Economia - 11 luglio 2025, 16:33

Gioco online, l’Italia cambia le regole: sfide e ostacoli per gli operatori

Si apre una nuova era per il settore del gioco italiano. Con la pubblicazione del bando per le nuove concessioni del gioco online, infatti, l’Italia inaugura una fase cruciale per la regolamentazione del settore.

Gioco online, l’Italia cambia le regole: sfide e ostacoli per gli operatori

Novità normative, aggiornamenti, nuovi limiti e nuovi orizzonti. E, come spesso accade, anche nuove insidie. Soprattutto per gli operatori internazionali B2B, ovvero i fornitori di piattaforme e servizi. Lo ha sottolineato in questa intervista l’avvocato Quirino Mancini, Partner Director di WH Partners Italy, intervenuto al Market Expert Insights durante l’SBC Summit Malta 2025, che ha posto l’accento in particolar modo su un nuovo modello che prevede esclusivamente licenze B2C, riservate agli operatori che si interfacciano direttamente con i consumatori. Nessuna autorizzazione è invece richiesta per il B2B, che rimane così fuori dal rapporto diretto con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Un vantaggio apparente, che però si traduce in una forte dipendenza dai partner italiani. Il B2B, anche se altamente specializzato, non può contattare direttamente il regolatore. Tutto passa attraverso il titolare della licenza B2C.

Il processo di gara, scaduto lo scorso 30 maggio, ha visto la presentazione di circa 50 richieste, ma non significa che vi siano 50 operatori diversi: ogni soggetto può concorrere infatti per più licenze, fino a cinque. Un contesto che rende più complessa la mappatura del mercato e degli attori coinvolti. Per chi si è candidato, la preparazione è stata lunga e complessa.

Tutte le aziende del settore hanno dovuto affrontare sfide significative - ha spiegato ai nostri microfoni l’esperta Natalia Chiaravalloti della redazione di Giochi di Slots - dai costi elevati della concessione alle difficoltà di accesso al credito bancario. “Dal punto di vista tecnico, - continua l’analista di Giochi di Slots -, la sfida maggiore per gli operatori di gioco riguarda il rapporto con il sistema centrale dell’ADM, operativo 24 ore su 24. Ogni piattaforma B2B che otterrà la concessione deve essere in grado di comunicare in tempo reale con il regolatore, garantendo tracciabilità e sicurezza, ma lo deve fare indirettamente, senza poter interagire con l’ente stesso. Inoltre, gran parte della documentazione ufficiale è solo in lingua italiana, ostacolo non secondario per i fornitori esteri.

Queste storture e limiti non sono passate inosservati a livello europeo, dove il modello italiano da sempre portato come riferimento e come modello adesso viene visto in maniera negativa. È il caso della Finlandia, alle prese con una progettazione simile e subito intenzionata ad aggiustare il tiro. “Parlate con chi ci è passato prima, come gli italiani e gli spagnoli. Evitate di commettere gli stessi errori”, ha dichiarato Quirino Mancini a margine dell’evento. Anche perché il rischio è di bloccare un settore in costante crescita. Nel 2018 molti operatori entrarono nel mercato italiano puntando su campagne pubblicitarie, poi vietate dal governo in pochi mesi. Adesso si rischia di replicare un pericoloso passo indietro.

“Il mercato del gambling online in Italia è in evoluzione, ma richiede consapevolezza, adattamento e relazioni solide. Per i B2B internazionali, entrare davvero in partita significa studiare bene le regole. E magari renderle più appetibili da parte dei legislatori”, conclude Chiaravalloti di Giochi di Slots.









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