Attualità - 22 dicembre 2025, 15:53

Piano Sociosanitario Regionale, Calderoni: "Bocciato l'emendamento per sostenere la rete trasfusionale, un'occasione persa"

Approvato il Piano Sociosanitario regionale tra le critiche delle opposizioni: "Mancano basi epidemiologiche, obiettivi misurabili e risorse certe". Il consigliere PD: "Le Unità di Raccolta associative sono un pilastro della sanità pubblica, senza interventi mirati si rischia la riduzione dei punti di raccolta"

Piano Sociosanitario Regionale, Calderoni: "Bocciato l'emendamento per sostenere la rete trasfusionale, un'occasione persa"

Alla fine, il Piano Sociosanitario Regionale della Giunta Cirio è stato approvato. Un Piano che però, secondo il consigliere PD Mauro Calderoni, continua a presentare limiti strutturali evidenti: mancherebbe una solida base epidemiologica, non definirebbe obiettivi misurabili e non indicherebbe risorse certe. Il numero elevatissimo di emendamenti presentati dalla stessa Giunta certificherebbe, a suo giudizio, la fragilità dell'impianto originario.

Secondo Calderoni, è stato il lavoro serio e puntuale in Consiglio a consentire alle minoranze di introdurre correttivi significativi, rafforzando la sanità territoriale, la salute mentale, la presa in carico delle fragilità, la salute delle donne, la medicina generale, l'approccio One Health e la necessità di un vero piano di assunzioni. Nonostante questi miglioramenti, nell'opinione del consigliere PD, il Piano resterebbe privo di una visione complessiva e di adeguate garanzie finanziarie, segno di una debole assunzione di responsabilità politica su una materia centrale come la sanità pubblica.

Nel dibattito, sostiene Calderoni, sarebbero emerse con chiarezza tutte le contraddizioni di una maggioranza che, a parole, riconosce il valore del Servizio Sanitario pubblico, ma nei fatti respinge proposte concrete per rafforzarlo. È in questo contesto che la Giunta Cirio ha scelto di bocciare la richiesta di destinare risorse specifiche all'adeguamento delle Unità di Raccolta associative, presìdi che il consigliere definisce fondamentali e parte integrante della rete trasfusionale piemontese. Un emendamento di buonsenso, a suo avviso, pensato per sostenere uno dei pilastri più solidi, partecipati e radicati della sanità piemontese.

«La medicina trasfusionale è uno dei pilastri del nostro Servizio Sanitario pubblico – dichiara Calderoni fondato sulla donazione volontaria, gratuita e responsabile del sangue e su una collaborazione strutturata con le associazioni dei donatori. Un modello che il Piano riconosce, ma che rischia di essere indebolito se al riconoscimento formale non seguono scelte concrete».

L'emendamento, secondo il consigliere, nasceva da una criticità reale e diffusa: molte Unità di Raccolta associative, soprattutto nei territori, faticherebbero oggi a rispettare pienamente gli standard normativi non per carenze organizzative o professionali, ma per la mancanza delle risorse necessarie agli adeguamenti strutturali e tecnologici richiesti.

«Senza un intervento regionale mirato – prosegue Calderoni – il rischio è una progressiva riduzione dei punti di raccolta, con ricadute sulla sicurezza, sulla continuità del servizio e, nel medio periodo, sull'autosufficienza regionale. Il mio emendamento non stravolgeva il Piano: chiedeva semplicemente di prevedere risorse dedicate, rinviando a un successivo approfondimento la quantificazione degli oneri».

Una scelta che, secondo il consigliere PD, parlava di coerenza e responsabilità istituzionale: «Se le associazioni dei donatori sono parte integrante della rete trasfusionale – conclude – devono essere messe nelle condizioni di svolgere fino in fondo una funzione pubblica essenziale. Bocciare questa proposta è stata un'occasione persa: investire sulle Unità di Raccolta associative significa rafforzare la sicurezza, tutelare i donatori, garantire i pazienti e difendere uno dei capitali civici più preziosi della sanità pubblica piemontese».

cs

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU