È solo un’ipotesi. Una delle tante che circolano in questi giorni quando si sta entrando nel vivo della partita per la presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, ma non affatto peregrina.
Perché – inutile nasconderselo – la partita vera è quella della presidenza.
Il resto funge da corollario perché ben sa chi conosce il mondo delle Fondazioni che questi sono organi quasi “monocratici”.
Il fitto lavorìo in corso (per quanto sottotraccia) tra i partiti non può non considerare – insieme a quello politico – anche l’elemento territoriale.
E Alba, che dai tempi di Giacomo Oddero non esprime più un presidente, vorrebbe avere voce in capitolo.
Voci insistenti riferiscono che il sindaco della capitale delle Langhe, Carlo Bo – sottoposto in questi giorni a pressioni da più parti – rivendichi il diritto ad esprimere un nome di sua fiducia.
L’ipotesi più plausibile è che la designazione vada nella direzione dell’attuale vicepresidente Francesco Cappello, anche perché non designarlo significherebbe non riconoscere il ruolo da lui svolto in questi anni nel cda dell’ente.
Una nomina che, in questa congiuntura, quando si è alla vigilia di scadenze importanti, assume un preciso significato politico.
Bo ha lanciato un appello all’unità che non è soltanto una generica esortazione, ma una rivendicazione – pacata e riflessiva - del ruolo che Alba riveste nel contesto provinciale e dell’intero Nord Ovest.
Nel momento in cui la conta in atto vede su posizioni di sostanziale parità i due principali concorrenti, Mauro Gola e Federico Borgna, l’ipotesi di un “tertium datur” si pone come elemento da non escludere.
Se lo stallo “alla messicana” dovesse perdurare e incarognirsi, la terza via, come dimostrano elezioni ben più rilevanti – è il caso del Quirinale (si parva licere componere magnis) – rappresenterebbe una via d’uscita.
Fantasie, dietrologie?
A noi, che compete il ruolo di narratori-osservatori, sono consentite.
A chi deve decidere, spetta invece il compito di andare oltre la “spartingaia” e trovare una soluzione che sia davvero nell’interesse della molteplicità dei bisogni della collettività cuneese in tutte le sue espressioni.





