Attualità - 13 aprile 2024, 12:57

Langhe-Roero e Monferrato: onde di bellezza e geometrie coltive nei paesaggi e nei paesi del vino

Domenica 7 aprile al castello di Grinzane l'iniziativa che premia l'impegno dietro alla bellezza viticola riconosciuta patrimonio dell'umanità. Ospiti d'onore i paesaggi vicoli etnei

Foto di Mauro Gallo

Foto di Mauro Gallo

Un momento di riflessione e di scambio tra gli addetti ai lavori, ma soprattutto l’occasione di tenere viva l’attenzione, nel decennale del riconoscimento, sull’inserimento dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato tra i Patrimoni dell'Umanità tutelati dall’UNESCO.

Nasce con questo spirito l’Omaggio: "Langhe-Roero e Monferrato: Onde di bellezza e geometrie coltive nei paesaggi e nei paesi del vino", giunto alla nona edizione, svoltosi domenica 7 aprile al Castello di Grinzane Cavour, sede dell’Enoteca Regionale Piemontese Cavour.


Incontri, degustazioni e dibattiti


L'Omaggio “Langhe-Roero e Monferrato: Onde di bellezza e geometrie coltive nei paesaggi e nei paesi del vino” vuole valorizzare il lavoro e gli artefici che stanno dietro alla bellezza viticola riconosciuta patrimonio dell’Umanità. Anche per stimolare fra i viticoltori il positivo sentimento dell’emulazione, utile per rafforzare la tensione verso il rispetto del paesaggio e verso il bello.


Nel corso degli anni sono stati celebrati alcuni tra i più significativi paesaggi del vino nel mondo. La 9a edizione, inserita nell’ambito degli eventi che aprono i festeggiamenti del decimo compleanno del riconoscimento UNESCO e organizzata in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Etna Doc, ha reso omaggio ai Paesaggi viticoli dell’Etna, realtà unica che dal 2013 vede il Monte Etna patrimonio mondiale dell’Umanità.

In questo luogo unico, nel corso del tempo l’azione dell’uomo ha tenacemente sovrapposto al paesaggio lavico un paesaggio agricolo tra i più ricchi dell’isola, dove l’arte di coltivare e lavorare la vite ha origini e usanze antiche: nella “Storia dei vini d’Italia” pubblicata nel 1596, venivano ricordati i vini prodotti sui colli che circondano Catania, la cui bontà veniva attribuita alle ceneri del vulcano. 

Oggi, a rendere davvero grandi questi vini concorrono alcuni fattori specifici: i terreni di origine vulcanica, a volte ciottolosi e ghiaiosi, a volte sabbiosi o meglio cinerei, l’età delle viti e le grandi escursioni termiche, che arrivano anche a 25/30 gradi tra il giorno e la notte. 


Per onorare questo prestigioso omaggio alla Sicilia, lo chef Alessandro Mecca dell’omonimo ristorante “Al Castello di Grinzane Cavour” e lo chef catanese Fabio Ingallinera, una stella Michelin, del ristorante “Il Nazionale” di Vernante, hanno organizzato – la sera di sabato 6 aprile al Castello di Grinzane Cavour, in collaborazione con l’Enoteca Regionale – una cena a quattro mani, unendo idealmente Piemonte e Sicilia.


Premiati i Patriarchi della Vite e del Vino e la viticoltrice straniera


Un primo momento emozionante della giornata è stato il riconoscimento consegnato a Sonja Milenova, lavoratrice straniera di origine macedone, da vent’anni operativa sulle colline del Barolo, premiata per l’importante esempio di buona integrazione e senso etico del dovere.


Di particolare rilevanza è stata la consegna degli attestati ai Patriarchi della Vite e del Vino. Su indicazione dei Consorzi di Tutela, sono state premiate figure storiche, personaggi mitici, artefici puri della civiltà del vino che hanno valorizzato, con il loro sapere e la loro determinazione, il nostro territorio viticolo.

Hanno ricevuto l’attestazione di benemerenza il Cav. Lorenzo Accomasso di La Morra, classe 1933; i fratelli Carlo e Giuseppe Gonella, classe 1932 il primo e 1935 il secondo, di Santo Stefano Belbo; Piero Scherpa, classe 1940, di Monleale; Giuseppe Ravasini, classe 1940, di Tagliolo Monferrato; Antonio Gozzelino, classe 1936, di Costigliole d’Asti; Nino Costa, classe 1951, di Montà d’Alba.


Premiati i versanti collinari


Il programma ha previsto inoltre la consegna del riconoscimento ai viticoltori e alle Amministrazioni comunali che insieme curano i più bei versanti collinari viticoli del Barolo (Mosconi di Monforte d’Alba), del Barbaresco (Asili di Barbaresco), del Roero (Bric del Medic di Montà), del Dolcetto di Diano d’Alba (Sorì del Ricchino di Diano d’Alba), del Moscato d’Asti (Comune di Loazzolo), del Nizza (Comune di Agliano Terme), della Barbera d’Asti (Comune di Castagnole delle Lanze), del Ruchè di Castagnole Monferrato (Comune di Montemagno Monferrato), dell’Alta Langa (Comune di Castel Rocchero) e del Timorasso (Strada Costa della Guardia di Brignano Frascata e Casasco).


L’evento è stato caratterizzato dalla presenza dei banchi di assaggio dei produttori aderenti al progetto “Filiera corta nel Castello UNESCO”, con degustazioni in abbinamento ai prestigiosi vini etnei, finalizzato a incentivare lo sviluppo di filiere corte nei mercati locali, promosso della Regione Piemonte e dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, attraverso l’operazione 16.4.1 del PSR.

Si tratta di una manifestazione a cui siamo molto affezionati – commenta Roberto Bodrito, presidente dell’Enoteca Regionale Piemontese Cavour –, che incoraggia i viticoltori a curare il paesaggio riconosciuto Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’UNESCO e permette al nostro territorio di confrontarsi e crescere con importanti realtà vinicole internazionali. È importante stimolare fra i viticoltori il sentimento positivo dell’emulazione, utile per rafforzare l’attenzione verso il rispetto del paesaggio e verso il bello. Particolarmente emozionante è stata la consegna dei riconoscimenti ai Patriarchi della Vite e del Vino, per il loro importante contributo culturale dedicato alla coltivazione e valorizzazione del paesaggio viticolo. Da rilavare la presenza di molti giovani che con grande entusiasmo hanno affiancato i loro padri nella lavorazione del vigneto, acquisendone la saggezza e i saperi”.


comunicato stampa

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