Belli comodi. Aspettiamo con un buon libro in mano il Caffè Letterario in programma stasera, giovedì 19 ottobre, alle ore 21, presso la libreria Crocicchio di Bra. In proposte di lettura era specializzato il compianto poeta braidese Bernardo Negro, che ci ha lasciato un ricco patrimonio umano e culturale da (ri)scoprire. Perché, si sa, gli artisti non muoiono mai.
Ecco la recensione che aveva prodotto per la nostra rubrica settimanale. Un modo per sentirlo ancora vicino, attraverso le sue espressioni garbate e piene di passione per l’arte della scrittura.
Stamane il Caffè Letterario di Bra consiglia il romanzo “Un amore” di Dino Buzzati, Mondadori, 1963. L’apprezzato architetto Milanese Antonio Dorigo non ha fortuna con le donne. Timido fino al paradosso che lo stravolge, vive un’esistenza di stupite ossessioni. Ed eccolo vagare in un deserto sessuale che lo porta alle case di appuntamento. Qui incontra Laide, la prostituta che dalla sua vita ha cancellato ogni orma di sentimento. Antonio pensa di conquistarla con generosa ingenuità che, alla prima occasione, viene incrinata da una gelosia che gli deforma l’anima. Il tentativo di portare Laide alla normalità di una realtà sociale accettabile, naufraga in un abisso che sa di gorgo senza uscite. Ma è questo il suo errore. Non riesce a farle capire che, lasciando quella vita sprecata, può mirare ad altro o forse i suoi pregiudizi di stimato professionista non lo avvicinano abbastanza a quel cuore perso non solo per lui.
Eppure lei vive una sua freschezza, un pudore occasionale che a volte la riscatta. Continueranno a vivere insieme, ma ora è nella coscienza di Antonio che si apre il baratro. Il tempo passa e con le delusioni arriva anche la paura esistenziale. Adesso è il tempo a dividere il mondo di lei dal suo.
Romanzo diverso dal realismo critico de “Il Deserto dei Tartari”, asciutto e dilatato insieme, apre una stagione nuova per Dino Buzzati. Sono gli anni in cui Antonioni gira i suoi film più emblematici e in cui “il miracolo economico” incide sulle speranze dei caratteri che si evolvono. Su questa linea troveremo Bianciardi e Mastronardi con “La vita agra” ed “Il maestro di Vigevano” mentre un anno dopo, proprio Antonioni dirigerà “L’eclisse”.
È anche una spinta storica che fa consigliare al Caffè Letterario di Bra questa lettura. È un “come eravamo” che la mia generazione ritrova e che i giovani possono scoprire.





