Attualità - 12 settembre 2025, 06:03

Vendemmia 2025 in Piemonte: produzione in crescita (+ 5%) e uve di qualità ottima

A livello nazionale torna a crescere la produzione (+8%), ma resta l'incognita delle scorte in cantina: 37 milioni di ettolitri non ancora smaltiti

Vendemmia 2025 in Piemonte: produzione in crescita (+ 5%) e uve di qualità ottima

Dopo due annate segnate da siccità e grandinate, il Piemonte torna a respirare. Secondo le previsioni vendemmiali 2025 di Assoenologi, ISMEA e UIV, la produzione regionale di vino e mosto si attesterà attorno a 2.832.000 ettolitri, con un incremento del +5% rispetto al 2024, superando sia la media quinquennale che l’output dello scorso anno. Ma non è solo una questione di quantità: a fare la differenza, quest’anno, sarà la qualità delle uve, giudicata molto buona nei primi rilievi di campo.

Un dato che fa ben sperare anche per le Langhe, dove – al netto delle fisiologiche differenze microclimatiche – la campagna si è sviluppata in modo regolare. Il caldo anticipato di agosto ha portato a un leggero anticipo delle raccolte (7-10 giorni), con l’avvio sulle basi spumanti e sul Moscato e la previsione di completare il ciclo con il Nebbiolo a ottobre inoltrato.

Clima equilibrato e fitopatie sotto controllo

Il 2025 ha offerto un andamento climatico definito “equilibrato” dagli esperti: piogge abbondanti in primavera hanno permesso di accumulare buone riserve idriche, mentre l’estate – pur tra le più calde degli ultimi anni – non ha causato danni significativi a fiori o frutti. La peronospora, molto presente nelle fasi iniziali, è stata contenuta grazie all’aumento delle temperature e a una gestione agronomica attenta.

Situazione più complessa sul fronte degli insetti, in particolare per i vigneti delle Langhe e del sud Astigiano. A preoccupare sono stati soprattutto la Lobesia botrana e lo Scaphoideus titanus, che hanno spinto i viticoltori ad anticipare i trattamenti, con risultati finora positivi nel contenimento. Nel Nizzardo, ad Agliano e Castelnuovo Belbo, forte pressione anche da parte delle tignole. Più isolata, ma presente, l’incursione della Popillia japonica nell’Alto Piemonte.

Langhe in primo piano: attenzione e competenza

Il territorio delle Langhe, da sempre osservato speciale nel panorama vitivinicolo regionale, mantiene standard alti e capacità di risposta agli stress climatici, anche grazie alla sinergia tra aziende, tecnici e consorzi. Le uve si presentano in buono stato sanitario, con un ottimo potenziale fenolico favorito dalle escursioni termiche di fine agosto, specialmente nei vitigni a bacca rossa. Se il quadro resterà stabile nelle prossime settimane, i primi riscontri parlano di vini freschi, eleganti, longevi, perfettamente coerenti con l’identità territoriale.

Il comparto vinicolo, in provincia di Cuneo,  conta 6.500 imprese, 16.800 ettari di superficie vitata e una produzione di quasi 1 milione di ettolitri, pari a circa 100 milioni di bottiglie all’anno, perlopiù a marchio DOC o DOCG

Italia prima in Europa, ma il mercato frena

A livello nazionale, la vendemmia 2025 dovrebbe attestarsi su 47,4 milioni di ettolitri, segnando un +8% sul 2024 e riportando l’Italia in linea con la media del quinquennio. Dopo due annate deficitarie, il nostro Paese si conferma primo produttore europeo, davanti a Francia (37,4 milioni) e Spagna (36,8 milioni).

Ma la buona notizia quantitativa è accompagnata da una criticità tutt’altro che marginale: secondo le stime ufficiali, nelle cantine italiane giacciono ancora circa 37 milioni di ettolitri non commercializzati, una scorta che rischia di penalizzare i prezzi e frenare la remunerazione dei produttori, soprattutto in assenza di strategie commerciali unitarie. Con l'enigma degli effetti dei dazi voluti dal presidente americano Donald Trump.

Qualità elevata da Nord a Sud

La qualità delle uve raccolte – a detta degli esperti – è molto buona o addirittura eccellente in molte aree. I vini che ne deriveranno promettono freschezza e longevità al Nord, equilibrio aromatico al Centro, e struttura e potenza al Sud. L’aumento più marcato si registra proprio nel Mezzogiorno, con Puglia a +17% e un incremento complessivo a doppia cifra per il Sud Italia (+19%). Bene anche il Nord-Ovest, con la Lombardia in ripresa (+15%) e il Piemonte stabile nella sua centralità qualitativa. In lieve calo il Centro Italia (-3%), con la Toscana in flessione dopo un 2024 abbondante.

redazione

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