Sarà presentato sabato 22 novembre alle ore 17.00 nella meravigliosa cornice dell’Oratorio di San Francesco a Santa Vittoria d’Alba (Via Roma, 1) il n. 20 di Roero. Terra ritrovata, la rivista che è arrivata a superare, con questa uscita, le 2400 pagine di storia e storie del Roero.
Il nuovo numero di Roero. Terra ritrovata si apre con una sezione dedicata all’epopea del vermouth nel Roero, una bevanda che affonda le sue radici nella storia del nostro territorio, ben prima dell’esplosione della viticultura di pregio, e che ha cambiato nomi, paesaggi, economia di paesi e non solo.
La sezione generale, come sempre molto corposa e interessante, va a scandagliare in questo numero storie che partono dal medioevo per venire fino a noi. E allora, ecco l’Astisio, il primo effimero, ma importante “embrione” di Roero che si sviluppò tra XII e XIII secolo, inserendosi nei contrasti tra Asti ed Alba, tra vescovi e potentati locali, in un intreccio molto interessante. E poi la scoperta di Baldissero d’Alba, “svelata” attraverso un ricerca puntuale che “fotografa” un paese del Roero 800 anni fa come esempio per tutti gli altri di quel tempo lontano, e la storia affascinante della “via del sale”, che attraversava le nostre colline per andare verso il mare, tra commercio, gabelle, contrabbando e inutili proclami delle autorità.
Si parla poi dell’asilo “Mirafiori” di Sommariva Perno, voluto e fondato dalla moglie di un re, la contessa Rosa Vercellana, e i personaggi che hanno lasciato tracce di vita importanti nei nostri paesi: Piru, di Vezza d’Alba, pittore-imbianchino, che, caduto da un albero da bambino, rovinandosi un braccio, dipinse “con la mancina” piloni e cappelle in tanti paesi del Roero, e il monticellese Filippo Margiaria, Danubio Blu, maestro e partigiano, che diede vita con il martire Pier Augusto Dacomo ai “ribelli di Monticello”, una delle prime bande partigiane del Roero.
Non manca il mistero (ovviamente chiarito nel pezzo) di un pilone in apparenza “desaparecido” tra Castagnito e Magliano e “ritrovato” nelle struggenti fotografie di Antonio Adriano.
Con “Carro amico, ti scrivo…”, un titolo molto intrigante, si ripercorre poi l’epopea dei carri allegorici in quel di Canale negli anni ‘80: un argomento in apparenza “leggero”, che ha però segnato un’epoca in tutto il Roero, tanto che ai carri allegorici è dedicata la sezione dell’Album di famiglia, tante sono le testimonianze in merito.
La sezione dedicata alle “rubriche” contiene la recensione di un volumetto che racconta la storia e le storie di alcune borgate di Vezza, “lette” dagli autori del pezzo tra il medioevo e la seconda metà del secolo scorso; la presentazione di una importante mostra sui Corpi di Cristo tenutasi a Montà ed esempio di quanto spesso “l’altrove”, ricercato fuori da noi, ce lo troviamo, a volte più ricco, in casa.
L’ultimo articolo della sezione è un “grazie” alla maestra Antonina Galvagno, di Monteu Roero, protagonista della storia recente del nostro territorio, con le sue ricerche, la sua passione, il suo amore per la sua e nostra terra.
Tante bellissime fotografie arricchiscono poi tutti gli articoli e rappresentano sicuramente un valore aggiunto ad un lavoro serio di ricerca vera delle radici storico-antropologiche del nostro territorio.
Insomma, un altro numero da non perdere, oltre che una bella idea-regalo per Natale. Si trova durante le serate di presentazione, presso i redattori o nei vari punti-vendita dei paesi del Roero, di Alba, Bra e Carmagnola al costo sempre molto contenuto di € 10, grazie al sostegno degli sponsor, al contributo di Banca d’Alba, dei Cavalieri del Roero e di quasi tutti i Comuni del Roero che continuano a credere in questo lavoro veramente “di territorio”.





