Farinél - 07 settembre 2025, 14:09

FARINÉL / Quanto entusiasmo intorno all’Albese, la squadra della città è tornata!

Dal 20 aprile al 5 settembre, dall’auspicio rilanciato da questa rubrica alla realtà di una società sola per riunire il calcio cittadino e rinverdire i fasti del passato

Venerdì al Coppino una partecipata presentazione per l'Albese 1917

Venerdì al Coppino una partecipata presentazione per l'Albese 1917

Confesso che venerdì mi sono sinceramente emozionato. Non mi capita spesso nel mio lavoro di presentatore di eventi. Parlare di fronte a una platea è diventata una piacevole routine che cerco di perpetuare ogni volta che posso.

Come speaker della presentazione ufficiale dell’Albese 1917 ho vissuto però un momento che ricorderò a lungo quando, guardando il terreno di gioco del Coppino puntinato da oltre 300 tra bambini e ragazzi con i colori dell’Albese, la prima fila con i capitani, con indosso la storica divisa bianco azzurra dell’Albese e, soprattutto gli spalti traboccanti di tifo e passione, ho provato, appunto, una sincera emozione.

È stato un po’ un coronamento di un percorso, partito proprio il 20 aprile da queste colonne, da questa fortunata rubrica.

Dopo la storica promozione del Bra in Serie C scrissi questo pezzo Quel Farinél si concludeva con queste parole: “Tutti a Bra tifano Bra e sostengono il Bra. Ad Alba un discorso del genere rimane utopia. L’Albese, la squadra della città, oltre cento anni di storia, un passato in serie C, langue in Promozione e spera di ottenere l’ultimo posto play off in un girone in cui ha avuto la sfortuna di incrociare Alessandria e Casale. L’Alba Calcio, società nata sulle ceneri del Corneliano Roero, dopo aver ottenuto il trionfo in Coppa Italia Piemonte, ha tirato i remi in barca e ha salutato, con ogni probabilità, i play off. Società che tra loro non parlano, o parlano poco, in un fazzoletto di km quadrati. Ognuna con i suoi sponsor e i suoi sostenitori che, se sostengono una non sostengono l’altra, come se si sposasse una coalizione o una filosofia e non una società di calcio. Ha senso continuare con queste divisioni? La risposta che arriva forte e chiara da Bra è no. Speriamo che nell’uovo di Pasqua chi di dovere possa capire che è tempo di superare le divisioni e le spaccature per costruire una società forte che rappresenti la città di Alba”.

Il pezzo fece discutere e il giorno dopo mi chiamò l’imprenditore Gianni Barbero, oggi direttore commerciale dell’Albese 1917. Mi disse che stava lavorando da tempo al progetto di cui io scrivevo e che presto ci sarebbero state delle novità.

Sul momento stentai a crederci dopo anni di divisioni, ma il processo era effettivamente partito. Poche settimane dopo arrivò l’annuncio dell’ingresso nell’Alba Calcio del neo presidente Maxim Pioggia, imprenditore da tempo trapiantato sul nostro territorio.

Forse serviva proprio qualcuno da fuori per far capire che solo uniti è possibile ottenere risultati importanti.

Non conoscevo Maxim, ma sono stato contagiato dal suo entusiasmo, con idee chiare e aprendo il proprio portafoglio, non chiedendo solamente aiuto all’esterno, sostenuto dallo stesso Gianni Barbero e dall’ex presidente dell’Alba Calcio Gianni De Bellis è riuscito in pochissimo tempo a realizzare quello che ad aprile sembrava solamente un sogno ben chiuso in un cassetto.

Il terreno era fertile e il sostegno dell’amministrazione e dei primi sponsor è arrivato, ma si può fare molto di più perché l’Albese torni dove merita di stare, almeno in Serie D, con un condottiero d’eccezione come Giancarlo Rosso, una vera e propria leggenda del calcio nostrano.

Da sottolineare anche l’iniziativa, fortemente voluta dal presidente Pioggia, di regalare l’abbonamento a tutti i presenti venerdì 5 settembre. La logica è ben capibile, per sottoscrivere una cinquantina di abbonamenti a una cinquantina di euro l’uno e vedere lo stadio mezzo vuoto, è meglio cercare uno sponsor in più da esporre davanti a un "Augusto Manzo" traboccante di passione. Una piccola perdita economica, ma finalizzata a riavvicinare gli albesi all’Albese. Davvero una iniziativa lodevole.

La ricostruzione è partita dalle giovanili, dalle società cittadine di Santa Margherita, San Cassiano, Sportinsieme e dal Corneliano Roero. Anche in questo caso l’idea è quella giusta: allargare il bacino per far sì che giocare nell’Albese torni a essere il sogno dei bambini nati e cresciuti ad Alba.

I presupposti ci sono tutti, insomma, le centinaia di bambini presenti in campo, i quasi mille abbonamenti regalati, la città che torna finalmente unita sotto i propri colori e con lo stemma nel simbolo. Quanta strada è stata fatta da quel 20 aprile, quanta ne possiamo fare ancora a partire da oggi con una sola squadra nel cuore da portare? Speriamo tanta.

Marcello Pasquero

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