Si parte! Oggi, sabato 11 maggio, ricorre la Giornata Mondiale degli uccelli migratori e noi festeggiamo, mostrandovi la foto di un gruccione, immortalato dall’obiettivo di Enrico Ruggeri.
Questo volatile è caratterizzato da una colorazione “tropicale” ed è un abile cacciatore di insetti, che può raggiungere una lunghezza di 25-29 centimetri con un’apertura alare pari a 40 centimetri.
Per l’occasione, ci piace ricordare i viaggi compiuti durante l’arco dell’anno da questa specie transahariana, detta così perché sverna in Africa a sud del deserto, mentre nidifica in primavera-estate in Europa dove arriva in aprile dopo un viaggio di circa 5mila km.
Il secondo sabato di maggio e di ottobre sono i giorni dedicati a queste carovane piumate che solcano con impeccabile orientamento i nostri cieli in cerca di cibo, clima migliore o delle condizioni ideali per riprodursi.
La Giornata Mondiale degli uccelli migratori è stata istituita nel 2006 dall’Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, e ha lo scopo di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sull’importanza della salvaguardia degli uccelli migratori e dei loro habitat.
Tema che ci riguarda da vicino: l’Italia, infatti, è un ponte tra Europa e Africa e questo la rende il punto di sosta e luogo dove si nutrono numerosi uccelli sia durante la migrazione autunnale, sia quella primaverile.
Da noi svernano diversi volatili che nidificano nel Nord Europa (come gli anatidi) dove si trovano immensi spazi selvaggi ricchi di cibo, mentre arrivano, per la riproduzione, altre specie che passano la stagione invernale in Africa (come rondine, rondone, cicogna bianca, ghiandaia marina, upupa e anche diverse specie di rapaci, come il nibbio bruno, l’assiolo o il falco pecchiaiolo).
Ingrassano prima della partenza e bruciano quasi metà del loro peso durante il viaggio. Al pieno di benzina si affianca poi la revisione del jet. Nelle settimane che precedono la partenza la maggior parte degli uccelli migratori rinnova il proprio piumaggio attraverso la muta, totale o parziale, in modo da aumentare l’efficienza del volo e, quindi, risparmiare energia.
Il volo migratorio, anche per specie solitamente diurne, avviene soprattutto di notte, quando il dispendio energetico è minore e ci si può orientare con le stelle. La capacità di percepire il campo magnetico terrestre e i riferimenti geografici appresi sono gli altri principali elementi che sembra consentano l’orientamento durante il volo.
La migrazione degli uccelli è ogni volta un’impresa epica. Alle mille difficoltà naturali si sommano i pericoli creati dall’uomo, a cominciare da caccia, bracconaggio e inquinamento da pesticidi e da piombo. I cambiamenti climatici, inoltre, stanno causando un anticipo di 10-20 giorni nelle date medie storiche di partenza di molte specie migratorie.
Solamente per pochi giorni all’anno, quindi, abbiamo la possibilità di osservare piccoli passeriformi come lo stiaccino, la balia, il culbianco e tanti ancora, o uccelli limicoli come i piovanelli, gli albastrelli e i combattenti. Un’occasione da non perdere, perché siamo alla fine del periodo migratorio primaverile, che terminerà a metà maggio.
Per celebrare al meglio questi migranti della natura e i loro straordinari viaggi non resta che postare sui social delle immagini che li ritraggono mentre fanno quello che gli riesce meglio: volare!





