I più letti della settimana - 03 agosto 2025, 18:01

Dazi al 15% con l'accordo Usa-Ue, l'industria cuneese assorbirà il colpo?

Migliora lo scenario dal 30% iniziale, ma come evidenzia il presidente di Confindustria Cuneo, Mariano Costamagna: “Non c'è da festeggiare, serve investire con decisione sul mercato unico continentale”

Mariano Costamagna

Mariano Costamagna

Riproponiamo qui uno degli articoli più letti della settimana appena conclusa, pubblicato mercoledì 30 luglio.

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Sono ore bollenti le prossime per l'economia mondiale, in attesa del primo agosto, quando entreranno in vigore i dazi americani. E' di pochi giorni fa, del 27 luglio scorso, l'accordo raggiunto tra Usa e Ue che li fissa al 15%. Uno scenario migliore rispetto a quello iniziale del 30%, ma su cui non si escludono nuove trattative dell'ultimo minuto, a partire dalle differenze emerse tra i due testi diffusi. Restano, inoltre, da definire quali saranno i beni esenti. Intanto, secondo l'accordo, l’Unione Europea dovrà pagare agli Stati Uniti un’aliquota tariffaria del 15% anche su auto e loro componenti, prodotti farmaceutici e semiconduttori. I dazi settoriali su acciaio, alluminio e rame rimarranno invece invariati e l’Ue continuerà a pagare il 50% e le parti discuteranno sulla sicurezza delle catene di approvvigionamento per questi prodotti. 

Se da un lato Trump soddisfatto per quello che ha definito un “buon affare per tutti”, dall'altra la Commissione europea proseguirà con la negoziazione. Una rotta che sembra andare verso l'attenuazione delle incertezze. 

In questa guerra commerciale lanciata dagli Usa il coinvolgimento delle produzioni industriali piemontesi e cuneesi è inevitabile a fronte delle importanti esportazioni estere, proprio negli Stati Uniti.

Solo nel 2024, il territorio cuneese ha esportato prodotti manifatturieri per un valore di 10,7 miliardi di euro, in crescita del +5,5% rispetto all’anno precedente. Di questi, 699 milioni di euro (il 6,5%) hanno avuto come destinazione gli Stati Uniti.

Riusciranno le aziende cuneesi ad assorbire il colpo?
Lo scopriremo presto, intanto tra le possibili strategie applicabili per le imprese cuneesi si fa spazio la diversificazione dei mercati di investimento.

Mariano Costamagna, presidente di Confindustria Cuneo, dichiara: «L’accordo al 15%, come ha giustamente evidenziato anche il presidente di Confindustria Piemonte Andrea Amalberto, non è certo un motivo per festeggiare. In settori come la meccanica e l’agroalimentare, le imprese cuneesi dovranno operare in un mercato statunitense ancora più complesso, già reso difficile dalla svalutazione del dollaro che indebolisce le nostre esportazioni. Vale ancora di più quanto sottolineo da settimane: serve investire con decisione sul mercato unico continentale, accompagnando questa scelta con politiche industriali italiane ed europee adeguate a sostenere le aziende. L’aspetto meno negativo è che l’incertezza degli ultimi mesi sta finalmente per essere superata: ora occorre trasformare questo passaggio in un’occasione per spingere, appunto, su investimenti interni e apertura di nuovi mercati. Come sempre, la qualità dell’industria cuneese - fatta di competenze, cultura d’impresa, innovazione e identità - sarà lo strumento più efficace per continuare a competere e creare valore».

Sara Aschero

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