serata, il nosocomio monregalese registra un bilancio positivo in termini non solo di numeri, ma anche di servizi per le donne e i neonati.
Sono state oltre 500 le nascite, di cui due parti gemellari. Le famiglie che hanno scelto Mondovì sono provenienti non solo dalla Granda, ma si conferma l'affezione da parte anche della Valle Bormida e della vicina Liguria. Il 66,5% sono di nazionalità italiana mentre il 33,5% di nazionalità straniera. Molto positivo il calo dei tagli cesarei.
Tra i momenti da incorniciare dell'anno che sta per concludersi il personale del Regina Montis Regalis ricorda il "baby boom" dello scorso settembre quando sono nati 14 bambini (7 maschi e 7 femmine) in soli cinque giorni.

[Il "baby boom" degli scorsi mesi]
Grazie a un'ottima sinergia i reparti di ginecologia-ostetricia e pediatria-nido, coordinati rispettivamente della dottoressa Alice Peroglio Carus e dalla dottoressa Patrizia Fusco, negli ultimi anni hanno potenziato i servizi alle donne e ai neonati, offrendo assistenza pre e post parto. Oltre alle attività del consultorio, le donne possono accedere a percorsi all'avanguardia come quello di ipnosi per affrontare al meglio l'esperienza del parto, l'ambulatorio della gravidanza fisiologica e quello dedicato alla rieducazione perineale con le ostetriche, mentre il personale del nido fornisce assistenza per la gestione del neonato anche nelle delicata fase dell'allattamento, con un rapporto uno a uno tra donne e personale sanitario.
Il punto nascita può contare oggi sulla presenza di tutti medici ginecologi interni (nessun gettonista, ndr) e tutto il personale, nelle varie funzioni, è formato per accogliere neonati dalle 34 settimane oltre che per gestire situazioni emergenze neonatologiche o patologie che rendono le gravidanze più delicate, come il diabete gestazionale, fenomeno sempre più diffuso anche a causa dell'aumento dell'età e del cambio nello stile di vita.
Con il 2026 arriverà anche il parto in analgesia, un servizio sempre più richiesto dalle donne che nel nosocomio monregalese potranno richiedere così l'epidurale.
Nell'attesa del primo nato o nata del nuovo anno, riportiamo il messaggio del sindaco, Luca Robaldo che ieri ha incontrato il personale per gli auguri: "Ho ribadito a tutti che l'ospedale è la prima delle nostre priorità e che l'attenzione è condivisa con i colleghi Sindaci di tutto il territorio e con la Direzione Generale. Chi lavora qui garantisce qualità e professionalità tanto da 'coprire' i turni anche negli altri ospedali della Asl Cn1, molte volte risolvendo problemi che altrimenti resterebbero sul tavolo. Ne sono coscienti anche in Regione, il cui Assessore alla Sanità Federico Riboldi ha sempre garantito una attenzione particolare per la quale desidero esprimere gratitudine".





