Come annunciato dal Vescovo Marco Brunetti a giugno, a partire dall’anno pastorale 2025/2026 il Centro Missionario Diocesano sarà guidato da un nuovo team direttivo. Dal 10 settembre l’incarico passerà a Patrizia Manzone e Michael Kasela, missionari laici fidei donum, che assumeranno rispettivamente il ruolo di direttrice e condirettore, affiancati da don Flavio Costa come assistente spirituale.
Patrizia e Michael hanno vissuto per oltre dieci anni nella diocesi di Marsabit, in Kenya, inizialmente con incarichi individuali e successivamente come coppia e famiglia. Lì hanno portato avanti progetti di animazione pastorale per i giovani, oltre a interventi in campo sanitario e scolastico: dal dispensario di Maikona a quello di Dirib Gombo, fino alla “Fr. John Memorial School” e a una scuola dell’infanzia ispirata al metodo Montessori. Dopo il rientro in Italia hanno continuato a essere un punto di riferimento per i giovani, coordinando il percorso formativo “Perché no” rivolto a chi desidera vivere un’esperienza missionaria, e collaborando con il Centro Missionario Diocesano nelle attività di animazione e accompagnamento.
Il nuovo direttivo sarà affiancato da don Flavio Costa, parroco di Castagnole delle Lanze e di Coazzolo, che negli anni ha condiviso diversi viaggi missionari con altri sacerdoti e laici fidei donum, sviluppando cammini di collaborazione e di ministerialità diffusa. Accanto ai suoi impegni parrocchiali, don Flavio seguirà i giovani, i volontari e i collaboratori del Centro, contribuendo alla riflessione pastorale e alla costruzione di nuovi percorsi di fraternità e servizio.
Il passaggio di consegne avviene dopo diciotto anni di guida da parte di don Gino Chiesa, prete-operaio che ha fatto della sobrietà, dell’ascolto e della vicinanza agli ultimi lo stile del Centro Missionario. In questi anni ha lavorato insieme a un consiglio diocesano in chiave sinodale, mettendo al centro la condivisione della Parola e l’impegno per la giustizia sociale. Don Gino continuerà a offrire la sua testimonianza nella diocesi attraverso visite alle comunità, celebrazioni e gruppi di Vangelo.
Il nuovo percorso si apre dunque in continuità con quanto costruito, ma con la disponibilità a dedicare il primo anno all’ascolto e alla conoscenza delle diverse realtà missionarie sul territorio. Una fase ritenuta fondamentale per proseguire il cammino di comunione e solidarietà, sia all’interno della diocesi che verso l’esterno, nel segno di una missione che resta aperta al mondo.